20mag 11
Barack Obama sa pronunciare bene i discorsi, soprattutto quando può toccare le corde della speranza e del cambiamento. Il punto più forte di quello pronunciato ieri riguarda la questione israelo-palestinese. Il presidente americano ha proposto di tornare ai confini del ’67 e subito sia Netanyahu che Hamas hanno alzato le barricate. Tuttavia, il gesto resta importante, non tanto per le sue possibilità di applicazione, quanto per il segnale di rottura rispetto all’immobilismo, nel quale si era arroccata Washington nell’ultimo decennio. L’impressione è che l’America voglia tornare ad occuparsi di un tema delicato eppur cruciale. Vedremo quali saranno gli sviluppi, la ...
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20mar 11
Sul Giornale di oggi ho pubblicato un articolo in cui analizzo le vere ragioni (oltre a quelle dichiarate) dell’improvviso interventismo di Sarkozy in Libia. Ragioni che riprendo ampiamente anche sul blog. Sono tre: Politiche – L’anno prossimo la Francia sarà chiamata alle urne per eleggere il presidente e Sarkozy si trova in una situazione disastrosa. Se si votasse oggi verrebbe superato sia dal socialista Strauss-Kahn che da Marine Le Pen. Il problema è che la sua impopolarità non è effimera, bensì radicata nella coscienza degli elettori. In questi frangenti, come sanno gli spin doctor, per recuperare consensi occorre creare un ...
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29nov 10
Ma non doveva essere l’”11 settembre della diplomazia Usa”? A me sembra che lo scoop di Wikileaks stia producendo l’effetto opposto: un gran polverone mediatico che, però, a ben vedere non intacca affatto la credibilità della diplomazia Usa. A uscirne malissimo sono, invece, i nemici dichiarati degli Usa: l’Iran, innanzitutto. Ora sappiamo che, oltre a Israele, anche l’Arabia saudita e altri Paesia arabi premono per un intervento militare. Con due possibili conseguenze: Obama può giocarsi carta sul tavolo dei difficilissimi negoziati con Teheran per dimostrare di voler davvero un accordo pacifico oppure può usare lo scoop per preparare l’opinione pubblica ...
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16ott 10
Piccolo spaccato dell’Italia di oggi. Ci sono i disoccupati chi piangono e trovano spazio da Santoro. Ma c’è anche chi il lavoro non ce l’ha, ma non si premura nemmeno di cercarlo. Anzi, quando qualcuno gentilmente glielo offre nemmeno si degna di rispondere. E’ successo vicino a Bergamo, come spiego in questo articolo, ad Albino per l’esattezza, dove un grande centro commerciale si è impegnato con il sindaco ad assumere 40 a tempo indeterminato 40 disoccupati oppure 80 a tempo parziale.. T Tutti i 130 disoccupati di Albino hanno ricevuto la lettera con cui <il Gigante> li c li convocava per un colloquio, ma ben 59, corrispondenti a ...
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12ott 10
Sì c’è un tempo per tutto. C’era il tempo della lotta ad Al Qaida, all’indomani dell’11 settembre. Quella guerra era inevitabile, è stata vinta ma non conclusa. C’era il tempo dell’impegno internazionale e l’Italia, dal 2003 nell’ambito della missione Isaf, ha svolto egregiamente la sua parte. Ma quando il mondo si è mosso è venuta a mancare l’America, che anziché dedicarsi alla ricostruzione di un Afghanistan martoriato, anziché far affluire i massicci investimenti economici promessi nel 2002, anziché estirpare definitivamente la rete dei talebani, ha deviato uomini, risorse e attenzione sull’Iraq, dando modo ai talebani di riorganizzarsi e ha chiuso gli occhi ...
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13set 10
Ci siamo: a Basilea stanno per varare le nuove regole bancarie ed è già partito lo spin per dare l’impressione all’opinione pubblica che la lezione della grande crisi è stata imparata. Grandi analisi, titoli rassicuranti. Ma è un passo nella giusta direzione? Sono perplesso per questi motivi: 1) La tempistica. In risposta a una crisi maturata negli anni 2000, ed esplosa nel bienno 2007-2008, le nuove norme entreranno in vigore il primo gennaio 2013 con un periodo di transizione destinato a concludersi nel 2018. Dov’è l’urgenza? 2) Le regole. Saranno inasprite le norme per le attività di trading, verrà aumentato il ...
