In arrivo un Grande Fratello, si chiama Fmi…

L’altro giorno ho pubblicato sul Giornale questo articolo in cui evidenziavo un paradosso. A quanto pare l’attacco all’euro è stato rintuzzato, ma il sistema basato sulla finanza esce, paradossalmente, rafforzato. È quel mondo a dettare l’agenda, a imporre cambiamento epocali. Un anno e mezzo fa per rimediare agli errori delle banche, i Paesi occidentali mandarono all’aria la disciplina finanziaria faticosamente perseguita per quasi vent’anni. Ora sono state violate regole che si consideravano sacre. Aiuti agli Stati in difficoltà? «Inconcepibile, sia il Trattato di Lisbona che quello di Maastricht li vietano espressamente», ci dicevano. Acquistare titoli di Stato in sofferenza? «Impossibile, lo statuto […]

  

Ma perché diamo ancora retta alle agenzie di rating ?

Le agenzie di rating, come noto, danno i voti a chi emette titoli di Stato e obbligazioni. Un anno fa abbiamo scoperto che erano inaffidabili. Erano finanziate dalle stesse società che poi erano chiamate a giudicare,  per anni hanno commesso errori colossali, mantenendo doppie e «triple A» a compagnie come Enron e Lehman Brothers fino al giorno del fallimento, abbiamo scoperto intrecci finanziari sconcertanti, connivenze eclatanti. Insomma, dei carrozzoni. Un anno fa le autorità americane avevano promesso che le avrebbero riformate. Standard & Poor, Moody’s, Fitch sono private e agiscono in regime di oligopolio sotto licenza degli stessi regolatori statunitensi. […]

  

Goldman Sachs sotto accusa per frode. Svolta o fuoco di paglia?

Dopo un lungo torpore, la Sec, autorità di controllo di Borsa, ha accusato Goldman Sachs per frode. Più volte su questo blog ho denunciato l’impunità dei responsabili del crack finanziario del 2008 e questa notizia è benvenuta. Tuttavia è presto per affermare che si tratta di vera svolta. In passato altre volte sono stati aperti procedimenti contro i banksters (banchieri-gangsters), che poi sono finiti nel nulla. La lobby è molto potente e ben radicata. Ed è pronta ad usare l’arma suprema ovvero a indurre un nuovo tracollo delle Borse, secondo la logica: se colpite noi viene giù tutto. D’altronde fu […]

  

La nuova Ue socialista (disegnata da Monti) affosserà l’euro?

Esistono banchieri che sanno muoversi anche in altre dimensioni culturali, sociali, politiche, insomma che hanno una visione più alta della realta. Uno di loro è senza dubbio Konrad Hummler, numero uno di una banca privata elvetica, la Wegelin & Co. Lo conobbi qualche anno fa a un convegno e da allora seguo regolarmente le sue analisi. Ogni due mesi pubblica un bollettino finanziario  in cui espone il suo pensiero. L’ultimo che trovate qui è molto interessante. Hummler è uno dei pochissimi a dare rilievo a una notizia di cui non c’è praticamente traccia sui media  ma che rischia di essere decisiva per il futuro […]

  

Città invivibili ovvero quando l’Italia pensa in piccolo…

Viva i pensatori liberi, quelli fuori dagli schemi, fuori dai giochi di potere, ma competenti, brillanti, originali. Come dovrebbe essere sempre un intellettuale. In teoria, la realtà purtroppo è ben diversa. Antonio G. Calafati appartiene a questa specie rarissima. Insegna Economia urbana alla Facoltà di Economia «Giorgio Fuà» dell’Università politecnica delle Marche, e da poco ha pubblicato un saggio – Economia in cerca di città. La questione urbana in Italia (Donzelli editore) – in cui dimostra gli errori colossali commesi dalle città italiane nel loro sviluppo urbano. Nell’intervista che mi ha concesso spiega la differenza con le atre grandi città europee, come […]

  

Verso un’altra Rivoluzione francese?

