11feb 11
In questo articolo propongo un’analisi contro corrente sull’Egitto. La mia tesi è che, a dispetto delle apparenze e delle polemiche, dietro le rivolte in Egito e in Tunisia ci sia la regia di Obama. Un segreto naturalmente inconfessabile; ma gli indizi sono molto chiari. Il ruolo chiave è dell’esercito, dunque dei generali che sono legati a filo doppio con Washington. Se l’esercito fosse fedele a Mubarak la rivolta sarebbe già finita e invece, come successo a Tunisi, la piazza vince perché i generali si schiarano con i manifestanti. Quando poi si scopre che già nell’autunno del 2008 il Dipartimento di ...
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13gen 11
Davvero i Tea Party sono responsabili per il tragico attentato di Tucson? La risposta è no: il gesto è opera di uno squilibrato. Eppure una certa stampa, anche autorevole, continua a rispondere di sì, negli Stati Uniti e in Europa. Qualunque cosa accada corrispondenti e editorialisti ripetono da giorno la stessa tesi (ad esempio ancora oggi Nadia Urbinati su Repubblica) che possiamo riassumere così: i Tea Party sono razzisti e settari, conducono campagne d’odio che finiscono per armare la mano di estremisti e fanatici, i quali finiscono per passare all’azione. Lo scopo non è quello di scoprire la verità, ma ...
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13dic 10
Da tempo conduco una battaglia giornalistica, quasi solitaria e che talvolta pago con accuse pesanti, contro la scarsa e inquietante trasparenza dei mercati finanziari. La mia tesi é che sia possibile manipolarli, a dispetto delle loro dimensioni, e che il mondo dei derivati non sia retto da una vera concorrenza, ma operi in regime di monopolio. Ricordo, al riguardo, due post usciti in maggio (qui e qui). Ora apprendo con piacere che anche la stampa “mainstream” della sinistra moderata si accorge che qualcosa non va. Il New York Times ha appena pubblicato una grande inchiesta in cui svela l’esistenza di ...
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29nov 10
Ma non doveva essere l’”11 settembre della diplomazia Usa”? A me sembra che lo scoop di Wikileaks stia producendo l’effetto opposto: un gran polverone mediatico che, però, a ben vedere non intacca affatto la credibilità della diplomazia Usa. A uscirne malissimo sono, invece, i nemici dichiarati degli Usa: l’Iran, innanzitutto. Ora sappiamo che, oltre a Israele, anche l’Arabia saudita e altri Paesia arabi premono per un intervento militare. Con due possibili conseguenze: Obama può giocarsi carta sul tavolo dei difficilissimi negoziati con Teheran per dimostrare di voler davvero un accordo pacifico oppure può usare lo scoop per preparare l’opinione pubblica ...
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04nov 10
Lo confesso: la lettura dei giornali italiani su Obama sulle elezioni di Mid Term è stata avvilente. Tantissimi luoghi comuni, spazi spropositati a un avvenimento il cui esito è risultato scontatissimo, analisi a capocchia, soprattutto sul movimento dei Tea Party, che in realtà quasi nessuno si è preso la briga di conoscere, rifugiandosi in valutazioni orecchiate senza verifica sul terreno. Ci è persino toccato leggere un’intervista a Giuliano Amato dal titolo, tenetevi forte: “Obama ritorni a parlare al cuore degli americani“. Molti commentatori nostrani continuano a considerare Obama un “sognatore” costretto, naturalmente, “a fare i conti con la realtà“. C’è ...
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31ott 10
Martedì l’America vota per le elezioni di Mid Term e il risultato è scontato: vinceranno i repubblicani. L’unica incognita è rappresentata dall’ampiezza del loro successo: controlleranno uno o entrambi i rami del Congresso? A questo evento la redazione online del Giornale ha dedicato uno speciale che trovate qui. Vittoria dei repubblicani significa sconfitta di Obama, la quale assume un significato più profondo, che va al di là della contingenza , poiché testimonia la frustrazione della parte più sana dell’America. Che cosa aveva promesso Obama due anni fa? Lotta alle lobby, agli “interessi particolari” alla corruzione e all’inefficienza del Congresso e ...