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05ago 10
Alla larga dai moralisti, spesso sono i primi peccatori. Fini ha fatto della questione morale e della legalità il suo vessillo, ma ora si trova in una situazione oggettivamente imbarazzante. Mi riferisco, ovviamente, alla vicenda della casa di Montecarlo. Sono passati dieci giorni da quando il Giornale ha sollevato il caso che ha fatto emergere imbarazzanti coincidenze. Una casa a Montecarlo donata da una facoltosa signora romana ad Alleanza nazionale, che nel 2008 venne venduta a una misteriosa società anonima creata 40 giorni prima in un paradiso fiscale; venduta a un prezzo irrisorio: 300mila euro ovvero il valore di un ...
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30lug 10
Hanno rotto. Ed era inevitabile. Ma ora si apre la partita per il futuro. Berlusconi nelle ultime settimane sembrava messo all’angolo, tempestato dagli scandali, dalle insinuazioni, dalle polemiche che non riusciva nè a intercettare, nè a prevenire. Ma proprio quando sembrava prossimo al KO, il Cavaliere è riescito a sorprendere tutti, sgusciando via e riconquistando il centro del rin, come peraltro ha già fatto più volte in passato. Non c’è dubbio che l’accelerazione improvvisa delle ultime 48 ore abbia colto in contropiede Fini, il quale sperava di continuare a logorare Berlusconi dall’interno del Pdl, fino a eroderne in modo significativo ...
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26lug 10
Lo scoop di Wikileaks che poche ore fa ha diffuso 92mila file segreti del Pentagono dimostra che per sei anni il governo americano ha mentito ai media. Sia chiaro: nessuno si aspetta che dalle autorità trapeli sempre la verità, ma qui siamo di fronte a una colossale manipolazione della realtà. Scopriamo stragi di civili fatte passare sotto silenzio, collusioni imbarazzanti dei servizi pakistani con Al Qaida, missili americani Stinger, che erano stati forniti a Bin Laden negli anni Ottana e poi usati contro le forze americane. Veniamo a sapere che la situazione sul terreno è molto peggiore di quanto avessero ammesso ovvero che ...
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13lug 10
Più volte su questo blog abbiamo criticato le tre agenzie di rating, evidenziandone la scarsa credibilità. Ce ne sono soltanto tre, operano in regime di oligopolio e sono finanziate dalle stesse società che sono chiamate a giudicare. Nel giorno in cui Moody’s abbassa la valutazione del debito portoghese, Pechino annuncia la nascita della propria agenzia di rating. Si chiama Dagong e va a rompere l’oligopolio perfetto. Ci vorrà del tempo valutarne l’affidabilità, ma Dagong ha iniziato col botto, dando i voti ai debiti dei Paesi sovrani. Voti che risultano alquanto diversi da quelli di Moody’s, S& P, Fitch. Gli Usa, ...
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01lug 10
Negli ultimi giorni abbiamo parlato di Iran e di Afghanistan, ma per completare il quadro strategico in quest’area è più che mai opportuno parlare di Pakistan. Qualche giorno fa il regime di Islamabad ha firmato l’accordo per costruire un gasdotto con l’Iran, gasdotto che molto probabilmente finirà in Cina, come ha osservato Enrica Garzilli, attentissima osservatrice di vicende asiatiche. Gli Usa hanno tentato di far desistere il proprio alleato, il quale però non li ha ascoltati. Lo stesso Pakistan ha deciso di mettere sotto sorveglianza siti come Google, Yahoo e Youtube, che rischiano la chiusura per diffusione di contenuti antisilamici. ...
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27giu 10
I giornalisti hanno i riflessi lenti o forse sono talmente abituati a ricevere lo spin da aver perso la capacità di discernere in modo autonomo le notizie. I grandi titoli del G8 riguardavano oggi la spaccatura sulla tassa sulle banche, i timori per la ripresa, con una coda italiana sul caso Brancher. Eppure c’era una notizia. Vera. Riguarda Israele e l’Iran, ma è stata registrata come un elemento secondario dai grandi quotidiani nazionali o addirittura ignorata. Sabato, nel comunicato finale del summit gli otto Grandi hanno dichiarato: «Siamo profondamente preoccupati per la continua mancanza di trasparenza dell’Iran riguardo alle sue ...
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