05giu 09
Tra un’America che minaccia e un’America che dialoga, io preferisco la seconda. Ben venga dunque la svolta di Obama. Il discorso al Cairo è stato davvero storico, anche se, politicamente povero di contenuti. Chi si aspettava l’annuncio di negoziati o accenni alla nuova strategia americana in Medio Oriente è rimasto deluso. Il presidente degli Stati Uniti voleva parlare al cuore del miliardo di musulmani sparsi per il mondo, anziché alla mente degli uomini politici. Voleva chiudere definitivamente l’era Bush per avviare una nuova epoca su basi completamente diverse. Missione compiuta. Tuttavia alcuni aspetti appaiono poco convincenti. 1) Obama tende la mano a tutti: alleati ...
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17mag 09
Onore a The Center for the Public Integrity un centro studi che qualche giorno fa ha svelato quanti soldi sono necessari per mandare all’aria l’economia mondiale: 370 milioni di dollari ( circa 277 milioni di euro). In fondo, neanche tanti, a condizioni di spenderli nel posto giusto: ovvero a Washington. Già, perchè questa è la somma investita in dieci anni dalle 25 principali finanziarie americane in operazioni di lobbying per impedire che il Congresso americano approvasse le leggi presentate dai pochi deputati che intedevano regolare e limitare il mercato dei subprime. Operazione riuscita, come noto, e per molti anni straordinariamente redditizia: perchè quei 370 ...
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21mar 09
Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il “gobbo elettronico”, anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un’altra categoria. Obama ...
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20gen 09
Obama sarà davvero un riformatore? Più passa il tempo e più sono convinto di no. Sta diventando l’uomo dell’establishment ovvero di quel mondo che in campagna elettorale aveva promesso di cambiare. “Yes we can”, (“sì, si può fare”) e “Change we can believe in” (il cambiamento in cui credere) sono più che mai slogan retorici e dunque vuoti. E per averne conferma basta scorrere l’elenco dei ministri e dei consiglieri. Facce nuove? Pochissime, sono quasi tutti ex collaboratori di Bill Clinton e quasi tutti legati a interessi particolari, soprattutto in due campi: finanza e difesa. Come fa Obama a riformare ...
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23nov 08
Barack Obama sta riempendo il suo governo di ex collaboratori di Bill Clinton; ha scelto come ministro del Tesoro il presidente della Federal Reserve di New York, un uomo dell’establishment. “Barack è stato eletto promettendo il cambiamento, ma nel costruire la squadra del governo ha scelto l’esperienza, l’affidabilità, la tradizione“, come spiego in un editoriale pubblicato oggi, in cui tra l’altro paragono il pragmatismo della sinistra americana all’inconsistenza di quella europea (Pd di Veltroni incluso). Non c’è da meravigliarsi: Obama è un politico che sa affascinare le folle, ma che alla prova dei fatti è estremamente realista, al limite del ...
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18nov 08
Ad appena due settimane dalle elezioni John McCain e Barack Obama hanno deciso di dimenticare qualunque animosità e di unire gli sforzi per rilanciare l’America. Non ne sono sorpreso: da tempo i due si stimano e dopo lo splendido discorso di concessione del repubblicano, la notte della sconfitta questo sviluppo era prevedibile. Onore a Obama che dimostra di essere animato da uno spirito autenticamente bipartisan. Facile dire: ma in Italia no. Veltroni e Berlusconi ci hanno provato e il dialogo è durato poche settimane (ne abbiamo già parlato su questo blog). Sì sarebbe bello se anche nel nostro Paese fosse ...
