Da adesso anche su Twitter…

Da oggi, chi lo desiderasse, può seguirmi anche su Twitter digitando MarcelloFoa (tutto attaccato). E’ un modo in più per restare in contatto… Vi aspetto!

  

Usa, approvata la legge per “spegnere” Internet…

Questo è un post brevissimo. Il 18 giugno segnalavo su questo blog il progetto di legge che avrebbe conferito a Obama il diritto di spegnere Internet. Lo aveva presentato il senatore Lieberman e qualche commentatore aveva tentato di scagionare il presidente, sostenendo che la Casa Bianca non era coinvolta e per questo non poteva essere accusata di volersi appropriare di un enorme potere di controllo. E invece la Casa Bianca era consapevole e consenziente. Di solito quando al Congresso approdano proposte sgradite, il presidente lo fa sapere e, all’occorrenza, alza la voce, fino a minacciare il veto. In questi giorni, […]

  

Attenti: Obama avrà il potere di spegnere internet…

I grandi media non ne parlano, l’opinione pubblica è distratta dalla finale di nba e dai  mondiali di calcio, le news sono dominate dalla vicenda Bp-macchia di petrolio. Intanto però il Senato Usa sta esaminando una legge rivoluzionaria, presentata dal democratico Joe Lieberman, che darebbe  a Obama il diritto di spegnere internet. La misura è contemplata nel pacchetto per combattere il cyberterrorismo, ma i pochi che ne hanno parlato la ritengono senza precedenti e potenzialmente liberticida, come scrivo sul Giornale oggi. In caso emergenza, il presidente degli Usa avrebbe la facoltà di obbligare i maggiori provider e i siti di […]

  

Internet favorisce la manipolazione dei cittadini?

Sono a Vienna per partecipare a una conferenza sul futuro del giornalismo, organizzata da Medienhaus Wien in collaborazione con Maz e l’Osservatorio europeo di giornalismo (di cui sono cofondatore). Stanno emergendo molti spunti interessanti, grazie al livello molto alto dei partecipanti. Sono rimasto colpito dalle considerazioni di Phil Meyer, lo studioso americano che per primo pronosticò il declino della carta stampata nel saggio The vanishing newspapers. Meyer oggi è preoccupato per la piega che sta prendendo l’informazione on line. A suo modo di vedere nell’era digitale lo spin, intesa come manipolazione, diventa ancora più facile e invasiva perché internet incoraggia […]

  

Vi invito a porre domande al braccio destro di Roubini

Giovedì prossimo uno dei più stretti collaboratori di Roubini, Arnab Das, responsabile delle Ricerche e delle analisi di mercato di Roubini Global Economics, sarà a Milano, invitato da Aberdeen Asset Management, nota società d’investimento patrimoniale. Chi si occupa di economia e finanza sa che Nouriel Roubini è uno dei pochi economisti ad aver previsto la crisi finanziaria del 2008. Ebbene ho ottenuto l’esclusiva per un’intervista con Arnab Das, che sarà affiancato da Kevin Daly, portfolio manager di Aberdeen per le obbligazioni dei Paesi emergenti. E, d’intesa con la redazione de ilgiornale.it, abbiamo deciso di tentare un esperimento innovativo, in sintonia […]

  

Ecco perché gli Usa hanno deciso di attaccare la Cina

E’ passata circa una settimana da quando Google si è ribellata alla Cina, ma la crisi anziché rientrare si è aggravata e ieri Pechino ha avvertito che sono a rischio addirittura i rapporti economici con gli Usa. Che cosa c’è dietro? Che cosa dobbiamo aspettarci? La mia tesi è che gli Usa abbiano dichiarato guerra alla Cina, una guerra che non è e non sarà militare, ma non convenzionale, per indebolire Pechino facendo esplodere le numerose crisi all’interno del Paese. La battaglia per Internet non è altro che un grimaldello, dietro c’è ben altro, come spiego in questo articolo, in […]

  

Crisi di Google, è iniziata la guerra tra Usa e Cina?

Più volte su questo blog ho scritto come gli Usa fossero ormai succubi della Cina, come la recente visita di Obama a Pechino aveva dimostrato. Cina e Stati Uniti sembravano aver consolidato l’equilibrio che caratterizza da un decennio i loro rapporti. Gli americani chiudevano un occhio sulla violazione dei diritti umani e le loro multinazionali continuavano a fabbricare oltre Pacifico, contribuendo allo sviluppo dell’economia locale. I cinesi si sdebitavano comprando a mani basse i Buoni del Tesoro che consentivano a Washington di finanziare il suo ingente debito pubblico. Intanto Pechino ampliava, con molta discrezione, la propria influenza in Africa, in Asia, persino nell’America latina, […]

  

Usa, ecco la rivolta contro i banksters (banchieri-gangsters)

In questo articolo do conto di una rivolta contro i banksters ovvero i banchieri che si comportano da gangsters. Chi sono? Non è difficile intuirlo: i boss delle grandi banche Usa. Dell’iniziativa non parla quasi nessuno, ma sta avendo successo. E’ stata ideata dal Center for Media and Democracy, che ha lanciato una petizione per sollecitare l’Amministrazione Obama a rispettare le promesse di cambiamento e di lotta alla lobby. A questa, da un paio di settimane, se n’è aggiunta un’altra, promossa da Huffington Post, che invita i lettori a trasferire i propri fondi dalle grandi banche a quelle piccole ancorate […]

  

E il Grande Fratello cinese censura i computer…

E ora chi difende i diritti umani in Cina? L’America no di certo. Bush aveva già abdicato la scorsa estate, in coincidenza con le Olimpiadi, Obama è terrorizzato all’idea che Pechino possa smettere di acquistare i Buoni del Tesoro americani e ha appena inviato Timothy Geithner in missione a Pechino, mentre Hillary Clinton si è limitata a un blandissimo appello alla trasparenza in occasione del ventennale della strage sulla piazza della Tien An Men. L’Europa è ben lieta di pensare ad altro. Così solo poche organizzazioni tengono alta le pressione sul fronte dei diritti umani, come Reporters sans frontières che, […]

  

Ma i giornalisti (e i lettori) sapranno cambiare?

E’ un tema che su questo blog abbiamo già affrontato, ma che diventa sempre più pressante. La crisi economica sta accelerando il processo di trasformazione dei giornali: diminuisce la pubblicità, calano (complessivamente) le copie vendute in edicola, aumenta la lettura (gratuita) su Internet. E le redazioni sono costrette a correre ai ripari, tagliando le collaborazioni, talvolta i compensi, riducendo gli organici. In questo contesto ancora non s’intravvede un modello economico sostenibile. Si è creata una situazione paradossale: considerando le copie su carta e le edizioni on line i giornali non sono mai stati letti come ora. Ma faticano a mantenersi. Che cosa fare? A questa e ad altre […]

  

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