Monti e chi guadagna 5 euro all’ora…

YouTube Direkt Ci sono immagini che non richiedono commenti. Guardatevi lo stralcio dell’intervista concessa dal premier Mario Monti alla Sette. Formigli gli chiede: se lei avesse un figlio ventenne, laureato che guadagna 5 euro all’ora con un contratto da precario che cosa gli direbbe: vai via dall’Italia? Come lo convincerebbe a restare? Mario Monti resta in silenzio per 17 secondi, poi farfuglia una risposta sconclusionata, evasiva; tipica di quegli accademici animati da un’insaziabile sete di potere che non sanno cosa sia la realtà, che non hanno mai visto, né frequentato, né pensato a chi lavora umilmente; perché quel mondo non […]

  

Chi controlla i flussi finanziari vince, l’Italia perde

Oggi incontro un esperto di finanza di cui ho molta stima, il quale mi dice, commentando la crisi: oggi più che mai vince chi riesce a indirizzare i flussi di denaro, stabilendo le regole del gioco, dunque quali sono le variabili in base al quale il mercato esprime i propri giudizi. Per intenderci: come si compone un indice azionario, chi controlla il mercato dei derivati, chi esprime il giudizio di affidabilità di un titolo o di un bond (agenzie di rating), chi, usando le adeguate tecniche psicologiche riesce a muovere in una certa direzione la massa degli investitori (band-wagoning). Analisi […]

  

Quando i disoccupati non vogliono il lavoro…

Piccolo spaccato dell’Italia di oggi. Ci sono i disoccupati chi piangono e trovano spazio da Santoro. Ma c’è anche chi il lavoro non ce  l’ha, ma non si premura nemmeno di cercarlo. Anzi, quando qualcuno gentilmente glielo offre nemmeno si degna di rispondere. E’ successo vicino a Bergamo, come spiego in questo articolo, ad Albino per l’esattezza, dove un grande centro commerciale si è impegnato con il sindaco ad assumere 40 a tempo indeterminato 40 disoccupati oppure 80 a tempo parziale.. T Tutti i 130 disoccupati di Albino hanno ricevuto la lettera con cui <il Gigante> li c li convocava per un colloquio, ma ben 59, corrispondenti a […]

  

Screditare l’euro per salvare il dollaro…

Sul giornale di oggi pubblico questo articolo, in cui propongo una tesi controcorrente sulla crisi di Grecia, Portogallo e Spagna. L’Europa ha i suoi problemi, ma il vero grande malato sono gli Stati Uniti il cui deficit cresce quanto quello greco. Il debito pubblico Usa è insostenibile e a Washington lo sanno benissimo. Da qualche mese inoltre i cinesi riducono gli acquisti di Treasury Bonds, esiste un problema oggettivo di finanziamento. La crisi della Grecia è chiara, ma la sua drammatizzazione no, soprattutto se si considera che a segnare le tappe più significative (leggi assalti della speculazione) sono state le agenzie […]

  

Ma gli italiani sono davvero poveri?

Ho scoperto, leggendo i dati ufficiali sui redditi degli italiani, che viviamo in un Paese povero. Tale deve essere considerata l’Italia se «circa la metà dei contribuenti dichiara non oltre 15mila euro annui e circa due terzi non più di 20mila euro». Secondo le statistiche il 52% del totale dell’imposta é pagato dal 13% dei contribuenti con redditi oltre i 35mila euro. Dunque chi guadagna più di 35 mila euro va considerato ricco. E, in fondo, un benefattore. Dalle cifre emerge un Paese schizofrenico. La Lombardia ha il reddito medio più alto, pari a 22.540 euro, ma il Lazio è […]

  

Verso un’altra Rivoluzione francese?

