Tremonti anti-finanza? Non è credibile…

  Sta iniziando a far discutere l’ultimo libro di Tremonti “Uscita di sicurezza”, in cui l’ex ministro esprime critiche durissime al sistema dominato dalla finanza. Leggete ad esempio questo passaggio: «Una volta il pronunciamiento lo facevano i militari. Occupavano la radio-tv, imponevano il coprifuoco di notte eccetera. Oggi, in versione postmoderna, lo si fa con l’argomento della tenuta sistemica dell’euro, con il connesso capo d’accusa spiccabile contro un Paese di fare fallire per sua specifica colpa l’intero eurosistema, come se questo da solo e per suo conto fosse invece davvero stabile (!); lo si fa condizionando e commissariando governi e ...

Ma perché Monti se la prende con i piccoli?

Io sono un liberale e credo all’economia di mercato, ma quel che vedo crescere davanti ai miei occhi è un mondo in cui c’è sempre meno libertà e la parvenza di un libero mercato. Un mondo in cui al monopolio statale si sostiuisce il monopolio privato o un cartello tra privati a fini, ancora una volta, monopolistici. Prendete le liberalizzazioni: se attuate correttamente dovrebbero garantire maggiore concorrenza che, secondo la teoria liberale, dovrebbero a usa portare ad un abbassamento delle tariffe e a una scelta migliore. Tuttavia, come ha dimostrato uno studio della Cgia di Mestre, in Italia – come ...

Ecco chi è davvero Mario Monti…

Mario Monti continua a negare di essere un rappresenante dei Poteri forti; ieri ha sfioraro il ridicolo ricordano come l’Economist lo avesse definito il “Saddam Hussein del business Usa” per essersi opposto a Microsoft e Coca Cola quando era Commissario europeo. Frase ad effetto ma priva di fondamento. Se fosse stato davvero Saddam Hussein avrebbe fatto un’altra fine, forse non così drammatica come quella del Raîs, ma oggi sarebbe un oscuro ed emarginato professore in pensione. Invece la Coca Cola che lui aveva “perseguitato” lo ha assunto come Consigliere, ma non è questo il punto. Mario Monti non rappresenta i ...

Crisi, le verità che non vi dicono…

Non capite cosa sta accadendo? Siete smarriti dai continui sbalzi dei mercati, che un giorno crollano del 5% e due giorni dopo crescono del 4%, per poi ricorllare e ricrescere? Limitandosi ad osservare non si capisce nulla, se però si conoscno alcuni retroscena il quadro appare meno confuso di quanto appaia. 1) Di ogni leader bisognerebbe leggere attentamente la biografia e dunque non dimenticarsi mai delle sue origini. Prendiamo il premier Papandreou. E’ greco? Senza dubbio, ma solo a metà. Sua madre è americana e in America ha studiato. Niente di male, anzi, però bisogna sapere che negli ultimi vent’anni ...

Banche in crisi: la soluzione c’è, ma le lobby….

Il declassamento delle banche italiane non mi stupisce: era nell’aria da tempo.Se aggiungete un’altra notizia che in Italia ha avuto poco spazio ma che è molto importante, secondo cui Bank of China ha sospeso una serie di ordinarie transazioni in valute sul mercato cinese con alcune banche europee in seguito ai crescenti timori sui rischi finanziari dell’Europa (le banche sono  BNP Paribas, Société Générale e UBS), il quadro è chiaro: siamo di nuovo daccapo. Tra il 2008 e il 2010  il governo americano spese oltre 4mila miliardi di dollari per salvare le banche, come ha ricordato recentemente Maurizio Blondet su ...

Bot e Cct… così hanno incastrato l’Italia

Fino a qualche tempo fa si diceva: l’Italia è molto indebitata, ma a sottoscrivere Bot, Cct e Btp sono soprattutto risparmiatori italiani; dunque se anche l’Italia fallisse a pagarne il prezzo sarebbero gli stessi cittadini italiani. Ed era vero: nel 1991 il 94% dei titoli di Stato italiani era sottoscritto da residenti, il rimanente 6% dai non residenti. Da quando però l’Italia si è agganciata a Maastricht e poi all’euro il quadro, anno dopo anno, è cambiato. Oggi il 51,4% dei titoli di Stato è in mano a sottoscrittori stranieri e il 48,6% è posseduto da italiani; ma, attenzione, non ...

