Ma la Padania esiste davvero? In un certo senso sì…

Sgombriamo il campo da un equivoco. Fini, quando afferma che la Padania non è mai esistita, ha tecnicamente ragione. Le stesse pubblicazioni leghiste non riescono a dimostrare l’esistenza di un’istituzione padana consolidata nel corso dei secoli. Giancarlo Pagliarini e Gilberto Oneto, nel loro saggio del 1998, Le 50 ragioni della Padania, popolarissimo tra i simpatizzanti di Bossi, scrivono «che la Padania ha avuto lunghi periodi di unità, con i Longobardi, all’interno dell’Impero Romano-Germanico, con la Repubblica Cisalpina, e poi con il napoleonico Regno d’Italia che comprendeva solo la parte settentrionale della penisola». Citazioni che risultano, peraltro, approssimative. La Repubblica Cisalpina, […]

  

Regionali. Vincono i piccoli e il non-voto, bipolarismo in crisi?

Qualche impressione a caldo sulle regionali. Mi sembra che emergano queste tendenze: – A destra vince la Lega, a sinistra vincono l’Italia dei Valori, un leader fuori dal Pd come Vendola e il movimento dei grillini, che in diverse regioni viaggia intorno al tre percento, con punte del 6% in Emilia. – La coalizione di centrodestra va molto meglio del previsto con la conquista di Piemonte e Lazio ottiene un risultato notevole, insperato. Ma al suo interno è innegabile il calo del Popolo della Libertà, che arretra mediamente di circa 6 punti percentuali. – Nel centrosinistra si conferma l’anemia del […]

  

Quando il sindacato si comporta in modo antisindacale…

La missione di un sindacato è di difendere i lavoratori che subiscono soprusi da parte dei datori di lavoro. Dunque ci si aspetta che il sindacato sia ineccepibile quando assume dei dipendenti. Ma l’Italia è un Paese curioso e la Cgil non sempre coerente. Anzi… Qualche giorno, il mio collega Antonio Signorini ha svelato la storia di una ragazza che la Cgil ha fatto lavorare in nero nei propri uffici calabresi per anni e poi è stata allontanata senza alcun tipo di tutela. L’altro giorno, in questo articolo, ho svelato il comportamento molto disinvolto della Cgil Puglia, che ha chiuso […]

  

Ogni tanto anche i piccoli vincono…

Finalmente una buona notizia: il Senato ieri ha approvato la legge che tutela finalmente chi produce davvero in Italia nei settori tessile, calzaturiero e pelletteria, una legge che impedirà a chi fabbrica i propri capi in Cina o in Vietnam, di usare il marchio Made in Italy. Ne avevo già parlato lo scorso dicembre, in occasione del sì della Camera, ma molti di voi avevano accolto la notizia con scetticismo, temendo boicottaggi e ostruzionismi della grande industria. Che infatti ci sono stati. Le lobby sono riuscite per qualche mese a insabbiare la legge e poi a presentare ben 50 emendamenti. Ma alla […]

  

Grecia, Goldman e… Prodi. Le domande che nessuno pone

Grazie al New York Times ora sappiamo che dietro la crisi greca, ci sono ancora una volta le grandi banche di Wall Street, secondo le stesse modalità che hanno provocato il terremoto dei subprime e il fallimento della Lehman: una truffa contabile realizzata con i derivati (potete leggere una sintesi della notizia in italiano qui). E chi sono le banche coinvolte? La solita Goldman Sachs, vera regina di Wall Street, da cui ranghi sono usciti ben due segretari al Tesoro (Rubin e Paulson) e JP Morgan Chase, che come spiega Massimo Gaggi, è da sempre la banca più vicina al […]

  

Il Pd? Non sa più comunicare…

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Fino a qualche anno tutto si poteva rimproverare alla sinistra, salvo che non sapesse comunicare. Sapeva mobilitare le piazze, coniare slogan che poi diventavano popolari, orientare i giornalisti, anche quelli non progressisti. Era presente e visibile. Da qualche anno invece la comunicazione è diventata un problema per il Pd . E non solo perché i leader di partito o di coalizione succedutisi finora erano poco affascinanti (da Occhetto a Prodi fino a Franceschini e Bersani). Gli errori sono d’impostazione e di linguaggio. Ho l’impressione che il Pd  sia sconnesso dalla società italiana e che, pertanto, le sue campagne non siano […]

  

