Anche la Germania è stufa. Sì, ora tutto è possibile in Europa

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La Merkel si accorge di aver sbagliato sui profughi. Ora. Troppo tardi. Come è tardiva la reazione dell’establishment all’ondata dei movimenti di protesta che sta avendo successo in molti Paesi europei. Non entro nel merito delle ragioni che hanno portato a un risultato storico in Meclemburgo-Pomeriana, ragioni che peraltro sono ovvie. Il significato del voto di domenica, nella sua accezione più politica, travalica i confini della Germania. Si potrebbe dire che il tappo è saltato. Quale tappo? Quei condizionamenti psicologici e culturali che fino a giugno inibivano molti elettori dal dare le proprie preferenze a partiti che il politically correct […]

  

Il diesel pulito non è mai esistito, ci hanno preso in giro. Parola d’esperto

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Lo scandalo Volkswagen è verosimilmente solo la punta dell’iceberg e riassume in sè diversi paradossi. Ne ho già parlato su questo blog. Nel frattempo emergono altri particolari. A essere al corrente della truffa delle emissioni sarebbero stati addirittura almeno 30 manager, secondo Der Spiegel, dal che si deduce che si trattava di un’operazione di cui il vertice era pienamente consapevole. Niente male per un gruppo chiudeva i suoi spot con lo slogan Das Auto. Qualche burlone l’ha subito ribattezzato Gas Auto. E in fondo è la fine che tocca a chi si lascia inebriare dal successo: quando inizi a credere […]

  

Il tedesco “chiagne e fotte” (intanto si compra la Grecia)

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La notizia della vendita di 14 aeroporti greci a una società tedesca, la Fraport, sta suscitando indignazione; eppure non dovrebbe stupire. Noi siamo abituati a mitizzare i tedeschi, a farci intimidire dal loro rigore morale e – da quando il senso di colpa per l’Olocausto è evaporato – anche dal loro senso di superiorità. In realtà sbagliamo e dovremmo cominciare a giudicare le élites tedesche – perché il popolo, come sempre, c’entra poco – per quello che sono. E soprattutto per i loro difetti. Il primo è la superbia: quando il tedesco di successo (e di potere) troppo spesso diventa […]

  

Dite a Renzi che anche la Germania sbaglia. Eccome se sbaglia…

Alcuni economisti, e in particolare Alberto Bagnai, lo sostengono da tempo: la Germania sta segando il ramo dell’albero su cui è seduta. E ora molti iniziano a dargli ragione. Pochi ancora, per la verità. I più, a cominciare dal premier Renzi, continuano a vagheggiare un’Italia che assomigli al colosso tedesco. Il che è culturalmente impossibile oltre che fuori tempo massimo. Diciamola tutta: Non-si- può-fare. Perché gli italiani sono italiani e i tedeschi sono tedeschi. Trattasi di due culture del lavoro, di due entità sociali, di due mentalità completamente diverse, talmente differenti da essere, semmai, complementari. L’Italia è una metà, la […]

  

Occhio, tedeschi. Vincere il mondiale porta sventura…

Diciamocelo francamente: il Mondiale è andato alla squadra migliore. E sportivamente bene così. Ma c’è un ma, un po’ scherzoso. Siamo sicuri che vincere il Mondiale  -ma, in fondo, anche gli Europei  -porti bene? Scorrendo il Palmares, il dubbio sorge legittimo. Cominciamo dagli europei: Nel 2004 vinse la Grecia. Nel 2008 e nel 2012 la Spagna. Passiamo ai mondiali: nel 2006 trionfò l’Italia, nel 2010 l’immancabile Spagna. Sono tutti Paesi che dopo aver vinto grandi trofei sportivi sono stati investiti dalla sventura economica, come ben sappiamo. Il riscontro temporale è impressionante: al momento della vittoria stavano tutti bene – Grecia, […]

  

Troppa retorica sulla Merkel?

