L’altra verità sui Panama Papers. E non fa onore alla stampa

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I Panama Papers di clamore ne hanno suscitato. Indignazione, anche, com’è inevitabile quando vengono rivelati i conti milionari di centinaia di personalità di caratura mondiale. Ma siamo sicuri che si tratti di giornalismo? La risposta non è affatto scontata. Certo, sarebbe molto facile e comodo unirsi al coro di indignazione e di condanna per le rivelazioni. La stampa internazionale tende ad essere conformista e se un pool di prestigiose testate pubblica i risultati di quella che viene presentata come una straordinaria inchiesta giornalistica la “verità” trasmessa al mondo diventa univoca e incontestabile. I dubbi, in realtà, sono doverosi: ciò a […]

  

Omaggio a Mario Cervi, giornalista galantuomo e vero amico

Conferenza sul giornalismo

Mario Cervi se n’è andato e con lui si chiude davvero un’epoca. Aveva 94 anni e il fisico non lo aiutava più, a dispetto di una mente rapidissima e straordinariamente giovanile. Fino all’ultimo ha risposto ogni giorno alle lettere dei lettori del suo Giornale e nessuno – non conoscendolo – poteva immaginare che a scriverle era un uomo della sua età. E con quale velocità. Mario Cervi era il giornalista più veloce con cui abbia mai avuto il piacere di lavorare. Quando alla redazione esteri de il Giornale, dove ho lavorato per tanti anni, gli chiedevamo un articolo, sapevamo che […]

  

Come ti condiziono la stampa: la denuncia che scuote l’America

C’era una volta la stampa americana. E in parte esiste ancora, ma soprattutto nei film di Hollywood che continuano ad esaltare il coraggio delle grandi testate o di singoli giornalisti con toni romantici e a volte epici. Che fanno cassetta, ma non rispecchiano la realtà. Dai tempi del Watergate i media americani hanno visto erodere buona parte della propria credibilità, sotto i colpi di una serie di inefficienze e talvolta di scandali. Dai giornalisti pluripremiati che inventavano storie di sana pianta, all’incapacità cronica e talvolta compiacente di contrastare le tecniche degli spin doctor per orientare i media, l’elenco è lungo […]

  

Effetti della marijuana sul cervello: come ti manipolo la notizia

Leggendo il corriere.it mi ha colpito il fatto che la notizia più letta del giorno è la seguente: “Effetti marijuana sul cervello: corteccia ristretta ma più connettività“. La notizia profumava di spin doctor, e infatti… La comunicazione è strutturata in maniera abile già nel titolo. Come i linguisti ben sanno, il ricorso all’avversativo amplifica il messaggio della seconda frase. “La corteccia si restringe ma il mio cervello è più connettivo”. Il messaggio: sì, danneggia un po’ la materia grigia però sono più intelligente. L’analisi del testo svela – a un occhio esperto – la costruzione capziosa. La frase chiave è […]

  

Il coraggio di credere nel buon giornalismo

In un’epoca di grande e sovente giustificato scetticismo sul giornalismo, sulle sue finalità e dunque sulla sua capacità di essere davvero il cane da guardia della democrazia, c’è chi va meritoriamente controcorrente. Il Giornale.it è la prima grande testata italiana a intraprendere una strada innovativa, social, dal basso verso l’alto, quella di permettere ai lettori di contribuire alla scelta dei reportages di guerra degli inviati di guerra. Trovate qui i dettagli dell’iniziativa “Gli occhi della guerra”. Da parte mia non posso che augurarmi il successo dell’iniziativa e non solo perché gli inviati che saranno mandati in giro per il mondo […]

  

Sallusti condannato: orrore, orrore, orrore!

Leggo ora che la Cassazione ha confermato la condanna ad Alessandro Sallusti, con cui ho lavorato per alcuni anni al Giornale. Sono allibito e schifato. Neanche nella Bielorussia di Lukaschenko vengono dati 14 mesi a un giornalista, senza condizionale, per un reato di opinione. Si può essere d’accordo o no con Alessandro per i giudizi, talvolta molto forti, che esprime contro la Magistratura, ma la sproporzione tra il reato per il quale è stato condannato (omesso controllo su un corsivo scritto da qualcun’altro!) e la pena, è inaccettabile. Ma a modo suo la sentenza è esemplare. Ora tutti i giornalisti […]

  

Quante sciocchezze sulla Germania!

