Dagli 007 inglesi e americani un avvertimento al Cav e all’Italia

Sul Giornale di oggi analizzo il retroscena dell’ultimo scoop del Times di Murdoch, quello secondo cui l’Italia avrebbe pagato i talebani per scongiurare attentati contro i nostri soldati. La Russa, come noto, ha smentito nettamente, annunciando querela. Ma al di là delle schermaglie, l’episodio rappresenta un salto di qualità nella campagna che i giornali britannici ( e in particolare proprio il Times) conducono da maggio contro Berlusconi per le sue vicende private. Le accuse sui pagamenti ai talebani portano le stigmate dei servizi segreti, britannici o forse americani, che non fanno mai uscire a caso certe dritte. Perseguono uno scopo preciso […]

  

Bomba di Milano, ma ora non perdiamo la testa…

Non è necessario attendere l’esito dell’inchiesta ufficiale per convincersi che l’attentato di stamane a Milano di fronte a una caserma, è dovuto al colpo di testa di un singolo, un ciitadino libico a quanto pare, e non del progetto di un gruppo strutturato. Quando Al Qaida e associazioni affini vogliono far male sul serio pianificano tutto con estrema meticolosità. L’organizzazione è il loro vero asset strategico. Usano esplosivi rudimentali e kamikaze improvvisati, ma usati seguendo schemi sempre terribilmente efficaci e per averne conferma basta ricordare le modalità delle azioni a Bali, New York-Washington e, soprattutto, Londra, Madrid, che sono le […]

  

Strage in Afghanistan, l’Italia reggerà il colpo?

Sei soldati morti a Kabul, è una delle stragi più gravi di italiani impegnati in missione all’estero dopo dopo quella di Nassirya. Quando andammo in Afghanistan la prima volta l’Italia era sotto l’incubo di un attacco di Al Qaida e sebbene la nostra missione non fosse di guerra, veniva interpretata come un contributo a una giusta causa. E piangemmo le vittime di Nassirya, stringendoci intorno ai parenti delle vittime e del governo, influenzati anche dalla straordinaria reazione degli americani dopo l’11 settembre. Lo spirito prevalente, allora, era uniti contro il nemico e “nel bene o nel male sto con il […]

  

E ora che cosa facciamo in Afghanistan?

Ho seguito con crescente perplessità le elezioni in Afghanistan. Il dato positivo è che i talebani non sono riuscite a farle fallire e per l’Occidente è un successo indiscutibile, ma in una prospettiva più ampia ho l’impressione che l’intero processo elettorale sia poco credibile. Che senso ha far votare gli elettori in un Paese dove le donne continuano ad essere costrette a uscire col Burqa? Dove, in molte regioni, i signorotti locali hanno molto più potere del governo centrale? Dove chi vota intinge il proprio dito nell’inchiosto con il risultato che i talebano poi vanno in giro casa per casa […]

  

Afghanistan, basta piagnistei: andarsene o combattere

Non sopporto la litania dell’opinione pubblica italiana ogni volta che un soldato italiano viene ferito o, purtroppo, ucciso in Afghanistan. Ogni volta è come se i giornali scoprissero che in quella terra c’è da combattere; perchè, piaccia o no, questa è la realtà: la nostra non è più una missione solo di peacekeeping, ma di guerra coordinata con le truppe alleate, in risposta agli attacchi dei talebani. Ci si può chiedere se sia accettabile che il conflitto sia ancora in corso quasi otto anni dopo la prima offensiva contro Al Qaida e i talebani. E’ una domanda legittima, che chiama in causa le responsabilità degli Stati […]

  

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