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12nov 08
Sarkozy è da sempre un convinto sostenitore dell’integrazione multirazziale e lo ha dimostrato con i fatti. Quando era ministro degli Interni nominò il primo prefetto musulmano di Francia, vinte le presidenziali ha nominato ministro della Giustizia Rachida Dati, che ha origini marocchine, e il primo sottosegretario di colore, Rama Yade, che è nata in Senegal. La vittoria di Obama lo ha incoraggiato a proseguire su questa strada e oggi ha annunciato del primo prefetto nero, Pierre N’Gahane di 47 anni. All’indomani del successo di Obama anche in Italia, soprattutto a sinistra, c’è chi si è chiesto: a quando in Italia ...
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05nov 08
Non fatevi illusioni: Obama non è un visionario, è un politico ambizioso e soprattutto molto pragmatico. Mi auguro che si dimostri un grande presidente, capace di assecondare la voglia di riscatto da parte di un popolo che, sebbene ferito dalla crisi dei subprime, non indulge nel pessimismo (come ho raccontato in questo reportage). Ma per essere davvero in sintonia con l’anima profonda del Paese Obama non può permettersi di essere troppo “liberal”; dovrà correggere al centro, magari con qualche incursione conservatrice, come si è intuito negli ultimi giorni da alcuni accenti addirittura reaganiani colti nei suoi discorsi e come, peraltro, conferma la scelta dei ...
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03nov 08
Razionalmente l’esito delle presidenziali Usa è quasi scontato; lo ha ammesso persino il cinico Karl Rove che in un’intervista ha definito “molto, molto in salita la corsa di John McCain“. Ma di elezione in elezione ci si accorge che la razionalità non basta per prevedere l’esito di un’elezione. Al contrario: gli aspetti subliminali, emotivi sono altrettanto e spesso ancor più importanti. Chi sceglie soppesando i pro e i contro di un programma? Una piccola minoranza; si vota per assecondare la propria identità politica o per simpatia o per interesse o ancora, soprattutto negli Stati Uniti, per identificazione con il candidato. Bush fu preferito a Kerry anche perché i suoi ...
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31ott 08
La fonte è la tv americana Abc: diversi esperti dell’intelligence Usa ritengono sia imminente un messaggio di Osama Bin Laden prima o al limite subito dopo le elezioni. D’altronde non è la prima volta che capita: quattro anni fa, a pochi giorni dal voto, fu diffuso il filmato in cui camminava sulle montagne. E Bush trovò lo slancio per recuperare lo svantaggio su Kerry. Il bis sarebbe giustificato, spiegano gli analisti, dalla necessità per il capo di Al Qaida di inviare un segnale forte ai suoi e al mondo in un periodo cruciale. Come dire: ci sono ancora e dovere fare i conti con me. Negli ultimi giorni Al Qaida ha ...
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29ott 08
La stampa europea da nove mesi fa il tifo per Obama, quella italiana ancor di più (con qualche eccezione): è estasiata. Obama è perfetto, Obama è imbattibile, Obama sarà un superpresidente. Purtroppo anche la stampa americana sta dando una pessima prova di sè. Dico purtroppo perchè vedo i media oscillare tra i due estremi: fino a un paio di anni fa si sono fatti abbindolare con sconcertante facilità dagli spin doctor di Bush, ora eccedono in senso opposto e tirano la volata al candidato democratico. Senza ammettere la propria partigianeria ovviamente. Due pesi e due misure: con John McCain sono stati severissimi, con Sarah ...
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22ott 08
Sono negli Usa per seguire le elezioni presidenziali. Due impressioni contrastanti: l’America profonda è sempre più perplessa nei confronti di Obama, come racconto in un reportage da Lincoln County, la contea del Missouri che da quasi 60 anni azzecca il nome del presidente. D’altro canto però, Sarah Palin sta provocando disastri. La base repubblicana, quella della destra religiosa e oltranzista continua ad adorarla, ma la maggior parte degli americani, inclusi gli elettori indipendenti, ne diffida. Le ultime novità certo non la aiutano: come governatore avrebbe addebitato allo Stato dell’Alaska viaggi in aereo e in alberghi di lusso per i figli (con un conto di oltre 20mila dollari). La stampa ha scoperto che il ...
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