28giu 10
Raccomando la lettura della relazione del presidente della Consob Lamberto Cardia, in cui fotografa la realtà finanziaria degli italiani. Alcuni dati sono prevedibili: forte propensione al risparmio, quota investita in depositi e risparmi postali attorno al 44%. Atri dati, però sono sorprendenti. – La quota investita in titoli di Stato è scesa dal 18 al 15% circa. Per contro è aumentata la quota di ricchezza investita in obbligazioni (dal 13 al 15% circa) e in particolare in quelle bancarie. – Nell’ultimo triennio sono stati collocati presso i risparmiatori retail italiani prodotti strutturati per circa 40 miliardi di euro all’anno, valore ...
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17mag 10
Sto conducendo sul Giornale un’inchiesta sui retroscena della crisi finanziaria che sta colpendo la zona euro ovvero su quei fattori che, pur essendo poco noti al grande pubblico, sono determinanti per capire cosa stia accadendo. L’inchiesta ha trovato ispirazione e linfa anche dal dibattito in corso da tempo su Il Cuore del Mondo; sono molto grato a chi partecipa a questo blog per la qualità dei commenti, l’originalità delle fonti e delle analisi. Insomma, questa inchiesta è un po’ anche vostra… Nella prima puntata, ho spiegato i rapporti privilegiati del mondo finanziario con il governo Usa e con la Federal Reserve, evidenziando come la Banca centrale Usa sia privata e ...
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12mag 10
L’altro giorno ho pubblicato sul Giornale questo articolo in cui evidenziavo un paradosso. A quanto pare l’attacco all’euro è stato rintuzzato, ma il sistema basato sulla finanza esce, paradossalmente, rafforzato. È quel mondo a dettare l’agenda, a imporre cambiamento epocali. Un anno e mezzo fa per rimediare agli errori delle banche, i Paesi occidentali mandarono all’aria la disciplina finanziaria faticosamente perseguita per quasi vent’anni. Ora sono state violate regole che si consideravano sacre. Aiuti agli Stati in difficoltà? «Inconcepibile, sia il Trattato di Lisbona che quello di Maastricht li vietano espressamente», ci dicevano. Acquistare titoli di Stato in sofferenza? «Impossibile, lo statuto ...
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12apr 10
Scusate se torno sul tema, ma sono rimasto uno dei pochi giornalisti, forse l’unico in Italia nei grandi giornali, a denunciare con costanza le magagne delle grandi banche americane. L’ultima è davvero grossa. Come spiego in questo articolo, i grandi istituti continuano a truccare i conti. E non di poco: abbelliscono i propri bilanci nascondendo il 42% dei propri debiti qualche ora prima della presentazione dei risultati trimestrali. Ovvero si avvalgono dello stesso trucco contabile, il “Repo 105″, usato da Lehman Brothers per nascondere la voragine nei propri conti poco prima del crack. Un comportamento indegno, scrissero tutti all’epoca. E ...
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01apr 10
Ho scoperto, leggendo i dati ufficiali sui redditi degli italiani, che viviamo in un Paese povero. Tale deve essere considerata l’Italia se «circa la metà dei contribuenti dichiara non oltre 15mila euro annui e circa due terzi non più di 20mila euro». Secondo le statistiche il 52% del totale dell’imposta é pagato dal 13% dei contribuenti con redditi oltre i 35mila euro. Dunque chi guadagna più di 35 mila euro va considerato ricco. E, in fondo, un benefattore. Dalle cifre emerge un Paese schizofrenico. La Lombardia ha il reddito medio più alto, pari a 22.540 euro, ma il Lazio è ...
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18mar 10
La Federal Reserve ha annunciato che lascerà bassi i tassi di interesse ancora a lungo. Perché l’economia è ancora anemica. Giusto o forse no, perché si sta ripetendo lo scenario dei primi anni del Duemila, quando per rimediare allo scoppio della bolla del Nasdaq la Fed tenne i tassi bassi e questo pose le premesse per la creazione di una nuova bolla, scoppiata tra il 2007 e il 2008. Vedendo l’andamento delle Borse c’è da restare perplessi. La disoccupazione resta alta, le prospettive di crescita sono deludenti in tutto l’Occidente, il debito pubblico continua a crescita. Eppure la Borsa vola ...
