E ora chi rischia di più è… Grillo

Andate a riascoltarvi il discorso con cui Napolitano affidò l’incarico a Bersani, c’era scritto tutto: il presidente voleva continuità rispetto al governo Monti ovvero voleva un governo di intesa tra destra e sinistra con un premier accettabile da tutti, dunque sopra le parti. Bersani era morto in partenza come avevano capito tutti tranne lui, che ha commesso lo stesso errore di Monti: per vanagloria personale ha perso due volte. Non ha ottenuto l’incarico e ora, come Monti, non conta più niente. Il suo flop, infatti, è funzionale al disegno di Napolitano: essendo un leader bruciato – e non avendo nulla ...

Così si manipola l’opinione pubblica

Sono cose che capitano nella Rete. Scrivo un post su “il cuore del mondo”. Claudio Messora, autore di uno dei blog più seguiti d’Italia Byoblu, lo legge, lo apprezza e mi chiama per una videointervista in cui parlo di spin doctor, di come sia possibile influenzare l’opinione pubblica all’insaputa dei cittadini e dei giornalisti, delle tecniche di comunicazione usate contro e a favore di Beppe Grillo. E ancora una volta si è prodotto un piccolo grande miracolo: quando spieghi e analizzi, senza anteporre le tue idee, quando dimostri equilibrio e onestà intellettuale, pur con l’audacia di pensieri non certo conformisti, ...

Grillo e gli Usa, ma è vero amore?

I ripetuti annunci americani favorevoli a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle hanno suscitato diverse reazioni di comprensibile stupore e talvolta di sconcerto, sia a destra che a sinistra. Che sta succedendo? Perché gli Usa tendono la mano a Grillo? Una risposta politicamente corretta è la seguente: l’America paladina della democrazia vede con favore lo sviluppo di un movimento popolare come quello dele Cinque stelle. Corretta e in parte plausibile ma, ne converrete, non del tutto convincente. Washington è abituata a calibrare con attenzione le proprie mosse di politica estera e l’idealismo non rappresenta certo la bussola strategica degli ...

Far fuori Berlusconi. E poi Grillo

Ora si capisce perché il Pd si ostina a rifiutare l’accordo con il PdL. In queste ore sta emergendo , per chi è capace di leggerlo, il piano C alternativo sia all’intesa con il centrodestra che a quella con il Movimento a 5 stelle. Il nuovo scenario prevede l’implosione del Popolo delle Libertà e la formazione di una nuova maggioranza, in Senato, possibile con il sostegno di poche decine di transfughi del centro-destra. L’offensiva giudiziaria scatenata contro il Cav è davvero impressionante, non tanto per la gravità delle accuse (in passato ha subito attacchi ancor più pesanti), quanto per la ...

Bersani affonda anche Renzi?

E ora, che succede nel Pd? Bersani è bruciato, i vecchi come D’Alema scalpitano ma non capiscono il Paese. Molti invocano Renzi, non accorgendosi però che Renzi è in una situazione imbarazzante. Non può diventare premier, perchè sarebbe il capo di un governo senza chiara maggioranza, ricattabile dunque intrinsicamente debole; dunque impossibilitato a lavorare. Renzi non può far fuori Bersani, perché gli direbbero: tocca a te. Ma non ha nessun interesse a diventare leader di questo partito in questo momento. Secondo il Corriere della Sera, Renzi sarebbe disposto a diventare premier solo su sollecitazione di Napolitano e a capo di ...

Ventimila lettori in un giorno… su questo blog

“Il cuore del mondo” ha stabilito un nuovo record: ben 20mila lettori ieri hanno letto il post “Cosa c’è dietro a Grillo. E ora governissimo”. Ventimila lettori in un solo giorno per un  semplice blog è un traguardo considerevole. Ed é molto signficativo che quel post – analitico e pacato nei toni – ieri abbia attirato commenti meno numerosi del solito, ma di grande qualità benché molto differenziati nella valutazioni e nell’orientamento politico. A conferma che il giornalismo che spiega e che fa riflettere paga. Eccome se paga. Grazie di cuore a tutti voi. Il viaggio continua…

  

