09feb 12
Gran bel colpo della Stampa, che stamane pubblica un’intervista al presidente Obama. Complimenti, sinceri, a Mario Calabresi e a Maurizio Molinari, giornalisticamente è un bel colpo, ma solo di immagine. Leggendola (la trovate qui), il lettore non troverà nulla ma proprio nulla di sorprendente. Obama elogia Monti e ribadisce concetti già noti. In questi casi, il giornalista comunica le domande in anticipo, non può interloquire con l’intervistato e l’intervista viene passata ai raggi x dell’ufficio stampa della Casa Bianca prima di essere pubblicata. Insomma, è blindatissima, il che ovviamente è nell’interesse del servizio diplomatico, ma, mi chiedo, lo è anche ...
Il Blog di Marcello Foa © 2012
22set 11
Il declassamento delle banche italiane non mi stupisce: era nell’aria da tempo.Se aggiungete un’altra notizia che in Italia ha avuto poco spazio ma che è molto importante, secondo cui Bank of China ha sospeso una serie di ordinarie transazioni in valute sul mercato cinese con alcune banche europee in seguito ai crescenti timori sui rischi finanziari dell’Europa (le banche sono BNP Paribas, Société Générale e UBS), il quadro è chiaro: siamo di nuovo daccapo. Tra il 2008 e il 2010 il governo americano spese oltre 4mila miliardi di dollari per salvare le banche, come ha ricordato recentemente Maurizio Blondet su ...
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06ago 11
Dunque, il debito pubblico americano perde la tripla A e passa a AA+ secondo l’agenzia Standard & Poor’s. La decisione, annunciata a mercati chiusi, è destinata ad avere ampie ripercussioni sui mercati, non tanto o forse non solo a breve, quanto nel lungo periodo. Insomma, nuove turbolenze in vista. Tuttavia per una volta sono d’accordo con un’agenzia di rating: questa è la fine di una finzione. Non si sarebbe potuto considerare solidissimo per tanto tempo un Paese che granitico non lo è affatto. Anzi, se il dollaro non continuasse ad essere la moneta di riferimento internazionale – il che scongiura ...
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28mag 11
Al G8 nulla di fatto e non è una sorpresa. Quasi tutti si chiudono senza decisioni politiche, com’è nella natura di questi summit, che in origine dovevano permettere ai grandi del mondo di incontrarsi informalmente e che ora sono diventati soprattutto un grande show mediatico. L’unica decisione concreta riguarda lo stanziamento di 40 miliardi di dollari per sostenere le Primavere arabe. L’hanno presentata come se si trattasse di una grande novità, come se l’Occidente avesse deciso di sostenere le forze spontanee delle nuove democrazia arabe. La decisione, sia chiaro, è benvenuta: meglio regimi che aspirano ad essere democratici, piuttosto che ...
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27mag 11
Di solito non uso il blog per pubblicizzare conferenze ed eventi, ma in questo caso faccio un’eccezione . Qualche trempo fa pubblicai sul blog e sul Giornale la recensione di un libro fondamentale per capire come va il mondo: “Elite ombra: così gli intermediari dei nuovi poteri minano la democrazia, i governi e il libero mercato nel mondo”, scritto dalla professoressa americana Janine Wedel. Mandai la recensione alla Wedel, iniziando a corrispondere con lei. In questi giorni è in Europa e ha accettato di venire al’Università della Svizzera italiana, a Lugano, (dove insegno) per tenere una conferenza pubblica. Titolo: I ...
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25gen 11
Dunque, l’effetto domino si sta avverando. La rivolta è esplosa in Tunisia, ha contagiato l’Albania e ora si manifesta in Egitto, dove almeno 15mila manifestanti hanno osato manifestare contro Mubarak. La stampa internazionale ha salutato la ribellione con commenti entusiastici, evidenziando il risveglio della coscienza civile araba. Può darsi che abbiano ragione. Però, come ho già scritto su questo blog, sono scettico sulla spontaneità di queste manifestazioni, che invece mi sembrano incoraggiate da qualcuno e ben organizzate. Ricordate la Rivoluzione rosa in Georgia? E quella arancione in Ucraina? E la contro rivoluzione russofona sempre in Ucraina? Oggi c’è la prova: ...
