21ago 11
Fino a qualche tempo fa si poteva (e talvolta si doveva) dissentire da Bossi, ma nessuno poteva mettere in dubbio il suo straordinario fiuto. Vero animale politico, Umberto sapeva anticipare le svolte della politica e cogliere prima di qualunque altro gli umori di una parte importante dell’elettorato del nord e, negli ultimi tempi, anche di regioni insospettabili come Toscana ed Emilia Romagna. Da qualche mese, però, Bossi sembra aver smarrito la bacchetta magica. Il leader ultraflessibile è diventato improvvisamente rigidissimo, quasi ottuso; colui che prevedeva il futuro ora vive nel passato; il capo capace di giudicare gli uomini con un’occhiata, ...
Il Blog di Marcello Foa © 2012
30mag 11
Il centrodestra ha perso e non è certo una sorpresa. Ora si tratta di analizzare le ragioni della sconfitta. A caldo ne individuo tre. 1) Comunicazione disastrosa. Questa campagna elettorale verrà ricordata come la peggiore della Seconda Repubblica, soprattutto a Milano. La Moratti è riuscita a sbagliare tutte le mosse.. Per vincere bisogna avere un candidato forte e un’idea vincente. Obama e Yes We Can, Sarkozy e Insieme tutto è possibile. La Moratti, in partenza, era debole in quanto giudicata antipatica dallla maggior parte dei milanesi. Avrebbe dovuto compensare la sua evidente impopolarità con uno slogan vincente o vantando il ...
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16mag 11
Dunque il centrodestra ha perso le elezioni amministrative. E nettamente. Ma perché? Di getto, propongo queste riflessioni: 1) Prevale il voto di protesta. La sinistra, comprensibilmente, esulta, ma analizzando i voti di lista appare evidente che il Pd ha trionfato solo a Torino. A Napoli è stato addirittura estromesso dal ballottaggio, a Bologna, città rossa, arranca attorno al 50%, a Milano prevale un candidato che proviene dall’estrema sinistra. In molte città emergono invece i grillini, o il Sel di Vendola o l’Idv di Di Pietro, formazioni che raccolgono il malcontento popolare ma incapaci di proporre un progetto credibile. Vince l’ammucchiata ...
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17mar 11
Nel giorno del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, a far titolo è stata ancora una volta la Lega. In pochi giorni abbiamo visto: – centinaia di consiglieri regionali abbandondare l’aula quando è stato suonato l’Inno nazionale, – consiglieri comunali a Milano spostare provocatoriamente in piazza le scrivanie per dimostrare che non lavoravano e non festeggiavano, – il presidente del Consiglio regionale, Boni, dichiarare che l’Alzabandiera è fascista, – Borghezio insultare l’Inno e pronosticare a breve un’Italia divisa in due “come il Belgio”. Poi Bossi ci ha messo una pezza: è andato in Parlamento a seguire le celebrazioni con i tre ministri ...
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23giu 10
Sgombriamo il campo da un equivoco. Fini, quando afferma che la Padania non è mai esistita, ha tecnicamente ragione. Le stesse pubblicazioni leghiste non riescono a dimostrare l’esistenza di un’istituzione padana consolidata nel corso dei secoli. Giancarlo Pagliarini e Gilberto Oneto, nel loro saggio del 1998, Le 50 ragioni della Padania, popolarissimo tra i simpatizzanti di Bossi, scrivono «che la Padania ha avuto lunghi periodi di unità, con i Longobardi, all’interno dell’Impero Romano-Germanico, con la Repubblica Cisalpina, e poi con il napoleonico Regno d’Italia che comprendeva solo la parte settentrionale della penisola». Citazioni che risultano, peraltro, approssimative. La Repubblica Cisalpina, ...
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15mag 10
Berlusconi promette linea dura contro i politici corrotti. Bene. Bersani anche. Bene. Entrambi non sono sospettabili di far politica per rubare. Il cav non ne ha certo bisogno di arraffare come un asessore qualunque per diventare ricco. Lo è già…. e Bersani non ha proprio l’aria del magliaro; per quanto modesto come leader sembra una persona perbene. Però temo che questi sussulti, per quanto benvenuti, non basteranno a risolvere la questione. Il problema, infatti, non è provocato da poche mele marce, ma da un sistema che si è incancrenito. Si respira una corruzione da basso impero, che sarebbe stato meglio stroncare ...
