Chi scrive segue da sempre con simpatia la trasmissione “Report“, ammirando in Milena un coraggio che manca alla maggior parte dei giornalisti italiani. Non sempre sono stato d’accordo con lei e talvolta ho trovato non proprio corrette certe inchieste, ma ho sempre pensato che in un’epoca di conformismo imperante, le voci libere vanno difese e sostenute, anche quando sbagliano. A condizione che restino fedeli alla propria vocazione: quella di Report è, da sempre, il giornalismo d’inchiesta, è lo scavare tra le pieghe dell’attualità e in particolare dell’Italia, per raccontarci cosa non va (frequentemente) e cosa va (talvolta), con la profondità che solo i giornalisti non legati ai ritmi frenetici dell’attualità possono garantire.

Il suo ambito, però, non è quello del giornalismo d’opinione e men che meno dovrebbe essere quella della grande proposta politica. Ecco perché, poco fa, sono sobbalzato, vedendo questo tweet, sorretto da un promo video che definire sconcertante è riduttivo. Schermata 2017-11-22 alle 20.00.49

Caro Sigfrido Ranucci, il giornalista che ha sostituito la Gabanelli alla testa della trasmissione, questo tipo di approccio è incompatibile con il giornalismo a cui vi appellate da sempre. Perché il messaggio che lanciate è inequivocabile e chiaramente propagandistico. Affermare che la soluzione ai mali italiani è la costituzione degli Stati Uniti d’Europa, non ha nulla dell’inchiesta, è opinione; e forte, molto forte. Che sia pane perun quotidiano come la Repubblica o il Fatto Quotidiano, ci sta, quelle tribune appropriate. Che lo facciate voi è inaccettabile.

Anche perché rischiate di convalidare un sospetto, quell’atroce sospetto, che alcuni commentatori vi rivolgono da tempo, secondo cui Report non sia affatto neutrale; ovvero che abbiate un’agenda politica. Un sospetto che induce a chiedersi se il vostro insistere sulla corruzione dei politici italiani, se la vostra instancabile denuncia di malefatte pubbliche e private italiane, e che tanta importanza hanno avuto nel fomentare nel pubblico il disgusto per la Casta e l’interiorizzazione di una forma di autorazzismo (“gli altri sono sempre più bravi e onesti”), non siano così innocenti e disinteressati.

1280x720_1492941999173_report1Già, perché a voler pensar male si potrebbe desumere che il vostro moralismo, oggi molto autorevole, sia propedeutico allo sdoganamento del grande sogno di una certa élite italiana davvero forte (quella dei Monti, dei Napolitano, dei Draghi, tanto per far nomi): la fine dello Stato nazionale e, guarda un po’, la nascita di un super Stato europeo, da ottenere anche alimentando la speranza che un’Italia governata dagli stranieri possa essere migliore di un’Italia governata dagli italiani, replicando lo stesso schema propagandistico utilizzato per promuovere l’euro, che avrebbe dovuto portare, crescita, benessere, riduzione delle tasse e del debito pubblico nel Paese corrotto della vecchia liretta. Peraltro com’è andata a finire lo sappiamo; se si potesse tornare indietro la maggior parte dei cittadini non avrebbe esitazioni.

Proprio un atroce sospetto, indegno del Report, che abbiamo apprezzato per tanti anni. O sbaglio, Ranucci?

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