Intervista al primo canale della tv pubblica serba

Intervista al primo canale della tv pubblica serba

Ho appena trascorso un paio di intensi giorni a Belgrado, dove mi sono recato per presentare l’edizione in serbo del mio saggio “Gli stregoni della notizia”, tradotto magnificamente da Marin Pavic e pubblicato dalla casa editrice Clio, diretta da un uomo intenso, Zoran Hamovic. Intensi e bellissimi perché la Serbia è uno dei Paesi che ha vissuto in prima persona e drammaticamente gli effetti dello spin più estremo, ai tempi della guerra nell’ex Jugoslavia. E da giornalista fa effetto vedere le rovine di un’ala della Tv pubblica che alla fine degli anni Novanta fu bombardata pesantemente dalla Nato. Ma sulla Serbia cadde, pesantissima, anche la propaganda. Per questo i giornalisti – e con loro una parte importante del pubblico – sono molto sensibili allo spin.

Sono stato intervistato dalle principali testate e dal primo canale della tv pubblica serba, ho incontrato blogger indipendenti, editori, docenti universitari. E durante un dibattito nella libreria del Centro culturale di Belgrado, Dragoliub Zarkovic, direttore del settimanale Vreme, e Liliana Smajilovic, una delle giornaliste più coraggiose di Serbia, mi hanno omaggiato di un complimento straordinario, affermando che la lettura del mio libro à stata rivelatrice e li ha “indotti a cambiare la visione del mondo e, soprattutto, il modo in cui fare giornalismo”.

Che sorpresa e che gioia per me. Ma che difficoltà per loro.

L'edizione serba de Gli stregoni della notizia

L’edizione serba de Gli stregoni della notizia

Già, perché la Serbia lesta decriptare la manipolazione dei media a livello internazionale, è anche il Paese che oggi, paradossalmente, la subisce a livello interno. Le testimonianze, convergenti e molto preoccupate, indicano in Aleksandar Vucic, un presidente che non ha scrupoli nel manipolare l’opinione pubblica interna, legittimando, indirettamente, l’intimidazione delle voci davvero libere e indipendenti, fino condurle, nei casi più estremi, all’emarginazione editoriale.

Anche per questo  il mio saggio è stato accolto con tanto favore ed entusiasmo dai colleghi: leggendolo hanno capito le tecniche usate per addomesticare la stampa ma anche quelle per difendersi e smascherare lo spin. Grazie a “Gli stregoni della notizia”, come mi ha detto uno dei decani, si sono sentiti rinfrancati e meno soli.

Grazie di cuore, Belgrado.

L'intervista al quotidiano Blic

L’intervista al quotidiano Blic

 

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