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26ott 10
Dunque, ora vogliono impiccare Tareq Aziz per crimini contro l’umanità. Lo dico subito: è uno schiaffo al buon senso. E bene hanno fatto il governo italiano e il Vaticano a protestare. Tareq Aziz non era Saddam Hussein, ma un suo sottoposto e, per quanto gli era possibile, una delle voci più moderate del regime baathista. Certo, non ha le mani pulitssime, ma il carcere è una pena più che proprozionata per i crimini che gli vengono attribuiti. La pena di morte, per di più per impiccagione è una atto di barbarie pretestuoso, alimentato dalla sete di vendetta degli sciiti. Una barbarie che non è ...
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22ott 10
L’altro giorno sul Giornale ho recensito un libro a mio giudizio fondamentale per capire come va il mondo. S’intitola Shadow Elite ovvero Elite ombra ed è scritto da una professoressa universitaria molto rispettata Janine Wedel che con straordinaria precisione documentaria, spiega come operino le élite che riescono a condizionare democrazia e libero mercato. Le definisce le flex-net e porta numerosi esempi concreti, con tanto di nome e cognome. La sua tesi, ampiamente comprovata, è che la fine della Guerra fredda, l’avvento di nuove tecnologie soprattutto nel campo dell’informazione e della comunicazione, la diffusione della retorica di un finto neo liberismo, ...
Scritto in bilderberg, capitalismo, casta, clinton, democrazia, era obama, gli usa e il mondo, globalizzazione, manipolazione, notizie nascoste, politica
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18ott 10
Confesso che non ne posso più di sentir parlare di Bin Laden. In questi anni ne abbiamo sentite di tutti i colori: rinchiuso nelle grotte dell’Afghnaistan, ucciso durante un’azione militare, poi di nuovo vivo, morto per problemi di salute, di nuovo vivo. Ora salta fuori che viverebbe in Pakistan in case private protetto dai servizi segreti pakistani. Dal 2001 abbiamo sentito la sua voce, ma non abbiamo mai la sua faccia, tranne in un video molto strano, così strano da sembrare costruito a tavolino. Da chi non si sa. L’impressione, assai sgradevole, è che ormai sia diventato un terrorista yo-yo: viene tirato fuori e ...
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14ott 10
L’ho scritto e lo ribadisco: un blog, se gestito correttamente, arricchisce un giornalista, gli apre orizzonti, fonti, contatti. Il Cuore del mondo esiste ormai da tre anni e ho il privilegio di poter contare su dei blogger di notevole livello. La mia non è una ruffianata nei vostri confronti: basta scorrere i commenti per accorgersi che il livello è alto e il confronto, per quanto vivace, molto civile. Più di una volta mi avete fornito spunti per nuovi post, nuove letture o per articoli sul Giornale. Come per il mio ultimo pezzo, uscito questa mattina, che “devo” a uno dei ...
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12ott 10
Sì c’è un tempo per tutto. C’era il tempo della lotta ad Al Qaida, all’indomani dell’11 settembre. Quella guerra era inevitabile, è stata vinta ma non conclusa. C’era il tempo dell’impegno internazionale e l’Italia, dal 2003 nell’ambito della missione Isaf, ha svolto egregiamente la sua parte. Ma quando il mondo si è mosso è venuta a mancare l’America, che anziché dedicarsi alla ricostruzione di un Afghanistan martoriato, anziché far affluire i massicci investimenti economici promessi nel 2002, anziché estirpare definitivamente la rete dei talebani, ha deviato uomini, risorse e attenzione sull’Iraq, dando modo ai talebani di riorganizzarsi e ha chiuso gli occhi ...
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04ott 10
In questo articolo svelo una notizia passata sotto silenzio sulla grande stampa americana e non. Barack Obama ha deciso, in via sperimentale di schedare gli immigrati usando la tecina dell’iride, che, come noto, è infallibile e immodificabile. Anzi, svelo due notizie. La stessa Amministrazione Obama applica da tempo un programma, Operation Streamline che consente di arrestare, processare ed espelle in giornata clandestini intercettati nei pressi del confine messicano. Ogni giorno 700 immigrati ricevono questo trattamento, ma Obama vorrebbe che fossero almeno mille. La misura, assimilabile a espulsioni di massa, costituisce un processo sommario che chiaramente viola la Costituzione Usa. Ma ...
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