Travaglio sbaglia: oggi la politica è personalizzazione

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Giovedì scorso mi è capitato di seguire uno spezzone di Annozero, durante il quale Travaglio biasimiava con i consueti toni, la personalizzazione della politica operata da Berlusconi, che a suo giudizio non ha paragoni in Europa. Travaglio è un giornalista, schierato, consapevolmente fazioso e di successo, ma non è un esperto di comunicazione, altrimenti non avrebbe mai fatto un’affermazione del genere. Che ci piaccia o no, oggi la politica è personalizzazione, come spiega molto bene Gianpietro Mazzoleni, in questa intervista. “Oggi i criteri dominanti sono la celebrità, la seduzione, la visibilità. L’ideologia e il partito contano sempre meno, la personalità e il fascino […]

  

Quando la Cgil ostacola le aziende che resistono…

In un Paese moderno, quando le cose vanno male, tutti dovrebbero dare prova di buon senso e aiutarsi reciprocamente, superando schemi e barriere ideologiche. Tremonti, ad esempio, proponendo una tassa sui petrolieri e la speculazione fa un discorso che non è certo di destra, l’altro giorno la Camera, come già scritto su questo blog, ha approvato all’unanimità la legge sul Made in Italy, eppure nella nostra società permangono resistenze anacronistiche, come quelle di un certo sindacato. Sul Giornale oggi racconto la storia emblematica di un imprenditore di origine francese, Alain Houli, che vive e lavora da 30 anni in Italia, […]

  

Miracolo sul Made in Italy. Ma l’Europa farà i nostri interessi?

L’altro giorno è avvenuto un piccolo, grande miracolo: la Camera dei Deputati ha approvato praticamente all’unanimità ( ben 543 sì, un solo no e due astenuti) la proposta di legge che finalmente tutela chi produce davvero in Italia. Presentata dal leghista Reguzzoni è stata sostenuta da tutti i partiti e recepisce le istanze dei”Contadini del tessile” di Roberto Belloli, di cui recentemente mi sono occupato personalmente più volte sia sul blog che sul Giornale e in un certo senso è anche una  nostra vittoria, perchè, come ha ricordato lo stesso Belloli “la grande maggioranza dei media non ha parlato del […]

  

Montanelli? Quando dirigeva il Giornale non era un grande…

La coincidenza mi ha fatto riflettere.Il Giornale da qualche settimana ripubblica le prime pagine dell’era di Montanelli. Ieri sono state riproposte quelle dell’attentato a Indro e un magistrale fondo in cui il mio ex amatissimo e rimpianto direttore (scusatemi, ma esco dalla sua scuola…) rispondeva all’Unità che lo invitata a pentirsi e ad accettare il compromesso storico. Sempre ieri, il mio collega Gigi Mascheroni ha recensito gli ultimi due Meridiani Mondadori dedicati al Giornalismo italiano con i pezzi più belli usciti dal 1939 al 2001. Quelli di Montanelli, ovviamente, sono segnalati più volte: nove per la precisione. Ma tra questi nove non c’è […]

  

Obama un anno dopo, promosso o bocciato in economia?

Domani, 4 novembre, cade il primo anniversario dell’elezione di Obama. In realtà il presidente americano ha iniziato a governare solo il 20 gennaio 2009, ma la data è simbolica e permette un primo bilancio del suo operato. Recentemente abbiamo parlato della sua politica estera, ora è il caso di tentare un consuntivo sulla sua gestione dell’economia. Un anno fa la sua sembrava una missione impossibile: il sistema finanziario mondiale era sull’orlo del fallimento, mentre l’economia mondiale, trascinata da quella americana, galoppava verso la recessione più pesante degli ultimi 70 anni. Oggi la situazione appare decisamente migliore: il «credit crunch» è […]

  

Il Pd vota, ma ha già perso. E Bersani sembra Ferrini…

E’ una delle regole della politica moderna: vince chi riesce a stabilire l’”agenda” ovvero ad imporre all’opinione pubblica e dunque anche ai propri avversari i temi da lui scelti e dunque a pilotare costantemente il dibattito. Sarkozy durante le presidenziali francese 2008, costrinse Ségolène Royal a inseguirlo costantemente sulla sicurezza, le tasse, le conseguenze del ’68, il rilancio dell’economia. Era lui a dare il tono. Nemmeno una volta, nelle fasi finale della campagna la Royal riuscì a lanciare un argomento vincente e perse. L’anno scorso Obama allungò in modo decisivo, quando la necessità di un cambiamento divenne prioritaria per gli […]

  

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