Quanto è ingenuo Becchi (e quanto è infida Repubblica)

E’ un caso da manuale: ci sono un professore di Università, Paolo Becchi, che in poche settimane diventa una star mediatica per l’audacia delle sue opinioni e soprattutto perchè considerato un ideologo di Grillo; un partito, il Movimento 5 Stelle, che dopo aver stravinto le elezioni con una campagna magistrale, ora dimostra di non sapersi difendere dai prevedibilissimi attacchi dell’establishment; un brillante conduttore radiofonico, Giuseppe Cruciani di Radio24, che fa bene il proprio mestiere e conosce le alchimie dell’audience; un giornale, la Repubblica, che da sempre si segnala per l’arbitrarietà e l’infidia con cui conduce le proprie campagne. Dunque: Cruciani ...

Tutti i limiti di Grillo…

Premessa: non ho mai anteposto il pregiudizio nei confronti di Grillo. Anzi, più volte pubblicamente ho deplorato la stampa che per anni ha tentato di esorcizzarlo avvolgendolo in una coltre di silenzio. Di Grillo mi piace il coraggio di alcune sue denunce, l’anticonformismo e anche una certa utopia. Il suo successo elettorale ha sorpreso molti, ma non il sottoscritto che lo aveva pronosticato su questo blog con alcune settimane di anticipo. Però in queste ore stanno emergendo con prepotenza i limiti del “grillismo”, che non si è preparato alla gestione del potere. Mi spiego: quando era fuori dal Parlamento ha ...

E ora chi rischia di più è… Grillo

Andate a riascoltarvi il discorso con cui Napolitano affidò l’incarico a Bersani, c’era scritto tutto: il presidente voleva continuità rispetto al governo Monti ovvero voleva un governo di intesa tra destra e sinistra con un premier accettabile da tutti, dunque sopra le parti. Bersani era morto in partenza come avevano capito tutti tranne lui, che ha commesso lo stesso errore di Monti: per vanagloria personale ha perso due volte. Non ha ottenuto l’incarico e ora, come Monti, non conta più niente. Il suo flop, infatti, è funzionale al disegno di Napolitano: essendo un leader bruciato – e non avendo nulla ...

Grillo e gli Usa, ma è vero amore?

I ripetuti annunci americani favorevoli a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle hanno suscitato diverse reazioni di comprensibile stupore e talvolta di sconcerto, sia a destra che a sinistra. Che sta succedendo? Perché gli Usa tendono la mano a Grillo? Una risposta politicamente corretta è la seguente: l’America paladina della democrazia vede con favore lo sviluppo di un movimento popolare come quello dele Cinque stelle. Corretta e in parte plausibile ma, ne converrete, non del tutto convincente. Washington è abituata a calibrare con attenzione le proprie mosse di politica estera e l’idealismo non rappresenta certo la bussola strategica degli ...

Far fuori Berlusconi. E poi Grillo

Ora si capisce perché il Pd si ostina a rifiutare l’accordo con il PdL. In queste ore sta emergendo , per chi è capace di leggerlo, il piano C alternativo sia all’intesa con il centrodestra che a quella con il Movimento a 5 stelle. Il nuovo scenario prevede l’implosione del Popolo delle Libertà e la formazione di una nuova maggioranza, in Senato, possibile con il sostegno di poche decine di transfughi del centro-destra. L’offensiva giudiziaria scatenata contro il Cav è davvero impressionante, non tanto per la gravità delle accuse (in passato ha subito attacchi ancor più pesanti), quanto per la ...

Cosa c’è dietro a Grillo. E ora? Governissimo

E ora? I risultati richiedono pochi commenti, sono chiarissimi: Bersani un disastro, Monti polverizzato e ininfluente, Berlusconi straordinario se si pensa da dove partiva nei sondaggi, Grillo vero vincitore delle elezioni con un risultato oltre ogni aspettativa. Attenzione, però: Grillo, come ho già ho avuto modo di sottolineare, è stato oltre che bravo, fortunato: se non ci fossero stati gli scandali MpS, Finmeccanica, Formigoni, rimborsi spese, eccetera che hanno provocato un’ondata di disgusto per la politica, non sarebbe mai riuscito a raggiungere il 25%. Il Paese ha premiato l’unico leader che non si è mai compromesso con la partitocrazia e ...

