Guerra all’Isis: ora tocca a Obama far sul serio (per vincere una volta per tutte)

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Ora lo sappiamo con certezza: il Mig sovietico abbattuto l’altro ieri dai turchi ha violato lo spazio aereo turco per 17 secondi, il tempo di una virata. Diciassette secondi che avrebbero potuto provocare l’inizio della Terza Guerra Mondiale e se oggi possiamo considerare scongiurato questo pericolo lo dobbiamo solo al senso di responsabilità di Putin, che ha escluso da subito una rappresaglia militare, e di Obama, che ha riconosciuto il diritto di Ankara a difendere i propri confini, ma ha lanciato un ben più vibrante appello alla moderazione e al dialogo in una regione che in pochi giorni è diventata […]

  

Ecco la prova che l’America NON sta distruggendo l’Isis

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Navigando su internet ho trovato un documento molto interessante, anche perché la fonte è insospettabile: il Council on Foreign Relations, ovvero il think tank di altissimo livello che forma le élites sia del partito democratico che di quello repubblicano destinate a governare il Paese. Molti lo considerano, non a torto, il vero pensatoio della politica estera statunitense. Uno dei suoi ricercatori Mikah Zenko ha paragonato i bombardamenti degli americani nelle grandi missioni militari degli ultimi vent’anni  con quelli in Siria. Vediamoli. Da quando un anno fa è stata lanciata la campagna militare contro l’Isis il Pentagono ha sganciato 43 bombe al giorno, […]

  

Ma perché l’America NON vuole distruggere l’Isis?

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Chi osserva con disincanto le vicende in Medio Oriente lo ha capito da tempo: l’America che negli anni Duemila ha lanciato una guerra feroce – e decisamente sproporzionata – ad Al Qaida, ora appare molto svogliata contro una minaccia ben più concreta: quella dell’Isis. Come ho documentato da tempo, l’Isis un paio di anni fa è stato usato, armato e finanziato da Arabia Saudita, Emirati Arabi e dagli stessi Stati Uniti nel tentativo di abbattere il regime di Assad. Grazie anche a quei finanziamenti l’Isis si è ampliato, si è rafforzato ed è partito alla conquista di larghe parti dell’Iraq […]

  

L’Isis spiegato (da Foa) a Beppe Grillo…

E’ la seconda volta che il blog di Beppe Grillo mi invita a prendere la parola. Ho accettato volentieri come faccio sempre quando so che la mia testimonianza viene proposta integralmente. Anche questa volta i collaboratori di Grillo sono stati gentilissimi e di parola. L’argomento è noto ai lettori di questo blog: nel video spiego la verità spiacevole e a pochi nota sulla nascita e lo sviluppo dell’Isis ovvero del califfato di estremisti islamici che hanno occupato parte dell’Iraq, seminando terrore e morte, come dimostrano le decapitazioni degli ostaggi occidentali. Chi frequenta questo blog conosce la mia tesi, infatti l’intervento […]

  

Obama, l’Isis e la vera ragione di questa guerra

Sieti sicuri di aver capito cosa sta accadendo in Iraq e perché Obama abbia dichiarato guerra all’Isis? Come sempre c’è la verità formale, quella sotto gli occhi di tutti, e quella sostanziale, che è molto diversa ma permette di cogliere, per chi lo desidera, cosa stia avvenendo davvero. Come ampiamente dimostrato su questo blog (vedi qui), l’Isis non esce dal nulla ma è un “mostro” religioso e militare che proprio gli Usa e alcuni alleati strategici come il Qatar e l’Arabia saudita negli ultimi due anni hanno incoraggiato e sostenuto. Fermi tutti e andiamo in profondità. L’Isis rappresenta l’evoluzione naturale […]

  

L’altra verità, sconvolgente, sull’Isis e sui suoi aguzzini

Leggo titoli sconvolti e giustamente indignati per la decapitazione del giornalista Usa ad opera dell’Isis, ovvero dei fondamentalisti islamici che stanno occupano ampie parti del Medio Oriente e dell’Iraq. E’ un gruppo che, come emerge anche nel filmato, oggi proclama il proprio odio per gli Stati Uniti. La storia in teoria è semplice e già vista: terroristi contro la superpotenza americana. In realtà molto più sofisticata e – consentitemelo – sconvologente. Già, perché pochi analisti davvero coraggiosi e indipendenti, nessuno racconta com’è nato l’Isis, chi l’ha voluto, chi l’ha finanziato. La risposta è sorprendente: sono gli stessi americani con alcuni […]

  

