Basta la repressione per sconfiggere il terrorismo?

Mosca combatte i ceceni da 240 anni. Ma non riesce ad aver la meglio. Come spiego in questo articolo, Putin nel 2010 ha usato metodi di gran lunga più duri e spietati di quelli, ad esempio, degli americani. Eppure non riesce ad avere la meglio. Da qui due riflessioni. 1) Quando la resistenza armata e violenta è motivata da spinte etniche o religiose tende a durare nel tempo (come è avvenuto in Irlanda del nord o nei Paesi Baschi). Dunque estirparla è problematico e bisogna abituarsi a convivere con il terrorismo. Vale per la Russia, ma anche per l’Occidente e ...

Nasce l’agenzia di rating cinese e dà voti (veri?) a Italia, Usa …

Più volte su questo blog abbiamo criticato le tre agenzie di rating, evidenziandone la scarsa credibilità. Ce ne sono soltanto tre, operano in regime di oligopolio e sono finanziate dalle stesse società che sono chiamate a giudicare. Nel giorno in cui Moody’s abbassa la valutazione del debito portoghese, Pechino annuncia la nascita della propria agenzia di rating. Si chiama Dagong e va a rompere l’oligopolio perfetto. Ci vorrà del tempo valutarne l’affidabilità, ma Dagong ha iniziato col botto, dando i voti ai debiti dei Paesi sovrani. Voti che risultano alquanto diversi da quelli di Moody’s, S& P, Fitch. Gli Usa, ...

Usa-Russia, la distensione è solo apparente?

Le agenzie di stampa ieri hanno dato il tono definendo “storico” l’accordo tra Medvedev e Obama e oggi quasi tutti i giornali italiani hanno seguito a ruota. In realtà l‘intesa sul disarmo nucleare non è affatto memorabile ma rappresenta un lievissimo progresso rispetto al Trattato del 2002 con una riduzione da 1700 a 1675 del numero massimo delle testate nucleari. La novità principale scaturita dal summit è di tono. Ben venga. I due Paesi dimostrano l’intenzione di dialogare, rinunciando alla retorica da Guerra fredda che hanno caratterizzato l’ultima fase della presidenza Bush. Mosca, come ho spiegato in questa analisi, persegue ...

Obama tende la mano e il mondo ne approfitta…

In pochi giorni, un altro mondo. Molto diverso da quello auspicato da Barack Obama nei discorsi degli ultimi cinque mesi e culminato al Cairo con l’appello all’Islam. Il presidente americano era convinto che fosse sufficiente cambiare registro rispetto a Bush e desiderare ardentemente la pace per creare un nuovo clima internazionale. E invece scopre che: 1) In Iran ha vinto Ahmadinejahd e l’America non solo non vuole, ma nemmeo può far nulla per aiutare i giovani scesi nelle strade della capitale e di altre città. La prospettiva più realistica è che  Teheran non cambi rotta sull’atomica né verso Israle e i Paesi arabi sunniti. 2) La crisi con ...

Quando Obama supplica il mondo…

Obama non vede l’ora di avviare una nuova distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l’Iran e, secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l’economia lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente ...

Obama? Abbandonerà l’Ucraina alla Russia…

Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia. L’intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti, perchè “l’America non ha abbastanza potere per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici” e dovrà rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman “gli Usa hanno bisogno che Mosca ...

Un mese di Georgia: Mosca ha vinto, l’Occidente ha perso

Ieri Sarkozy è volato ancora una volta a Mosca e, come era accaduto un mese fa, Medvedev si è preso gioco di lui. Non ha esposto la bandiera della Ue e ha ironizzato sui negoziati di Ginevra anticipando che li considera inutili. Che cosa ha ottenuto il presidente francese? L’invio di 200 osservatori e la promessa generica di un ritiro dalle zone della Georgia entro il 15 ottobre ovvero praticamente nulla. L’America continua a dar fiato alla retorica pro-Georgia, anche in campagna elettorale. Ma con quali risultati? Ben pochi e dopo tante polemiche, Washington ha annunciato una misura concreta: la ...

La guerra è finita o inizia solo adesso?

Sì, i cannoni non sparano più in Georgia, ma se esaminiamo quel che è accaduto in questi giorni da un punto di vista strategico, non c’è da stare allegri. La guerra potrebbe essere solo agli inizi. Mi spiego: 1) Dal 1989 al 2004 gli Stati Uniti hanno applicato una politica di accerchiamento della Russia, facendo cadere sotto la propria influenza molti Stati nell’Europa dell’Est e nell’Asia centrale, come spiego in questa analisi. 2) Dal 2004 Putin ha cercato di contrastare gli Stati Uniti, ottenendo qualche successo, ma non riuscendo mai a portare il colpo del Ko. In un approfondimento sostengo ...

Guerra nell’Ossezia del Sud: un disastro per l’Occidente?

In un’analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la drammatica guerra nell’Ossezia del Sud. L’Occidente sconta l’effetto Kosovo e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la benedizione dell’Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente per «l’amputazione della Serbia»; l’Occidente, però, lo snobba e lui rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l’Ossezia del Sud e con l’altra repubblica ribelle georgiana, l’Abkhazia. Altri due mesi e al vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare ...

Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo)

Non c’è euforia nelle strade di Mosca all’indomani delle vittoria di Medvedev. L’umore della gente oscilla tra l’indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno  crede all’ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due – Putin e Medvedev – solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ...

L’incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia?

Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l’America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, «esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un ...

Attraversi fuori dalle strisce? In Russia può essere reato politico

Nella Russia di Putin anche attraversare la strada fuori dalle strisce pedonali può essere un reato politico. Da ieri lo sa Vladimir Bukovski, l’ex dissidente sovietico, che è stato fermato dalla polizia a San Pietroburgo (ne parlo nella corrispondenza oggi sul Giornale). Bukovski intende candidarsi alle presidenziali di marzo ed è considerato dal regime come un nemico potenziale. Le cose vanno peggio per Garry Kasparov, l’ex campione del mondo di scacchi che un paio di anni fa è sceso in politica. Ha appena scontato 5 giorni di carcere e in un incontro con un gruppo di giornalisti stranieri, tra cui ...
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