09set 11
Segnale molto inquietante: come già avvenuto nel 2008 le banche non si fidano più le une delle altre, dunque stanno riducendo lo scambio interbancario; il che significa che viene a mancare la liquidità all’economia reale. Parola di banchiere, in via confidenziale. Il fenomeno è solo agli inizi, ma è molto preoccupante perché se non viene arginato subito porta dritto alla recessione e al fallimento di aziende e forse di molte delle stesse banche, riproponendo quel rischio sistemico che a parole tutti dicevano di non voler più ammettere. E invece… Invece nel 2008 il problema non è stato risolto alla fonte, ...
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05set 11
Fino a qualche tempo fa si diceva: l’Italia è molto indebitata, ma a sottoscrivere Bot, Cct e Btp sono soprattutto risparmiatori italiani; dunque se anche l’Italia fallisse a pagarne il prezzo sarebbero gli stessi cittadini italiani. Ed era vero: nel 1991 il 94% dei titoli di Stato italiani era sottoscritto da residenti, il rimanente 6% dai non residenti. Da quando però l’Italia si è agganciata a Maastricht e poi all’euro il quadro, anno dopo anno, è cambiato. Oggi il 51,4% dei titoli di Stato è in mano a sottoscrittori stranieri e il 48,6% è posseduto da italiani; ma, attenzione, non ...
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03ago 11
Oggi incontro un esperto di finanza di cui ho molta stima, il quale mi dice, commentando la crisi: oggi più che mai vince chi riesce a indirizzare i flussi di denaro, stabilendo le regole del gioco, dunque quali sono le variabili in base al quale il mercato esprime i propri giudizi. Per intenderci: come si compone un indice azionario, chi controlla il mercato dei derivati, chi esprime il giudizio di affidabilità di un titolo o di un bond (agenzie di rating), chi, usando le adeguate tecniche psicologiche riesce a muovere in una certa direzione la massa degli investitori (band-wagoning). Analisi ...
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28lug 11
Premessa: che la zona dell’euro fosse destinata a soffrire non è certo una sorpresa. Alcuni mesi fa, per l’esattezza nel marzo scorso, scrissi un post intitolato “Tutto va male, ma l’euro tiene. Attenti…”. La sorpresa non era che l’euro andasse male, ma che andasse bene e invitavo a diffidare. Oggi siamo in piena tormenta e non bisogna perdere la testa. A mio giudizio è giustificata per Paesi come Irlanda, Grecia e Portogallo, la prima paga il prezzo di un iperliberismo illusorio e fonte di debiti più che di benessere, Atene e Lisbona in realtà non hanno mai avuto i requisiti ...
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28giu 10
Raccomando la lettura della relazione del presidente della Consob Lamberto Cardia, in cui fotografa la realtà finanziaria degli italiani. Alcuni dati sono prevedibili: forte propensione al risparmio, quota investita in depositi e risparmi postali attorno al 44%. Atri dati, però sono sorprendenti. – La quota investita in titoli di Stato è scesa dal 18 al 15% circa. Per contro è aumentata la quota di ricchezza investita in obbligazioni (dal 13 al 15% circa) e in particolare in quelle bancarie. – Nell’ultimo triennio sono stati collocati presso i risparmiatori retail italiani prodotti strutturati per circa 40 miliardi di euro all’anno, valore ...
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15giu 10
Che cos’è successo sui mercati finanziari? Fino a una settimana fa basta il battito d’ali di una farfalla per far cadere l’euro e le Borse. Ora invece l’orientamento sembra improvvisamente cambiato. Continuano ad arrivare notizie molto negative, cito le ultime quattro: – lo stato disastroso delle banche spagnole – il nuovo livello record del debito pubblico italiano – il declassamento a livello di ”spazzatura” dei titoli di Stato greci – Il rallentamento dell’attività economica in Germania Eppure la borse da ben quattro sedute salgono, come se improvvisamente le angosciate analisi di dieci giorni fa sulla solidità e l’avvenire della zona euro non ...