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06mar 10
Da tempo gli economisti e i gestori più saggi pronosticano un’ondata inflazionistica come unico modo per risolvere il problema dei giganteschi debiti pubblici, a cominciare da quello americano. Finora questo scenario non si è realizzato e il costo della vita è rimasto sotto controllo. Da qualche tempo, però, leggo articoli di autorevoli economisti che invitano l’opinione pubblica a cambiare idea e in cui l’inflazione viene descritta come un bene più che un male. Il più esplicito è quello proposto dal Sole24 Ore, a firma di Moisés Naim (direttore di Foreign Policy) e di Uri Dadush, direttore del reparto Economia internazionale ...
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18feb 10
Innanzitutto i fatti. Come sapete il 15 febbraio ho dedicato un post al ruolo di Goldman Sachs nella manipolazione dei conti dello Stato greco. In quel post citavo il precedente italiano, facendo notare che Mario Draghi all’epoca era direttore generale del Tesoro. Nel corso del dibattito un blogger, Gianni, ha segnalato il bollettino della LEAP in cui, tra le altre cose, si ipotizzava un coinvolgimento dello stesso Draghi, diventato vicepresidente di Goldman Sachs, nella vicenda greca. Nel frattempo l’ex capo economista del Fmi, Simon Johnson, ha ripreso con forza l’argomento, formulando cinque domande a Draghi, di cui potete leggere in ...
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15feb 10
Grazie al New York Times ora sappiamo che dietro la crisi greca, ci sono ancora una volta le grandi banche di Wall Street, secondo le stesse modalità che hanno provocato il terremoto dei subprime e il fallimento della Lehman: una truffa contabile realizzata con i derivati (potete leggere una sintesi della notizia in italiano qui). E chi sono le banche coinvolte? La solita Goldman Sachs, vera regina di Wall Street, da cui ranghi sono usciti ben due segretari al Tesoro (Rubin e Paulson) e JP Morgan Chase, che come spiega Massimo Gaggi, è da sempre la banca più vicina al ...
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09feb 10
A quanto pare, il governo ha deciso di dire basta agli incentivi al settore auto; dunque alla Fiat. Era ora. Anzi, è un provvedimento tardivo, perchè, come ha spiegato l’imprenditore Pino Polli in questa intervista, la Fiat non è più strategica per l’Italia e le ingenti somme spese dallo Stato italiano nel 2009 per il settore auto, non sono servite ad aiutare aziende italiane in difficoltà, ma case produttrici straniere. Infatti “il mercato nazionale è dominato per il 70% da aziende straniere e solo per il 30% dal gruppo Fiat, che però ormai produce solo in parte in Italia“. E ...
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31gen 10
L’altro giorno vi avevo chiesto di “aiutarmi” a preparare l’intervista ad Arnab Das, il braccio destro dell’economista Nouriel Roubini e la vostra risposta è stata come sempre molto positiva: ho ricevuto una cinquantina di domande, metà direttamente dai lettori di questo blog, l’altra metà dai lettori del giornale.it. Non ho potuto porre ovviamente tutte le domande, anche perché le risposte di Das, con cui mi sono intrattenuto per 45 minuti, erano piuttosto lunghe, ma ho cercato di sintetizzare i temi sui quali ho percepito maggiore interesse. Di solito i giornali pubblicano una versione ristretta dell’intervista, ,ma mi sono consultato con ...
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21gen 10
Improvvisamente il presidente si è risvegliato. E ha dichiarato guerra alle banche. La svolta è figlia della sconfitta di martedì in Massachusetts, dove il partito democratico ha perso il seggio che fu di Ted Kennedy. E’ la terza sconfitta in tre elezioni e suggella il tracollo della popolarità del presidente americano che in un anno ha bruciato la straordinaria credibiligà di cui godeva. Quel voto segna soprattutto l’affossamento in Congresso della Riforma della Sanità, a cui Obama teneva moltissimo, e avviene in un momento in cui gli americani giustamente si indignano per i 140 miliardi di dollari incassati dalle grandi banche di Wall ...
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