Afghanistan, Libia: sbagliamo e non impariamo…

Tra Bisignani e Pontida in Italia è passato quasi inosservato un annuncio epocale:  l’America di Obama  tratta con i talebani, come ha annunciato il capo del Pentagono Robert Gates.  Gli spi doctor l’hanno presentata bene: siccome Bin Laden è morto, Al Qaida è molto indebolita, possiamo pensarer al ritiro. La realtà è più sottile: dopo dieci anni di guerra, costata molto in vite umane e ancor di più in termini finanziari, l’America, che guida la coalizione internazionale, non riesce a controllare il territorio ed è costretta a scendere a patti con i talebani. Che la trattaiva riesca, peraltro, è dubbio, ...

Bin Laden, una svolta con tanti dubbi

Ho scritto poco fa per il sito de il Giornale un commento sulla morte di Bin Laden, in cui esamino le conseguenze ed esprimo alcuni dubbi. Lo ripropongo integralmente anche qui, aggiungendo una considerazione. La foto del copro tumefatto di Bin Laden è falsa e la stessa tv pakistana che l’aveva diffusa poco fa l’ha ritirata. E’ la prima volta che un’operazione di spin viene smascherata in tempo reale. Ecco il mio commento a caldo: Giustizia è fatta. Ed è significativo che ad annunciare l’uccisione di Osama Bin Laden sia stato Barack Obama. Ascoltate le sue parole: “La sua fine ...

Afghanistan, tempo di partire. Con coerenza

Sì c’è un tempo per tutto. C’era il tempo della lotta ad Al Qaida, all’indomani dell’11 settembre. Quella guerra era inevitabile, è stata vinta ma non conclusa. C’era il tempo dell’impegno internazionale e l’Italia, dal 2003 nell’ambito della missione Isaf, ha svolto egregiamente la sua parte. Ma quando il mondo si è mosso è venuta a mancare l’America, che anziché dedicarsi alla ricostruzione di un Afghanistan martoriato, anziché far affluire i massicci investimenti economici promessi nel 2002, anziché estirpare definitivamente la rete dei talebani, ha deviato uomini, risorse e attenzione sull’Iraq, dando modo ai talebani di riorganizzarsi e ha chiuso gli occhi ...

La foto di Time: così il governo Usa (ri)nobilita la guerra afghana

Questa foto, pubblicata da Time in copertina questa settimana, ha suscitato un certo dibattito nel  mondo giornalistico. Molti si sono chiesti se fosse opportuno pubblicarla in prima pagina, considerato che Time è una rivista che entra nelle famiglie, altri hanno invocato l’etica giornalista. Tutto giusto, per carità. Ma il punto, però, è un altro. Quasi nessuno si è chiesto perché questa foto sia uscita proprio adesso e cosa abbia spinto Time a pubblicarla così in evidenza. Conoscendo le tecniche di spin, a me sembra evidente che si tratti di un caso di “controspin” o di “spin difensivo” da parte del ...

File segreti sull’Afghanistan: com’è facile manipolare i media…

Lo scoop di Wikileaks che poche ore fa ha diffuso 92mila file segreti del Pentagono dimostra che per sei anni il governo americano ha mentito ai media.  Sia chiaro: nessuno si aspetta che dalle autorità trapeli sempre la verità, ma qui siamo di fronte a una colossale manipolazione della realtà. Scopriamo stragi di civili fatte passare sotto silenzio, collusioni imbarazzanti dei servizi pakistani con Al Qaida, missili americani Stinger, che erano stati forniti a Bin Laden negli anni Ottana e poi usati contro le forze americane. Veniamo a sapere che la situazione sul terreno è molto peggiore di quanto avessero ammesso ovvero che ...

Attenti: il Pakistan si stringe all’Iran (e forse alla Cina…)

Negli ultimi giorni abbiamo parlato di Iran e di Afghanistan, ma per completare il quadro strategico in quest’area è più che mai opportuno parlare di Pakistan. Qualche giorno fa il regime di Islamabad ha firmato l’accordo per costruire un gasdotto con l’Iran, gasdotto che molto probabilmente finirà in Cina, come ha osservato Enrica Garzilli, attentissima osservatrice di vicende asiatiche. Gli Usa hanno tentato di far desistere il proprio alleato, il quale però non li ha ascoltati. Lo stesso Pakistan ha deciso di mettere sotto sorveglianza siti come Google, Yahoo e Youtube, che rischiano la chiusura per diffusione di contenuti antisilamici. ...