La Merkel ha vinto, anzi stravinto; però ancora una volta la stampa italiana, nel suo insieme, ha ecceduto nei toni retorici. Emblematico il titolo di Repubblica: la regina che deve fare l’Europa. I giudizi definitivi e assoluti, con la tendenza assecondare sempre il vincitore. Come sempre d’altronde. Quando fu eletto Sarkozy, i maggiori incensatori dell’allora neopresidente francese erano coloro che fino a poche ore prima lo denigravano perché facevano il tifo per Ségolène Royal. Su Obama la stampa italiana, quasi all’unanimità, fu zuccherosa. Ora stesso scenario con la Merkel. I giornali italiani in genere durante l’anno non si occupano di […]

  

Quel che la Merkel non capisce

La storia si ripete. A Cipro oggi, come in Grecia ieri. E ancora una volta la Germania non brilla per lungimiranza. Anzi, il suo comportamento è così prevedibile da risultare autolesionistico. Non chiedete ai politici tedeschi di leggere tra le righe, non aspettatevi che sappiano cogliere le sottigliezze – e dunque le perfidie e le ipocrisie – dei grandi giochi geostrategici. Per un tedesco il mondo è bianco e nero, i Buoni sono da una parte i Cattivi dall’altra. O meglio: il criterio supremo a cui ispirarsi è il senso del peccato, meglio se altrui. Da Bismark in avanti solo […]

  

Patto per la crescita? Non pervenuto

Leggo sul Corriere della Sera un titolo altisonante: “Merkel-Monti, patto sulla crescita”, poi però leggo l’articolo, che recita: Un patto per la crescita sull’asse Roma-Berlino. Trae linfa vitale dall’incontro di un mese fa a palazzo Chigi tra il premier Monti e la Cancelliera Angela Merkel. L’obiettivo – condiviso – è trovare soluzioni in grado di garantire il superamento della crisi, soprattutto per individuare politiche che possano stimolare la crescita. Bene, mi dico, hanno capito. Poi però si legge che: Per la crescita e il lavoro la priorità va data al rigore dei conti, unica strada per ritrovare la fiducia degli […]

  

Quante sciocchezze sulla Germania!

Ma davvero il presidente tedesco si é dimesso in 7 minuti mentre i nostri parlamentari non se ne vanno nemmeno dopo 20 anni, come titola Il Fatto quotidiano? Ed è vero che la Merkel ha fatto una figura di Merkel (titolo di Libero) e che ora tutto il mondo sa che anche i tedeschi hanno… le mani lunghe? E che dire, invece, dell’inguaribile esterofilia di Repubblica che, tramite la boriosa firma di Barbara Spinelli,  evoca l’esempio tedesco? Pochi giornalisti italiani si sono presi la briga di come sono andate davvero le cose. Le dimissioni di Wulff non sono affatto una […]

  

Nasce l’agenzia di rating cinese e dà voti (veri?) a Italia, Usa …

Più volte su questo blog abbiamo criticato le tre agenzie di rating, evidenziandone la scarsa credibilità. Ce ne sono soltanto tre, operano in regime di oligopolio e sono finanziate dalle stesse società che sono chiamate a giudicare. Nel giorno in cui Moody’s abbassa la valutazione del debito portoghese, Pechino annuncia la nascita della propria agenzia di rating. Si chiama Dagong e va a rompere l’oligopolio perfetto. Ci vorrà del tempo valutarne l’affidabilità, ma Dagong ha iniziato col botto, dando i voti ai debiti dei Paesi sovrani. Voti che risultano alquanto diversi da quelli di Moody’s, S& P, Fitch. Gli Usa, […]

  

Grecia, dal Fmi lacrime e sangue. Ma poi?

Manca solo il sì tedesco (e non un’incognita da poco), ma salvo rivolgimenti il quadro è delineato. La Grecia riceverà aiuti per 45 miliardi, di cui 30 dai partner Ue e 15 dal Fondo monetario internazionale. Riuscirà così a evitare il default, perlomeno a breve. Evviva, scrivono i media internazionali e i mercati respirano. Il peggio è scongiurato. Ma ne siamo proprio certi? Quel che ancora non emerge dalle cronache di questi giorni è il prezzo che i cittadini greci dovranno pagare. La Ue ha già imposto un programma per ridurre drasticamente il deficit nel 2011 e nel 2012 con […]

  

Una lezione dalla Germania (anche per l’Italia…)

Se ripercorriamo le ultime grandi elezioni nei Paesi europei individuiamo una costante: più che le idee vincono i leader, anche dove non c’è il presidenzialismo. Mi spiego: fino a pochi anni fa il voto cosiddetto di “bandiera” era predominante. La maggior parte degli elettori votava tendenzialmente per lo stesso partito -o lo stesso schieramento – e le differenze erano determinate da quello di opinione, anche di piccole dimensioni. Ora invece l’elettore è più “liquido”, meno ancorato agli schemi classici, da un lato perchè è cambiata la struttura della società, dall’altro perchè le differenze ideolgiche tra i partiti moderati di centrodestra e quelli di centrosinistra ormai sono minime. In […]

  

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