Ma davvero il presidente tedesco si é dimesso in 7 minuti mentre i nostri parlamentari non se ne vanno nemmeno dopo 20 anni, come titola Il Fatto quotidiano? Ed è vero che la Merkel ha fatto una figura di Merkel (titolo di Libero) e che ora tutto il mondo sa che anche i tedeschi hanno… le mani lunghe? E che dire, invece, dell’inguaribile esterofilia di Repubblica che, tramite la boriosa firma di Barbara Spinelli,  evoca l’esempio tedesco? Pochi giornalisti italiani si sono presi la briga di come sono andate davvero le cose. Le dimissioni di Wulff non sono affatto una […]

  

I media docili cani… da compagnia?

Gran bel colpo della Stampa, che stamane pubblica un’intervista al presidente Obama. Complimenti, sinceri, a Mario Calabresi e a Maurizio Molinari, giornalisticamente è un bel colpo, ma solo di immagine. Leggendola (la trovate qui), il lettore non troverà nulla ma proprio nulla di sorprendente. Obama elogia Monti e ribadisce concetti già noti. In questi casi, il giornalista comunica le domande in anticipo, non può interloquire con l’intervistato e l’intervista viene passata ai raggi x dell’ufficio stampa della Casa Bianca prima di essere pubblicata. Insomma, è blindatissima, il che ovviamente è nell’interesse del servizio diplomatico, ma, mi chiedo, lo è anche […]

  

Immigrati fuggono. Dal “nuovo” paradiso arabo

Qualche settimana fa abbiamo visto le immagini della folla tunisina che esultava per la cacciata del satrapo Ben Ali e il mondo si è commosso salutando l’inizio di una nuova era di pace, prosperità e progresso. In queste ore va in scena lo stesso film ambientato al Cairo, con una sola differenza: il satrapo si chiama Mubarak ed ha resistito al potere più del previsto. Per il resto tutto uguale, così come identica è la retorica dei media occidentali che inneggiano alla libertà, alla gioia della folla, al risveglio del mondo arabo. Eppure proprio in queste ore è ripreso lo […]

  

Sesso e potere, perché ci casca solo il Cavaliere?

Una domanda, al volo. Ma perché solo il Cavaliere non riesce a proteggere la propria vita privata? Da sempre sesso e potere vanno a braccetto. Ieri (John Fitzgerald Kennedy, Mitterrand, Chirac, Schroeder, Fischer) e oggi (Sarkozy o il presidente del Fondo monetario internazionale Strauss-Kahn, passando per Putin). La procedura è nota: il presidente si concede momenti privati e nessuno viene a saperne nulla. Perché vengono prese le adeguate precauzioni per tutelare la privacy del presidente o del premier. Incontri blindatissimi. E nulla trapela sulla stampa. E invece con Berlusconi… Lo accusano di avere un potere immenso, eppure non riesce a […]

  

Marchionne come Mourinho, la Fiat perde ma…

Marchionne continua a far notizia. E a impartire lezioni: Mirafiori, la produttività dell’Italia, gli stipendi degli italiani, ora Confindustria. E’ il Mourinho dei manager. Come l’allenatore portoghese, il numero uno della Fiat ha capito che i risultati non bastano per ottenere riconoscimenti e che il successo si costruisce anche gestendo la comunicazione ovvero imponendo la propria agenda ai media, di cui, evidentemente conosce molto bene le logiche. Lui e Mourinho sono indubbiamente bravi. E molto furbi. Certo più furbi dei giornalisti, che pretendono di giudicare il mondo ma che, condizionati da un ego generalmente ipertrofico, non sempre fanno il proprio […]

  

Basta sciocchezze sul Veneto egoista…

Per giorni la grande stampa ha ignorato la tragedia in Veneto, poi ha iniziato a occuparsene, ma svogliatamente, come se si trattasse di un dramma marginale. E da qualche giorno, a sinistra, fioccano commenti strampalati o scioccamente provocatori. Ad esempio, Michele Serra, ieri su Repubblica, ha scritto: “Se oggi viene percepito come “cosa dei veneti” un dramma che fino a pochi anni fa sarebbe stato condiviso da tutta la nazione, è anche colpa del localismo cieco e masochista che ha avvelenato il Nord. La forsennata speranza di fare da soli, di non avere bisogno degli altri, di potersi chiamare fuori […]

  

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