Obama come Carter, non controlla più i suoi uomini…

Jimmy Carter fu un presidente sfortunato, ma anche sprovveduto. Lasciò briglie sciolte ai suoi collaboratori, i quali erano di fatto liberi di parlare con i giornalisti e di esprimere le proprie opinioni, che spesso erano in contrasto o perlomeno diverse rispetto a quelle ufficiali della Casa Bianca. Una pacchia per i reporter che si risolse in un grave danno d’immagine per l’Amministrazione, che dava l’impressione di essere senza guida, scombinata, divisa. Da allora ogni presidente, a cominciare da Reagan, impose una disciplina molto più severa e con il passare degli anni si è passati all’estremo opposto: un controllo troppo stretto, a tratti soffocante, ...

Le accuse ad Emergency? Sento puzza di montatura…

Esistono due modi per affrontare la vicenda dei tre collaboratori di Emergency arrestati in Afghanistan. Il primo è quello manicheo: Strada è di sinistra dunque il lettore di destra propenderà per la sua colpevolezza. Viceversa, quello di sinistra non si chiede nemmeno se i tre possano essere colpevoli ma santifica Strada a prescindere. Il secondo analitico. Le mie idee politiche non sono certo quelle di Strada, ma non ho il paraocchi. Ho conosciuto alcuni attivisti di Emergency, apprezzando la loro dedizione, seguo le attività dell’organizzazione da tempo e ritengo Emergency meritevole di stima per il suo impegno umanitario. Non credo assolutamente che tre italiani possano essere pericolosi fiancheggiatori di Al ...

Il Nobel a Obama, un bel discorso ma quanto coerente?

In queste occasioni Obama dà il meglio di sè: a Oslo ha pronunciato un discorso alto, bello, coinvolgente. Ma mi chiedo: quanto coerente? Obama ha invitato a non perdere la fiducia nel pacifismo che guidò grandi figure come Mahatma Gandhi e Martin Luther King: «La non violenza praticata da uomini come Gandhi e King potrebbe non essere stata possibile in ogni circostanza, ma l’amore che predicarono – la loro fede nel progresso umano – deve essere sempre la stella che ci guida nel nostro viaggio. Perché se perdiamo questa fede, se la respingiamo come sciocca o naif, se divorziamo dalle ...

Afghanistan, Irak, Iran: guai premonitori. E ora che farà Obama?

Molti lo hanno dimenticato, ma la stagione delle bombe in Irak, iniziò nel maggio del 2003, quando il falco Rumsfeld, allora ministro della Difesa, ruppe gli accordi segreti raggiunti da Powell, allora segretario di Stato, con gli iraniani. I primi inspeigabili attentati furono, con ogni probabilità, sciiti e l’esempio fu rapidamente imitato dai sunniti, con le conseguenze che ben sappiamo. Oggi ho l’impressione che si stia creando una situazione analoga. Le speranze di un dialogo tra Washington e Teheran, benchè non ancora tramontate, appaiono sempre più flebili, soprattutto dopo l’attentato del 18 ottobre che ha insanguinato il sud dell’Iran. Gli ayatollah sono convinti che siano stati gli ...

Dagli 007 inglesi e americani un avvertimento al Cav e all’Italia

Sul Giornale di oggi analizzo il retroscena dell’ultimo scoop del Times di Murdoch, quello secondo cui l’Italia avrebbe pagato i talebani per scongiurare attentati contro i nostri soldati. La Russa, come noto, ha smentito nettamente, annunciando querela. Ma al di là delle schermaglie, l’episodio rappresenta un salto di qualità nella campagna che i giornali britannici ( e in particolare proprio il Times) conducono da maggio contro Berlusconi per le sue vicende private. Le accuse sui pagamenti ai talebani portano le stigmate dei servizi segreti, britannici o forse americani, che non fanno mai uscire a caso certe dritte. Perseguono uno scopo preciso ...

Bomba di Milano, ma ora non perdiamo la testa…

Non è necessario attendere l’esito dell’inchiesta ufficiale per convincersi che l’attentato di stamane a Milano di fronte a una caserma, è dovuto al colpo di testa di un singolo, un ciitadino libico a quanto pare, e non del progetto di un gruppo strutturato. Quando Al Qaida e associazioni affini vogliono far male sul serio pianificano tutto con estrema meticolosità. L’organizzazione è il loro vero asset strategico. Usano esplosivi rudimentali e kamikaze improvvisati, ma usati seguendo schemi sempre terribilmente efficaci e per averne conferma basta ricordare le modalità delle azioni a Bali, New York-Washington e, soprattutto, Londra, Madrid, che sono le ...
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