Italiani, siete disposti a morire per Erdogan? Ve lo chiede la Nato…

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So che il titolo di questo post apparirà ad alcuni paradossale ma in realtà non lo è. La Turchia è membro della Nato e l’articolo 5 del Patto Atlantico prevede solidarietà e assistenza militare tra i suoi membri, secondo questi termini: Le parti concordano che un attacco armato contro una o più di esse, in Europa o in America settentrionale, deve essere considerato come un attacco contro tutte e di conseguenza concordano che, se tale attacco armato avviene, ognuna di esse, in esercizio del diritto di autodifesa individuale o collettiva, riconosciuto dall’articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la […]

  

Colonia, verità sconvolgente: fu Taharrush, il “gioco” arabo dello stupro

Provate a immaginare una donna che cammina per strada e che ha solo una colpa: veste all’occidentale e non è accompagnata da un uomo appartenente alla sua famiglia. Improvvisamente viene circondata da un gruppo di uomini, dieci, venti talvolta di più. Alcuni la circondano, altri fanno da palo e sviano i curiosi. Dal gruppo si staccano tre o quattro che iniziano a toccare i seni della poveretta, le toccano il sedere, se ha la sventura di portare la gonna, gliela alzano, le strappano le mutande e le infilano le mani nelle parti intime tra risa e scherni. In internet gira […]

  

Ma perché l’America NON vuole distruggere l’Isis?

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Chi osserva con disincanto le vicende in Medio Oriente lo ha capito da tempo: l’America che negli anni Duemila ha lanciato una guerra feroce – e decisamente sproporzionata – ad Al Qaida, ora appare molto svogliata contro una minaccia ben più concreta: quella dell’Isis. Come ho documentato da tempo, l’Isis un paio di anni fa è stato usato, armato e finanziato da Arabia Saudita, Emirati Arabi e dagli stessi Stati Uniti nel tentativo di abbattere il regime di Assad. Grazie anche a quei finanziamenti l’Isis si è ampliato, si è rafforzato ed è partito alla conquista di larghe parti dell’Iraq […]

  

La guerra all’Isis porterà la pace? Non ci giurerei, purtroppo

Alcune considerazioni al volo sull’annuncio dell’avvio dei bombardamenti americani all’Isis. La prima è ovvia: l’Isis rappresenta l’ala più estremista dell’Islam integralista sunnita, un’ala fanatica, pericolosa, impresentabile. Gente da tenere alla larga. Dunque i bombardamenti avvengono in nome di una causa che pochi non condividono in Occidente, tanto più dopo le immagini delle decapitazioni. La seconda considerazione, invece, è più raffinata. Chi segue questo blog sa come la penso: potete leggere qui  e qui o guardare il mio intervento video sul blog di Beppe Grillo. Ho spiegato l’altra sconvolgente verità ovvero che l’Isis è stato finanziato da Paesi arabi come il Qatar e i […]

  

L’altra verità, sconvolgente, sull’Isis e sui suoi aguzzini

Leggo titoli sconvolti e giustamente indignati per la decapitazione del giornalista Usa ad opera dell’Isis, ovvero dei fondamentalisti islamici che stanno occupano ampie parti del Medio Oriente e dell’Iraq. E’ un gruppo che, come emerge anche nel filmato, oggi proclama il proprio odio per gli Stati Uniti. La storia in teoria è semplice e già vista: terroristi contro la superpotenza americana. In realtà molto più sofisticata e – consentitemelo – sconvologente. Già, perché pochi analisti davvero coraggiosi e indipendenti, nessuno racconta com’è nato l’Isis, chi l’ha voluto, chi l’ha finanziato. La risposta è sorprendente: sono gli stessi americani con alcuni […]

  

La Primavera araba era un bluff

Ho sempre espresso profondo scetticiscmo sulla Primavera araba, ora la conferma da uno studio internazionale della Fondazione Thomson Reuters che ha analizzato i 22 Stati membri della Lega Araba. Dopo la caduta di Mubarak, l’Egitto è diventato il Paese peggiore in cui essere donna nel mondo arabo addirittura dietro l’Arabia Saudita e l’Iraq ovvero un altro Paese che, a dieci anni dalla caduta di Saddam Hussein, oggi dovrebbe beneficiare di valori quali la democrazia, lo stato diritto, il progresso economico e sociale e che invece sprofonda in condizioni sempre più arretrate. Non va molto meglio la Tunisia, che con Ben […]

  

