13lug 10
Più volte su questo blog abbiamo criticato le tre agenzie di rating, evidenziandone la scarsa credibilità. Ce ne sono soltanto tre, operano in regime di oligopolio e sono finanziate dalle stesse società che sono chiamate a giudicare. Nel giorno in cui Moody’s abbassa la valutazione del debito portoghese, Pechino annuncia la nascita della propria agenzia di rating. Si chiama Dagong e va a rompere l’oligopolio perfetto. Ci vorrà del tempo valutarne l’affidabilità, ma Dagong ha iniziato col botto, dando i voti ai debiti dei Paesi sovrani. Voti che risultano alquanto diversi da quelli di Moody’s, S& P, Fitch. Gli Usa, ...
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26apr 10
Manca solo il sì tedesco (e non un’incognita da poco), ma salvo rivolgimenti il quadro è delineato. La Grecia riceverà aiuti per 45 miliardi, di cui 30 dai partner Ue e 15 dal Fondo monetario internazionale. Riuscirà così a evitare il default, perlomeno a breve. Evviva, scrivono i media internazionali e i mercati respirano. Il peggio è scongiurato. Ma ne siamo proprio certi? Quel che ancora non emerge dalle cronache di questi giorni è il prezzo che i cittadini greci dovranno pagare. La Ue ha già imposto un programma per ridurre drasticamente il deficit nel 2011 e nel 2012 con ...
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28set 09
Se ripercorriamo le ultime grandi elezioni nei Paesi europei individuiamo una costante: più che le idee vincono i leader, anche dove non c’è il presidenzialismo. Mi spiego: fino a pochi anni fa il voto cosiddetto di “bandiera” era predominante. La maggior parte degli elettori votava tendenzialmente per lo stesso partito -o lo stesso schieramento – e le differenze erano determinate da quello di opinione, anche di piccole dimensioni. Ora invece l’elettore è più “liquido”, meno ancorato agli schemi classici, da un lato perchè è cambiata la struttura della società, dall’altro perchè le differenze ideolgiche tra i partiti moderati di centrodestra e quelli di centrosinistra ormai sono minime. In ...
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01set 09
Il Financial Times lo temeva da tempo e invece nulla: da quando è scoppiata la crisi finanziaria la sinistra radicale non ha guadagnato consensi. Ora però il quadro è improvvisamente mutato. Come ricordo in questo articolo alle elezioni regionali svoltesi in Germania, la Linke, ha ottenuto un successo spettacolare, passando nella Saar addirittura dal 2,3% al 21,3% e in Turingia arrivando quasi a insidiare il primato della Cdu. Il segnale è netto e non può essere ignorato, tanto più che è in controtendenza; tutti vedono “la luce in fondo al tunnel”, le Borse festeggiano, il clima sociale è più rilassato ...
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16lug 09
Secondo Le Monde la Francia accettera’ di ospitare alcuni dei clandestini che sbarcano nel sud dell`Europa, idem la Germania e qualche altro Paese, anticipando la Commissione europea che intende occuparsi finalmente del problema dei clandestini, che , come noto, riguarda solo i Paesi del Su dell’Europa come Italia, Spagna, Grecia, Malta. Bene,a zni no. Perche’, sempre secondo Le Monde, la Francia ospitera’ 90 clandestini e gli altri Paesi non piu’ di 30 ognuno. Cifre ridicole e soprattutto perche’ la Ue intende semplicemente sollecitare gli altri Paesi, quelli del nord, a mostrarsi solidali con quelli del sud. Il suo e’ un ...
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08giu 09
Dal voto di ieri nei Ventisette Paesi della Ue emergono chiaramente queste tendenze: 1) Una profonda disaffezione verso un’istituzione, l’Europarlamento, che i cittadini europei non sentono propria e soprattutto non sentono vera, consapevoli che le vere decisioni, a livello continentale, vengono prese altrove. Da qui l’astensione record al 40% 2) Una dura punizione per la sinistra, non tanto per le sue politiche europee, quanto per la sua incapacità di proporre soluzioni convincenti contro la crisi. Se l’economia va male, gli europei preferiscono affidarsi, paradossalmente, ai conservatori, che vengono considerati più credibili e affidabili, proprio perché i progressisti hanno smarrito la ...
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03giu 09
In Italia la Turchia non è al centro di dibattito politico, perlomeno non in questo periodo, ma in Germania sì; soprattutto da quando la Merkel, d’intesa con Sarkozy, si è detta contraria all’adesione della Turchia all’Unione europea. Eppure in questi giorni anche in Germania il tema è sparito dal dibattito e su iniziativa proprio della Merkel, come spiega il New York Times in questa corrispondenza. La cancelliera si è accorta che ben 690 mila degli oltre due milioni di turchi residenti, sono naturalizzati tedeschi e che le loro preferenze vanno al partito socialdemocratico e per i verdi. Ma a settembre si vota per ...
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05apr 09
Ammettiamolo: questo viaggio in Europa e Turchia sancisce un grande successo di immagine per Obama. La stampa lo ha esaltato e non capita mai che un presidente, all’estero, venga accolto da folle in delirio. O meglio: succedeva a Gorbaciov ai tempi della perestroika. Obama in Germania ha parlato a un’assemblea di cittadini adoranti e i sondaggi rivelano che, se si candidasse alle elezioni politiche di fine settembre, batterebbe agevolmente Angela Merkel. Come Gorbaciov ha sposato una donna dal carattere forte, carismatico e capace di rompere gli schemi. La sua straripante popolarità dimostra che gli Usa, quando usano i toni giusti, possono essere ...
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03apr 09
La Merkel ha parlato di un compromesso storico, Obama ieri era raggiante; tutti i leader hanno salutato con enfasi i risultati del G20. Ed è normale che sia così: tentano di infondere fiducia e speranza, nel tentativo, perlomeno, di sbloccare i consumi. E le Borse hanno risposto. Tuttavia analizzando i contenuti ci si accorge che, come previsto, il G20 ha portato poche novità. L’unica è l’aumento dei fondi a disposizione del Fmi: erano previsti 500 miliardi, saranno 750. per il resto: – hanno annunciato che intendono regolamentare gli hedge funds e le agenzie di rating. Bene, ma le norme devono essere ancora stabilite e ...
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31mar 09
Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull’economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l’America e l’Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l”‘Europa ha ...
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06ott 08
Riepiloghiamo: dopo il crollo del muro di Berlino la Germania (cancelliere era Kohl) optò per una riunificazione monetaria con l’ex Ddr che sfidava il buon senso e che infatti si dimostrò largamente deficitaria, visto che ancora oggi i leander dell’est sono in difficoltà. Risultato: l’economia europea si fermò e rimase stagnante per tutti gli anni Novanta. La Germania impose al resto d’Europa i cinque criteri di Maastricht come condizione per dare il via libera all’euro; miravano a rendere la struttura finanziaria dei paesi membri della Ue simile a quella tedesca. Quei cinque criteri erano arbitrari in quanto non includevano altri indicatori economici fondamentali, ...
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27feb 08
Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l’evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno… corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un ...
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