L’Fmi imbroglia (anche l’Italia). Ecco la prova

Da molto tempo diffido del Fondo monetario internazionale, delle sue analisi e delle riforme che propone ai singoli Stati. L’Fmi non è sottoposto al controllo popolare ed è gestito secondo criteri che restano avvolti nell’ombra. Basta grattare un po’ la superficie per accorgersi che qualcosa non va e che l’autorevolezza che tutti gli attribuiscono è ingiustificata e pericolosa, cos^come ingiustificato e pericoloso è il potere immenso delle agenzie di rating. Ora i miei sospetti trovano confermo, grazie a un’inchiesta indipendente, meritoriamente ripresa recentemente dall’Unità, in un bell’articolo di Ronny Mazzocchi, che vi invito a leggere qui. Mi ha colpito questa ...

Chi controlla i flussi finanziari vince, l’Italia perde

Oggi incontro un esperto di finanza di cui ho molta stima, il quale mi dice, commentando la crisi: oggi più che mai vince chi riesce a indirizzare i flussi di denaro, stabilendo le regole del gioco, dunque quali sono le variabili in base al quale il mercato esprime i propri giudizi. Per intenderci: come si compone un indice azionario, chi controlla il mercato dei derivati, chi esprime il giudizio di affidabilità di un titolo o di un bond (agenzie di rating), chi, usando le adeguate tecniche psicologiche riesce a muovere in una certa direzione la massa degli investitori (band-wagoning). Analisi ...

Tremonti? Non chiamatelo liberale…

Dopo aver letto la bozza della manovra sorge una battuta: per finire così potevamo tenerci Visco. Esagero, ovviamente, ma non troppo. Tremonti è il ministro che ha salvato l’Italia durante la tempesta finanziaria. Vero. Ma non chiamiamolo liberale e non fidiamoci della sua parola. L’uomo a doppie e forse triple agende. Dice di voler difendere le piccole e medie imprese, ma poi favorisce quelle grandi e iperglobalizzate. Dice di voler il libero mercato, ma continua a varare misure stataliste. Dice di voler aiutare le comunità locali e la vera, piccola Italia produttiva e non fa che penalizzarle e impoverirle Chiede ...

L’euro che cala: il problema è a monte…

Dunque, si balla di nuovo sui mercati. E non è affatto una sorpresa per chi segue la situazione con spirito disincantato. Esattamente due mesi fa scrissi un post intitolato “Va tutto male, ma l’euro tiene, attenti… (leggi qui) in cui sostenevo che i rialzi della moneta unica erano fuorvianti alla luce delle pessime notizie provenienti dai Paesi deboli dell’Eurozona. Ora poco è cambiato rispetto ad allora, ma mentre due mesi fa l’umore degli operatori era positivo e prevaleva l’impressione – irrazionale ! – che tutto alla fine, comunque si sarebbe aggiustato, ora prevale il pessimismo. La mia tesi è che ...

Bce, Draghi candidato “solo” italiano?

Come già sapete, Mario Draghi è in pole position per diventare governatore della Banca Centrale europea. E l’Italia, naturalmente si compiace, persino Tremonti, suo irriducibile nemico, ora lo appoggia. Bene per il nostro Paese. Però ho l’impressione che la notizia faccia più piacere alle grandi banche d’affari americane e a quelle londinesi che a noi italiani. Da qualche giorno è partito il fuoco di sbarramento per allontanare eventuali pretendenti, via stampa. Ha iniziato Il Financial Times, che non perde occasione per esaltare le virtù di Super Mario, oggi tocca all’Economist secondo cui «se si cerca qualcuno che abbia una grande ...

Il (silenzioso) potere della Federal Reserve…

Siamo tutti d’accordo: la trasparenza è fondamentale, tanto più se riguarda un istituto importante come la Banca centrale. In Europa la Bce organizza molte conferenze stampa e il presidente Trichet rilascia interviste con una certa fequenza. Raggiungere il numero uno delle banche centrali svizzera o britannica non è difficile per un giornalista specializzato. Con la Federal Reserve, invece…. Chi segue questo blog, è al corrente della mia diffidenza verso questo istituto, che non è previsto dalla Costituzione americana, opera in regime di segretezza e non ho sottoposto ad alcun organismo di controllo. Ieri ho scoperto che… il governatore della Fed ...
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