Cosa c’è dietro a Grillo. E ora? Governissimo

E ora? I risultati richiedono pochi commenti, sono chiarissimi: Bersani un disastro, Monti polverizzato e ininfluente, Berlusconi straordinario se si pensa da dove partiva nei sondaggi, Grillo vero vincitore delle elezioni con un risultato oltre ogni aspettativa. Attenzione, però: Grillo, come ho già ho avuto modo di sottolineare, è stato oltre che bravo, fortunato: se non ci fossero stati gli scandali MpS, Finmeccanica, Formigoni, rimborsi spese, eccetera che hanno provocato un’ondata di disgusto per la politica, non sarebbe mai riuscito a raggiungere il 25%. Il Paese ha premiato l’unico leader che non si è mai compromesso con la partitocrazia e ...

Grillo sempre più su. E gli altri…

Campagna chiusa. E’ tempo di bilanci, non sui risultati ma sugli ultimi giorni di propaganda. Questo il responso: 1) Grillo: assoluto vincitore. Le ragioni che ho illustrato nel mio post (il vincitore è Grillo ) hanno trovato conferma. Grillo non ha sbagliato un colpo mediaticamente e capitalizza il clima di disgusto che i magistrati, gli scandali e i colpi bassi tra gli altri candidati hanno creato nel Paese. La gente è stufa, nauseata e vota per l’unico che non è invischiato nella politica. Tuttavia che sia un voto saggio è tutto dav vedere…Non si è mai visto un movimento che ...

Il vincitore è… Grillo! (e cosa rischia davvero Berlusconi)

Bersani perde a meno che… concludevo così il mio ultimo post. A meno che non sappia ribaltare la dinamica di una campagna elettorale che lo vede sempre più ai margini. Obiettivo che può essere ottenuto solo in due modi: 1) Il più logico, il più nobile: Bersani dovrebbe uscire in questi ultimi dieci giorni con una o possibilmente due grandi proposte che lo rimettano al centro dell’attenzione pubblica e che colpiscano una sensibilità condivisa da un numero molto elevato di italiani o perlomeno di quella fetta di elettori ancora indecisi che determineranno l’esito delle elezioni. E’ il colpo di scena ...

Dite a Bersani che così perde

Non è una questione politica, ma solo di comunicazione. Un leader, per vincere, deve rispettare quattro semplici regole: 1) occupare lo spazio mediatico 2) dettare l’agenda della campagna elettorale ovvero costringere gli altri candidati a discutere i temi che egli riesce a imporre all’attenzione dell’opinione pubblica 3) creare un legame identitario molto forte con gli elettori, i quali solo in parte votano con la mente, ma cercano il candidato che più gli assomiglia, che più ispira fiducia, che più sentono vicino. E lo fanno in maniera inconscia, assecondando l’istinto e le percezioni, più che il ragionamento. 4) dimostrare che la ...

Il cane di Monti… non morde (gli elettori). E quello di Berlusconi…

Gli americani di una certa età ricordano ancora il nome del cane di Nixon: Millie. E non a caso: uno studio dimostrò che il barboncino nero del presidente repubblicano era citato in televisione più di qualunque altro ministro. Se oggi citate il nome “Socks”, molti cinquantenni, anche in Italia, vi diranno che era il gatto di Bill Clinton, il quale aveva anche un labrador. George Bush di cani ne aveva due e quando uno si rifiutò di salire sulla scaletta dell’Air Force One, di fronte ai fotografi che immortalarono la scena, la sua popolarità aumentò di due punti. Obama, quando ...

Obama, vendetta o giustizia? La multa per i subprime non convince…

Ma è davvero un attacco alla finanza quello lanciato nelle ultime ore da Obama, che ha fatto causa a Standard & Poor’s per i mutui subprime? C’è da dubitarne. Vediamo perché. A sbagliare le valutazioni sui mutui subprime, che ricevettero la AAA mentre erano titoli speculativi, non fu solo Standard & Poor’s ma anche anche le altre due agenzie di rating, Fitch e Moody’s. Tuttavia solo la prima è stata incriminata. Perché questa discriminazione? La Casa Bianca non ha saputo fornire risposte plausibili, tuttavia chi ha buona memoria ricorderà che Standard & Poor’s nel 2011 abbassò per la prima volta ...
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