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10giu 10
Il Bilderberg è il club più esclusivo del mondo, a cui partecipano grandi leader politici e dell’economia americani ed europei. Quel che caratterizza questo club è l’assoluta segretezza. Esistono altri consessi di potenti, come il Forum di Davos; ma nessuno di questi agisce nel riserbo totale e a nessuno dei partecipanti è imposto di non svelare nulla degli argomenti discussi durante i lavori. Al Bilderberg invece vige la regola del silenzio assoluto: non solo non si può riferire niente, ma non si può nemmeno ammettere di farne parte. Da qualche anno,però, le liste dei partecipanti escono grazie a qualche talpa. ...
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27mag 10
Torno ancora sulla crisi economica, con due segnalazioni. La prima. Come sa chi frequenta questo blog sono convinto che sia possibile manipolare le Borse in determinati frangenti. Il mio punto di vista è che ci siano alcuni attori privilegiati, che possiedono una forza di fuoco tale da riuscire a creare – insisto: in determinati frangenti - delle tendenze di mercato improvvise e violente, che talvolta si basano su dati oggettivi, talaltra sono pretestuose. Recentemente ho spiegato come funziona il meccanismo, portando l’esempio delle scommesse contro l’euro. Questo blog è frequentato da economisti, gestori, esperti finanziari e non tutti sono d’accordo con me. Rispetto e, ...
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17mag 10
Sto conducendo sul Giornale un’inchiesta sui retroscena della crisi finanziaria che sta colpendo la zona euro ovvero su quei fattori che, pur essendo poco noti al grande pubblico, sono determinanti per capire cosa stia accadendo. L’inchiesta ha trovato ispirazione e linfa anche dal dibattito in corso da tempo su Il Cuore del Mondo; sono molto grato a chi partecipa a questo blog per la qualità dei commenti, l’originalità delle fonti e delle analisi. Insomma, questa inchiesta è un po’ anche vostra… Nella prima puntata, ho spiegato i rapporti privilegiati del mondo finanziario con il governo Usa e con la Federal Reserve, evidenziando come la Banca centrale Usa sia privata e ...
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06mag 10
Sul giornale di oggi pubblico questo articolo, in cui propongo una tesi controcorrente sulla crisi di Grecia, Portogallo e Spagna. L’Europa ha i suoi problemi, ma il vero grande malato sono gli Stati Uniti il cui deficit cresce quanto quello greco. Il debito pubblico Usa è insostenibile e a Washington lo sanno benissimo. Da qualche mese inoltre i cinesi riducono gli acquisti di Treasury Bonds, esiste un problema oggettivo di finanziamento. La crisi della Grecia è chiara, ma la sua drammatizzazione no, soprattutto se si considera che a segnare le tappe più significative (leggi assalti della speculazione) sono state le agenzie ...
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30apr 10
Le agenzie di rating, come noto, danno i voti a chi emette titoli di Stato e obbligazioni. Un anno fa abbiamo scoperto che erano inaffidabili. Erano finanziate dalle stesse società che poi erano chiamate a giudicare, per anni hanno commesso errori colossali, mantenendo doppie e «triple A» a compagnie come Enron e Lehman Brothers fino al giorno del fallimento, abbiamo scoperto intrecci finanziari sconcertanti, connivenze eclatanti. Insomma, dei carrozzoni. Un anno fa le autorità americane avevano promesso che le avrebbero riformate. Standard & Poor, Moody’s, Fitch sono private e agiscono in regime di oligopolio sotto licenza degli stessi regolatori statunitensi. ...
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26apr 10
Manca solo il sì tedesco (e non un’incognita da poco), ma salvo rivolgimenti il quadro è delineato. La Grecia riceverà aiuti per 45 miliardi, di cui 30 dai partner Ue e 15 dal Fondo monetario internazionale. Riuscirà così a evitare il default, perlomeno a breve. Evviva, scrivono i media internazionali e i mercati respirano. Il peggio è scongiurato. Ma ne siamo proprio certi? Quel che ancora non emerge dalle cronache di questi giorni è il prezzo che i cittadini greci dovranno pagare. La Ue ha già imposto un programma per ridurre drasticamente il deficit nel 2011 e nel 2012 con ...
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