Aziz a morte? Quanta ipocrisia sull’Iraq…

Dunque, ora vogliono impiccare Tareq Aziz per crimini contro l’umanità. Lo dico subito: è uno schiaffo al buon senso. E bene hanno fatto il governo italiano e il Vaticano a protestare. Tareq Aziz non era Saddam Hussein, ma un suo sottoposto e, per quanto gli era possibile, una delle voci più moderate del regime baathista. Certo, non ha le mani pulitssime, ma il carcere è una pena più che proprozionata per i crimini che gli vengono attribuiti. La pena di morte, per di più per impiccagione è una atto di barbarie pretestuoso, alimentato dalla sete di vendetta degli sciiti. Una barbarie che non è […]

  

Usa, Iraq, privatizzazioni. Tutto falso?

Quanti uomini l’America impiega  davvero in Iraq? Esattamente il doppio di quanto ammesso. A condizione di conteggiare anche i “contractors” ovvero le guardie, i funzionari, gli addetti, che pur essendo privati lavorano per il governo americano. Il rapporto è di uno a uno. Ovvero: in marzo c’erano 95mila militari e 95mila contractors. Il ritiro annunciato da Obama è, come avrete capito, finto. Restano 50mila soldati e 50mila contractors. Totale: centomila. Come spiego in questo articolo, da ormai quindici anni, è in corso negli Usa quella che viene presentata come una privatizzazione e uno snellimento delle strutture statali, ma che in […]

  

Iraq dopo il voto: una democrazia molto particolare…

Nelle ultime ore ho seguito su blog di diversi giornali, italiani e stranieri, i titoli sulle elezioni irachene. E’ passato lo stesso messaggio: iracheni in massa alle urne, vince la democrazia. Ho letto diversi editoriali in cui più o meno veniva ripetuta la stessa tesi: un passo avanti, ci sono ancora molti rischi, ma è la dimostrazione che l’Irak sta andando verso la normalità e dunque in una vera democrazia. Tutto plausibile, eppure….Osservo che in questo caso lo spin ha funzionato alla grande: siccome pochi giornalisti ormai si occupano regolarmente di Irak e pochissimi ci sono stati girando liberamente è […]

  

Ritiro dall’Irak? No, la guerra continua, cambia solo nome…

Barack Obama è sempre più ondivago. Dopo aver attaccato la Cina per oltre un mese, ha ceduto alle pressioni di Pechino e ha ricevuto il Dalai Lama di nascosto alla Casa Bianca, facendolo passare dal retro, vicino ai sacchi della spazzatura… Ora si profila un’altra clamorosa novità. Altro che ritiro dall’Irak, la maggior parte delle truppe rimarrà nel Paese e la guerra continuerà. Cambierà solo il nome, come spiego qui: non più Iraqi Freedom (libertà per l’Iraq), ma Operation New Dawn ovvero Operazione Nuova Alba. Insomma, il presidente gioca con le parole. Si rifugia nel marketing politico, come sempre. Sa […]

  

Il Nobel a Obama, un bel discorso ma quanto coerente?

In queste occasioni Obama dà il meglio di sè: a Oslo ha pronunciato un discorso alto, bello, coinvolgente. Ma mi chiedo: quanto coerente? Obama ha invitato a non perdere la fiducia nel pacifismo che guidò grandi figure come Mahatma Gandhi e Martin Luther King: «La non violenza praticata da uomini come Gandhi e King potrebbe non essere stata possibile in ogni circostanza, ma l’amore che predicarono – la loro fede nel progresso umano – deve essere sempre la stella che ci guida nel nostro viaggio. Perché se perdiamo questa fede, se la respingiamo come sciocca o naif, se divorziamo dalle […]

  

Afghanistan, Irak, Iran: guai premonitori. E ora che farà Obama?

Molti lo hanno dimenticato, ma la stagione delle bombe in Irak, iniziò nel maggio del 2003, quando il falco Rumsfeld, allora ministro della Difesa, ruppe gli accordi segreti raggiunti da Powell, allora segretario di Stato, con gli iraniani. I primi inspeigabili attentati furono, con ogni probabilità, sciiti e l’esempio fu rapidamente imitato dai sunniti, con le conseguenze che ben sappiamo. Oggi ho l’impressione che si stia creando una situazione analoga. Le speranze di un dialogo tra Washington e Teheran, benchè non ancora tramontate, appaiono sempre più flebili, soprattutto dopo l’attentato del 18 ottobre che ha insanguinato il sud dell’Iran. Gli ayatollah sono convinti che siano stati gli […]

  

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