Lo strano caso degli hacker siriani

Brevissimo flash sulla crisi siriana. Dunque i siti di alcuni giornali americani, tra cui il New York Times, sarebbero stati oscurati dagli hacker dell’”Esercito elettronico siriano”. Che i siti siano andati ko è indubbio, ma è sospetto che la paternità sia stata subito attribuita a fantomatici hacker al servizio di Damasco. Da un lato è inverosimile che un piccolo Stato dilaniato da una sanguinosa guerra civile disponga di hacker così bravi dall’abbattere siti ultraprotetti. Dov’erano finora? Perchè non hanno compiuto altre azioni in questi due anni? D’altro canto sono poco credibili per tempismo e modalità. Qual è il vantaggio, per […]

  

Le ipocrisie del G8: perché la Siria non è l’Egitto…

Al G8 nulla di fatto e non è una sorpresa. Quasi tutti si chiudono senza decisioni politiche, com’è nella natura di questi summit, che in origine dovevano permettere ai grandi del mondo di incontrarsi informalmente e che ora sono diventati soprattutto un grande show mediatico. L’unica decisione concreta riguarda lo stanziamento di 40 miliardi di dollari per sostenere le Primavere arabe.  L’hanno presentata come se si trattasse di una grande novità, come se l’Occidente avesse deciso di sostenere le forze spontanee delle nuove democrazia arabe. La decisione, sia chiaro, è benvenuta: meglio regimi che aspirano ad essere democratici, piuttosto che […]

  

La svolta di Obama (e le sue ipocrisie…)

Barack Obama sa pronunciare bene i discorsi, soprattutto quando può toccare le corde della speranza e del cambiamento. Il punto più forte di quello pronunciato ieri riguarda la questione israelo-palestinese. Il presidente americano ha proposto di tornare ai confini del ’67 e subito sia Netanyahu che Hamas hanno alzato le barricate. Tuttavia, il gesto resta importante, non tanto per le sue possibilità di applicazione, quanto per il segnale di rottura rispetto all’immobilismo, nel quale si era arroccata Washington nell’ultimo decennio. L’impressione è che l’America voglia tornare ad occuparsi di un tema delicato eppur cruciale.  Vedremo quali saranno gli sviluppi,  la […]

  

Nord Africa, ma l’America ha imparato la lezione?

Da tempo sostengo che dietro le rivolte in Egitto e in Tunisia ci sia, perlomeno, un forte incoraggiamento da parte degli Stati Uniti, che hanno indirizzato la protesta contro Mubarak e Ben Ali. Il caso della Libia è diverso, anche se – ascoltando Obama – appare evidente la volontà di Washington di sbarazzarsi di Gheddafi. Sia chiaro: ben venga un mondo arabo più libero e democratico. A rendermi perplesso sono le possibili conseguenze, considerati gli ormai frequenti svarioni americani che – in tutte le crisi degli ultimi 15 anni – hanno dimostrato grande abilità tattica, sul breve periodo, ma alcuna […]

  

Tocca alla Libia: ecco perché e a chi conviene…

Oggi ho scritto due commenti sulle vicende nel Maghreb: in questo articolo, scritto per l’Osservatorio europeo di giornalismo e pubblicato dal Corriere del Ticino, spiego le tecniche di comunicazione usate per fomentare le rivolte e critico le miopie della stampa occidentale, incapace di delineare il quadro d’insieme. Su ilgiornale.it ho appena pubblicato questa analisi, che ripropongo interamente anche qui: Per capire che cosa sta accadendo a Tripoli bisogna considerare innanzitutto il quadro strategico. Non siamo di fronte a rivolte spontanee, ma indotte che mirano a replicare nel nord Africa quanto avvenuto alla fine degli anni Ottanta nell’ex Unione Sovietica. Anche […]

  

Egitto, il segreto che Obama non può confessare

In questo articolo propongo un’analisi contro corrente sull’Egitto. La mia tesi è che, a dispetto delle apparenze e delle polemiche, dietro le rivolte in Egito e in Tunisia ci sia la regia di Obama. Un segreto naturalmente inconfessabile; ma gli indizi sono molto chiari. Il ruolo chiave è dell’esercito, dunque dei generali che sono legati a filo doppio con Washington. Se l’esercito fosse fedele a Mubarak la rivolta sarebbe già finita e invece, come successo a Tunisi, la piazza vince perché i generali si schiarano con i manifestanti. Quando poi si scopre che già nell’autunno del 2008 il Dipartimento di […]

  

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