La Federal Reserve ha annunciato che lascerà bassi i tassi di interesse ancora a lungo. Perché l’economia è ancora anemica. Giusto o forse no, perché si sta ripetendo lo scenario dei primi anni del Duemila, quando per rimediare allo scoppio della bolla del Nasdaq la Fed tenne i tassi bassi e questo pose le premesse per la creazione di una nuova bolla, scoppiata tra il 2007 e il 2008. Vedendo l’andamento delle Borse c’è da restare perplessi. La disoccupazione resta alta, le prospettive di crescita sono deludenti in tutto l’Occidente, il debito pubblico continua a crescita. Eppure la Borsa vola […]

  

Iraq dopo il voto: una democrazia molto particolare…

Nelle ultime ore ho seguito su blog di diversi giornali, italiani e stranieri, i titoli sulle elezioni irachene. E’ passato lo stesso messaggio: iracheni in massa alle urne, vince la democrazia. Ho letto diversi editoriali in cui più o meno veniva ripetuta la stessa tesi: un passo avanti, ci sono ancora molti rischi, ma è la dimostrazione che l’Irak sta andando verso la normalità e dunque in una vera democrazia. Tutto plausibile, eppure….Osservo che in questo caso lo spin ha funzionato alla grande: siccome pochi giornalisti ormai si occupano regolarmente di Irak e pochissimi ci sono stati girando liberamente è […]

  

Se la politica si riduce a questo…

Nell’estate del 2009 su interner giravano dei fotomontaggi in cui Obama veniva trasfigurato in The Joker, il cattivo del film di Batman. Una goliardata, di cattivo gusto, ma tipica della Rete. Ora salta fuori che il Partito Repubblicano ha deciso di far propria quell’idea e di usarla per  motivare i finanziatori del partito, facendo leva sulla «paura» per il presidente e la sua presunta «agenda socialista» in vista delle elezioni dell’autunno. Politico ha pubblicato un documento interno, di cui trovate qui l’estratto,  e intitolato “L’impero del Male”. Non me ne stupisco: ormai da molti anni il tono e gli stumenti […]

  

Ritiro dall’Irak? No, la guerra continua, cambia solo nome…

Barack Obama è sempre più ondivago. Dopo aver attaccato la Cina per oltre un mese, ha ceduto alle pressioni di Pechino e ha ricevuto il Dalai Lama di nascosto alla Casa Bianca, facendolo passare dal retro, vicino ai sacchi della spazzatura… Ora si profila un’altra clamorosa novità. Altro che ritiro dall’Irak, la maggior parte delle truppe rimarrà nel Paese e la guerra continuerà. Cambierà solo il nome, come spiego qui: non più Iraqi Freedom (libertà per l’Iraq), ma Operation New Dawn ovvero Operazione Nuova Alba. Insomma, il presidente gioca con le parole. Si rifugia nel marketing politico, come sempre. Sa […]

  

Ecco l’intervista al braccio destro di Roubini. Euro a rischio?

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L’altro giorno vi avevo chiesto di “aiutarmi” a preparare l’intervista ad Arnab Das, il braccio destro dell’economista Nouriel Roubini e la vostra risposta è stata come sempre molto positiva: ho ricevuto una cinquantina di domande, metà direttamente dai lettori di questo blog, l’altra metà dai lettori del giornale.it. Non ho potuto porre ovviamente tutte le domande, anche perché le risposte di Das, con cui mi sono intrattenuto per 45 minuti, erano piuttosto lunghe, ma ho cercato di sintetizzare i temi sui quali ho percepito maggiore interesse. Di solito i giornali pubblicano una versione ristretta dell’intervista, ,ma mi sono consultato con […]

  

Vi invito a porre domande al braccio destro di Roubini

Giovedì prossimo uno dei più stretti collaboratori di Roubini, Arnab Das, responsabile delle Ricerche e delle analisi di mercato di Roubini Global Economics, sarà a Milano, invitato da Aberdeen Asset Management, nota società d’investimento patrimoniale. Chi si occupa di economia e finanza sa che Nouriel Roubini è uno dei pochi economisti ad aver previsto la crisi finanziaria del 2008. Ebbene ho ottenuto l’esclusiva per un’intervista con Arnab Das, che sarà affiancato da Kevin Daly, portfolio manager di Aberdeen per le obbligazioni dei Paesi emergenti. E, d’intesa con la redazione de ilgiornale.it, abbiamo deciso di tentare un esperimento innovativo, in sintonia […]

  

Crisi di Google, è iniziata la guerra tra Usa e Cina?

Più volte su questo blog ho scritto come gli Usa fossero ormai succubi della Cina, come la recente visita di Obama a Pechino aveva dimostrato. Cina e Stati Uniti sembravano aver consolidato l’equilibrio che caratterizza da un decennio i loro rapporti. Gli americani chiudevano un occhio sulla violazione dei diritti umani e le loro multinazionali continuavano a fabbricare oltre Pacifico, contribuendo allo sviluppo dell’economia locale. I cinesi si sdebitavano comprando a mani basse i Buoni del Tesoro che consentivano a Washington di finanziare il suo ingente debito pubblico. Intanto Pechino ampliava, con molta discrezione, la propria influenza in Africa, in Asia, persino nell’America latina, […]

  

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