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16dic 10
L’attribuzione del titolo di “Uomo dell’anno” da parte della rivista Time presenta molti spunti dei riflessione. In ballottaggio sono finiti Assange e Zuckerberg. Siamo certi che non ci fossero candidati migliori? E poi: ma la rivista Time é ancora così prestigiosa da poter giudicare il mondo? Ne dubito. E in questo articolo, che sottopongo alla vostra attenzione, spiego perché. Assange o Zuckerberg? Nessuno dei due. La palma è andata a Zuckerberg, perché Facebook ha raggiunto una diffusione planetaria e si è trasformato in un mezzo di comunicazione. La scelta è plausibile, ma non particolarmente originale. Il voto ad Assange conferma, ...
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26ott 10
Dunque, ora vogliono impiccare Tareq Aziz per crimini contro l’umanità. Lo dico subito: è uno schiaffo al buon senso. E bene hanno fatto il governo italiano e il Vaticano a protestare. Tareq Aziz non era Saddam Hussein, ma un suo sottoposto e, per quanto gli era possibile, una delle voci più moderate del regime baathista. Certo, non ha le mani pulitssime, ma il carcere è una pena più che proprozionata per i crimini che gli vengono attribuiti. La pena di morte, per di più per impiccagione è una atto di barbarie pretestuoso, alimentato dalla sete di vendetta degli sciiti. Una barbarie che non è ...
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22ott 10
L’altro giorno sul Giornale ho recensito un libro a mio giudizio fondamentale per capire come va il mondo. S’intitola Shadow Elite ovvero Elite ombra ed è scritto da una professoressa universitaria molto rispettata Janine Wedel che con straordinaria precisione documentaria, spiega come operino le élite che riescono a condizionare democrazia e libero mercato. Le definisce le flex-net e porta numerosi esempi concreti, con tanto di nome e cognome. La sua tesi, ampiamente comprovata, è che la fine della Guerra fredda, l’avvento di nuove tecnologie soprattutto nel campo dell’informazione e della comunicazione, la diffusione della retorica di un finto neo liberismo, ...
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12ott 10
Sì c’è un tempo per tutto. C’era il tempo della lotta ad Al Qaida, all’indomani dell’11 settembre. Quella guerra era inevitabile, è stata vinta ma non conclusa. C’era il tempo dell’impegno internazionale e l’Italia, dal 2003 nell’ambito della missione Isaf, ha svolto egregiamente la sua parte. Ma quando il mondo si è mosso è venuta a mancare l’America, che anziché dedicarsi alla ricostruzione di un Afghanistan martoriato, anziché far affluire i massicci investimenti economici promessi nel 2002, anziché estirpare definitivamente la rete dei talebani, ha deviato uomini, risorse e attenzione sull’Iraq, dando modo ai talebani di riorganizzarsi e ha chiuso gli occhi ...
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02set 10
Quanti uomini l’America impiega davvero in Iraq? Esattamente il doppio di quanto ammesso. A condizione di conteggiare anche i “contractors” ovvero le guardie, i funzionari, gli addetti, che pur essendo privati lavorano per il governo americano. Il rapporto è di uno a uno. Ovvero: in marzo c’erano 95mila militari e 95mila contractors. Il ritiro annunciato da Obama è, come avrete capito, finto. Restano 50mila soldati e 50mila contractors. Totale: centomila. Come spiego in questo articolo, da ormai quindici anni, è in corso negli Usa quella che viene presentata come una privatizzazione e uno snellimento delle strutture statali, ma che in ...
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03ago 10
Questa foto, pubblicata da Time in copertina questa settimana, ha suscitato un certo dibattito nel mondo giornalistico. Molti si sono chiesti se fosse opportuno pubblicarla in prima pagina, considerato che Time è una rivista che entra nelle famiglie, altri hanno invocato l’etica giornalista. Tutto giusto, per carità. Ma il punto, però, è un altro. Quasi nessuno si è chiesto perché questa foto sia uscita proprio adesso e cosa abbia spinto Time a pubblicarla così in evidenza. Conoscendo le tecniche di spin, a me sembra evidente che si tratti di un caso di “controspin” o di “spin difensivo” da parte del ...
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