Grillo sempre più su. E gli altri…

Campagna chiusa. E’ tempo di bilanci, non sui risultati ma sugli ultimi giorni di propaganda. Questo il responso: 1) Grillo: assoluto vincitore. Le ragioni che ho illustrato nel mio post (il vincitore è Grillo ) hanno trovato conferma. Grillo non ha sbagliato un colpo mediaticamente e capitalizza il clima di disgusto che i magistrati, gli scandali e i colpi bassi tra gli altri candidati hanno creato nel Paese. La gente è stufa, nauseata e vota per l’unico che non è invischiato nella politica. Tuttavia che sia un voto saggio è tutto dav vedere…Non si è mai visto un movimento che ...

Il vincitore è… Grillo! (e cosa rischia davvero Berlusconi)

Bersani perde a meno che… concludevo così il mio ultimo post. A meno che non sappia ribaltare la dinamica di una campagna elettorale che lo vede sempre più ai margini. Obiettivo che può essere ottenuto solo in due modi: 1) Il più logico, il più nobile: Bersani dovrebbe uscire in questi ultimi dieci giorni con una o possibilmente due grandi proposte che lo rimettano al centro dell’attenzione pubblica e che colpiscano una sensibilità condivisa da un numero molto elevato di italiani o perlomeno di quella fetta di elettori ancora indecisi che determineranno l’esito delle elezioni. E’ il colpo di scena ...

Dite a Bersani che così perde

Non è una questione politica, ma solo di comunicazione. Un leader, per vincere, deve rispettare quattro semplici regole: 1) occupare lo spazio mediatico 2) dettare l’agenda della campagna elettorale ovvero costringere gli altri candidati a discutere i temi che egli riesce a imporre all’attenzione dell’opinione pubblica 3) creare un legame identitario molto forte con gli elettori, i quali solo in parte votano con la mente, ma cercano il candidato che più gli assomiglia, che più ispira fiducia, che più sentono vicino. E lo fanno in maniera inconscia, assecondando l’istinto e le percezioni, più che il ragionamento. 4) dimostrare che la ...

E dopo Monti… Monti!

Trovo abbastanza stucchevole il dibattito sulla possibile permanenza di Monti al governo e ridicole le affermazioni di molti leader partitici (di sinistra e di destra) sulla necessità di rispettare la sovranità popolare. Il Monti-bis è scritto nelle stelle. Analizziamo con calma la situazione: se si andasse a votare oggi non ci sarebbe una chiara maggioranza. Il Pd-Sel arriverebbe probabilmente primo ma con un margine risicato che non gli permetterebbe di ottenere la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Il Pdl arriverebbe secondo ma a poca distanza, poi quel che resta del Movimento 5 stelle di Grillo (l’opera di demolizione ...

E gli europei, giustamente, si ribellarono

Mettete in fila: la Francia che sceglie Hollande, la Grecia che alle urne non nasconde la sua rabbia, l’Italia che alle amministrative punisce, giustamente, i due grandi partiti ora la Germania che lancia un siluro alla Merkel. Fior di commentatori si duolgono di questi sviluppi, ma io dico: è davvero così scandaloso dar la parola al popolo? Anzichè temere per il futuro dell’euro, bisognerebbe chiedersi se l’attuale sentimentimento di diffuso disagio in Europa, che paradossalmente accomuna gli elettori della ricca Germania a quelli della malandata Grecia, non sia l’ultima conseguenza di un processo di costruzione europea che ha sistematicamente eluso ...

Non chiamatela antipolitica…

Dissento dalla maggior parte dei commenti sulle elezioni amministrative. I dati sono sotto gli occhi di tutto. Il Pdl ha perso, la Lega anche, il Pd traballa, prevalgono le liste alternative, ma è davvero l’antipolitica a trionfare? Io dico di no. Gli italiani non vogliono l’antipolitica, ma una politica gestita da persone di cui ci si possa fidare o perlomeno che ispirino fiducia e che oggi la gente non trova più nè nei partiti tradizionali, nè, attenzione, nel cosiddetto partito dei tecnici. Questa è anche la sconfitta di Monti e della sua squadra. Che cosa accomuna il veronese Tosi al ...
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