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21apr 10
La coincidenza è sorprendente, anche se casuale: mentre Fini ufficializza la fronda a Berlusconi nel Pdl, Luca Cordero di Montezemoli lascia la presidenza della Fiat e diventa un uomo libero di esplorare nuovi orizzonti professionali. Montezemolo continua a negare di voler scendere in politica e a breve con ogni probabilità non mente. Ma a lungo? Pochi mesi fa ha lanciato una nuova fondazione, Italia futura, e quando una personalità pubblica decide iniziative del genere raramente è per spirito di servizio. La fondazione è il viatico a iniziative più importanti e alla costruzione di una rete di contatti. E’ lo stesso percorso seguito da Fini con FareFuturo, un ...
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29mar 10
Qualche impressione a caldo sulle regionali. Mi sembra che emergano queste tendenze: – A destra vince la Lega, a sinistra vincono l’Italia dei Valori, un leader fuori dal Pd come Vendola e il movimento dei grillini, che in diverse regioni viaggia intorno al tre percento, con punte del 6% in Emilia. – La coalizione di centrodestra va molto meglio del previsto con la conquista di Piemonte e Lazio ottiene un risultato notevole, insperato. Ma al suo interno è innegabile il calo del Popolo della Libertà, che arretra mediamente di circa 6 punti percentuali. – Nel centrosinistra si conferma l’anemia del ...
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20gen 10
Fino a qualche anno tutto si poteva rimproverare alla sinistra, salvo che non sapesse comunicare. Sapeva mobilitare le piazze, coniare slogan che poi diventavano popolari, orientare i giornalisti, anche quelli non progressisti. Era presente e visibile. Da qualche anno invece la comunicazione è diventata un problema per il Pd . E non solo perché i leader di partito o di coalizione succedutisi finora erano poco affascinanti (da Occhetto a Prodi fino a Franceschini e Bersani). Gli errori sono d’impostazione e di linguaggio. Ho l’impressione che il Pd sia sconnesso dalla società italiana e che, pertanto, le sue campagne non siano ...
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21dic 09
Giovedì scorso mi è capitato di seguire uno spezzone di Annozero, durante il quale Travaglio biasimiava con i consueti toni, la personalizzazione della politica operata da Berlusconi, che a suo giudizio non ha paragoni in Europa. Travaglio è un giornalista, schierato, consapevolmente fazioso e di successo, ma non è un esperto di comunicazione, altrimenti non avrebbe mai fatto un’affermazione del genere. Che ci piaccia o no, oggi la politica è personalizzazione, come spiega molto bene Gianpietro Mazzoleni, in questa intervista. ”Oggi i criteri dominanti sono la celebrità, la seduzione, la visibilità. L’ideologia e il partito contano sempre meno, la personalità e il fascino ...
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09dic 09
Su Avvenire, l’altro giorno, il vicedirettore Gianfranco Marcelli ha criticato la Lega sia per gli attacchi al cardinale Tettamanzi che per le polemiche sui minareti.: “al di la’ di certi accenti studiatamente esagerati e oltre il limite del tollerabile, la Lega sembra denunciare l’ansia di trovare nuova ‘tela da tessere’, quasi per riscuotere consensi che il codice genetico del movimento avrebbe altrimenti difficolta’ ad aggregare“.L’analisi di Marcelli è fondata, ma, considerando gli ultimi sondaggi in vista delle regionali della prossima primavera, emerge un paradosso: la Lega continua a crescere in tutte le regioni del Nord e anche in alcune del ...
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21nov 09
Sul Giornale di oggi scrivo della rivolta dei piccoli e medi imprenditori in difesa del Made in Italy. Nata nel tessile si sta diffondendo ad altri settori industriali italiani e si sta trasformando in un vero e proprio movimento contro le grandi griffes della moda e ovviamente anche contro Confindustria. Sono già 400 gli imprenditori che hanno aderito. L’iniziativa è guidata da un imprenditore varesino Roberto Belloli, che ho intervistato nell’articolo. Mi ha colpito questo passaggio sulla globalizzazione. «Stiamo uccidendo la nostra ricchezza in nome di una globalizzazione che non ci ha portato alcun vantaggio e che sta favorendo solo l’Estremo ...
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