La Federal Reserve ha annunciato che lascerà bassi i tassi di interesse ancora a lungo. Perché l’economia è ancora anemica. Giusto o forse no, perché si sta ripetendo lo scenario dei primi anni del Duemila, quando per rimediare allo scoppio della bolla del Nasdaq la Fed tenne i tassi bassi e questo pose le premesse per la creazione di una nuova bolla, scoppiata tra il 2007 e il 2008. Vedendo l’andamento delle Borse c’è da restare perplessi. La disoccupazione resta alta, le prospettive di crescita sono deludenti in tutto l’Occidente, il debito pubblico continua a crescita. Eppure la Borsa vola […]

  

Quando il sindacato si comporta in modo antisindacale…

La missione di un sindacato è di difendere i lavoratori che subiscono soprusi da parte dei datori di lavoro. Dunque ci si aspetta che il sindacato sia ineccepibile quando assume dei dipendenti. Ma l’Italia è un Paese curioso e la Cgil non sempre coerente. Anzi… Qualche giorno, il mio collega Antonio Signorini ha svelato la storia di una ragazza che la Cgil ha fatto lavorare in nero nei propri uffici calabresi per anni e poi è stata allontanata senza alcun tipo di tutela. L’altro giorno, in questo articolo, ho svelato il comportamento molto disinvolto della Cgil Puglia, che ha chiuso […]

  

Il coraggio di dire no alla Fiat

A quanto pare, il governo ha deciso di dire basta agli incentivi al settore auto; dunque alla Fiat. Era ora. Anzi, è un provvedimento tardivo, perchè, come ha spiegato l’imprenditore Pino Polli in questa intervista, la Fiat non è più strategica per l’Italia e le ingenti somme spese dallo Stato italiano nel 2009 per il settore auto, non sono servite ad aiutare aziende italiane in difficoltà, ma case produttrici straniere. Infatti “il mercato nazionale è dominato per il 70% da aziende straniere e solo per il 30% dal gruppo Fiat, che però ormai produce solo in parte in Italia“. E […]

  

Quando la Cgil ostacola le aziende che resistono…

In un Paese moderno, quando le cose vanno male, tutti dovrebbero dare prova di buon senso e aiutarsi reciprocamente, superando schemi e barriere ideologiche. Tremonti, ad esempio, proponendo una tassa sui petrolieri e la speculazione fa un discorso che non è certo di destra, l’altro giorno la Camera, come già scritto su questo blog, ha approvato all’unanimità la legge sul Made in Italy, eppure nella nostra società permangono resistenze anacronistiche, come quelle di un certo sindacato. Sul Giornale oggi racconto la storia emblematica di un imprenditore di origine francese, Alain Houli, che vive e lavora da 30 anni in Italia, […]

  

Le aziende cinesi in Italia: così non va

I giornali ne parlano di tanto in tanto e solo sulla spinta di un fatto di cronaca, ma quello delle aziende cinesi in Italia è un problema sempre più serio. L’altro giorno ho intervistato sul Giornale Pino Polli, industriale e presidente dell’Associazione Tessili Vari di Confindustria, il quale, quando gli ho chiesto se fosse possibile battere la concorrenza cinese, ha risposto così: «Sì, purché la si affronti ad armi pari. Oggi noi subiamo una concorrenza sleale e i numerosi abusi delle aziende cinesi non vengono mai puniti in Europa. Inoltre sta esplodendo il problema delle ditte cinesi che lavorano direttamente in […]

  

La globalizzazione? E’ una fregatura…

Sul Giornale di oggi scrivo della rivolta dei piccoli e medi imprenditori in difesa del Made in Italy. Nata nel tessile si sta diffondendo ad altri settori industriali italiani e si sta trasformando in un vero e proprio movimento contro le grandi griffes della moda e ovviamente anche contro Confindustria. Sono già 400 gli imprenditori che hanno aderito. L’iniziativa è guidata da un imprenditore varesino Roberto Belloli, che ho intervistato nell’articolo. Mi ha colpito questo passaggio sulla globalizzazione. «Stiamo uccidendo la nostra ricchezza in nome di una globalizzazione che non ci ha portato alcun vantaggio e che sta favorendo solo l’Estremo […]

  

L’Italia che merita la nostra riconoscenza…

Approfitto del mio blog per riproporre un articolo uscito ieri sul Giornale, ma che, per problemi tecnici, non era visibile sul sito. E’ una riflessione che ho sviluppato conducendo l’inchiesta sull’Italia che va, di cui vi ho già parlato su questo blog. E’ più lungo del solito – e me ne scuso – ma ritengo meriti la lettura. I vostri commenti sono, come sempre, benvenuti…  C’è un’Italia di cui dovremmo essere orgogliosi, ma di cui si parla pochissimo, sebbene sia dappertutto; nel nord, nel centro in qualche caso anche nel Sud. E’ l’Italia delle aziende che è riuscita a battere la crisi senza chiedere […]

  

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