Pazzesco: Gentiloni sta per imporre la censura sul web. Fermiamolo!

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Il Fatto Quotidiano ne ha scritto stamane e con notevole chiarezza a firma di Fulvio Sarzana. E merita di essere ripreso e rilanciato. Anzi, urlato. Da mesi diversi opinionisti, tra cui il sottoscritto, denunciano la tendenza da parte dei governi impongano la censura sul web. Ebbene, zitto, zitto, colui che si presenta come un rassicurante moderato, e che ha l’aspetto di un cagnolone innocuo, sta facendo approvare una delle leggi più liberticide della storia politica italiana. Sì, avete capito a chi mi riferisco: al premier Paolo Gentiloni, che ha scelto la forma del disegno di legge per far approvare un […]

  

Quirinale, ci vorrebbe un Francesco

Nelle prossime sapremo chi sarà il presidente della Repubblica. E la cosa migliore che potrebbe capitare all’Italia e che dal Conclave parlamentare un Presidente diverso, sorprendente, capace di scuotere il Paese dal torpore, dalla paura, dall’insoddisfazione, dal quel clima di negatività che sembra permeare tutto. La Chiesa sembrava sull’orlo del baratro ma è riuscita a eleggere un Papa, Francesco, di cui sarebbe sin d’ora sbagliato prevedere la grandezza, ma che ha avuto un merito enorme: ha ridato fiducia e lustro all’istituzione, grazie alla sua spontaneità e a una credibilità personale indiscutibile. Io non sono mai stato un fan di Obama (anzi), però nel 2008, […]

  

Crolla il risparmio. Ma l’Italia può rinascere?

Capita molto spesso che amici stranieri mi chiedano spiegazioni su quello che considerano il mistero italiano. Arrivano qui pensando a un Paese in crisi, tormentato dal debito pubblico e dalla malavita, ma si accorgono rapidamente che il tenore di vita medio è alto, l’esibizione degli status simbolo ostentata e strabuzzano gli occhi quando apprendono che quasi nove italiani su dieci sono proprietari di case e che la maggior parte di loro con il mutuo già estinto, contrariamente a quanto accade negli altri Paesi europei. Capire l’Italia è difficile, eppure esiste una spiegazione logica: gli italiani sono da sempre grandi risparmiatori […]

  

Obama-Sarkò d’accordo per “spartirsi” la Libia?

Sarkozy sperava nella guerra per risalire nei sondaggi, ma alle amministrative di ieri ha perso clamorosamente. Voleva guidare l’Europa, ma si è trovato sul banco degli imputati. Pretendeva il comando militare, ma ha dovuto cederlo alla Nato. Insomma, Sarkozy è costretto a subire molte sconfitte, però non molla. Un po’ è questione di carattere. Come spiego in questo articolo, Sarkozy ha una personanlità davvero complessa. Il problema psicologico è evidente, eppure potrebbe esserci dell’altro. Una domanda, però, sorge spontanea: possibile che il mondo lo lasci fare e, soprattutto, che l’America si lasci relegare in secondo piano con tanta facilità? Come […]

  

La Lega pensa (sul serio) alla secessione?

Nel giorno del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, a far titolo è stata ancora una volta la Lega. In pochi giorni abbiamo visto: – centinaia di consiglieri regionali abbandondare l’aula quando è stato suonato l’Inno nazionale, – consiglieri comunali a Milano spostare provocatoriamente in piazza le scrivanie per dimostrare che non lavoravano e non festeggiavano, – il presidente del Consiglio regionale, Boni, dichiarare che l’Alzabandiera è fascista, – Borghezio insultare l’Inno e pronosticare a breve un’Italia divisa in due “come il Belgio”. Poi Bossi ci ha messo una pezza: è andato in Parlamento a seguire le celebrazioni con i tre ministri […]

  

L’Italia resta comunale. E finisce colonizzata

Dunque anche Bulgari è stata ceduta ai francesi. Mi ha colpito una frase del fondatore, che in un’intervista a Repubblica ha dichiarato: Perché avete venduto ai francesi? “Perché non c’è stato un italiano disposto ad allearsi con noi! E non sa quanto mi spiace. Per cinque anni abbiamo cercato partner tricolori, pronti anche ad andare in minoranza. Ci hanno risposto tutti picche. Certo rimane un po’ d’amarezza per questo Paese…“. In che senso? “C’è una totale disattenzione all’eccellenza. Mi tolgo un sassolino dalla scarpa: noi diamo lavoro a tanta gente in Italia, siamo un gruppo trasparente che non ha mai […]

  

Il Cav, l’Economist e le amnesie sul Bilderberg

Avevo scritto un post per il Cuore del Mondo , che nel frattempo è diventato un articolo per il sito del Giornale, ma che non riununcio a pubblicare anche sul blog… Eccolo… Non sopporto il moralismo dell’Economist. Non sopporto la sua tendenza a valutare il mondo con due pesi e due misure. Non sopporto quel tono da giornale di fronda, ma molto chic, che in realtà nasconde un conformismo assai politically correct. Andate a ripercorrere la storia di questo settimanale. Quante sono le denunce davvero coraggiose e fuori dagli schemi? Pochissime, quasi inesistenti. Si da apprezzare per le sue analisi […]

  

Padoa Schioppa, qualcuno poi dirà la verità?

Tommaso Padoa Schioppa é morto ed essendo stato un economista di spicco, che ha ricoperto diversi incarichi prestigiosi merita di essere salutato con cordoglio. Temo, però, che ancora una volta il Paese sprofonderà nella retorica, nell’iperbole, nell’esaltazione di “un grande italiano”. E tutti a piangerlo, a esaltarlo, a prostrarsi per una “perdita incolmabile”. A me piacerebbe, invece, che venisse raccontato per quello che era. Non un “patriota” italiano, ma un italiano di successo che si é dimostrato sempre più sensibile agli interessi dell’establishment finanziario internazionale che a quelli del proprio Paese. Padoa Schioppa era legato a quell’establishment e, in quanto […]

  

Vivere felici in barba agli economisti…

Nei giorni scorsi ho scritto un articolo sul miracolo del North Dakota, l’unico Stato americano che ha rifiutato di aderire al Federal Reserve System. L’ho scritto seguendo il suggerimento di uno dei partecipanti più assidui di questo blog, Silvio, che sono lieto di ringraziare. Potete leggere l’articolo qui. . La morale é molto semplice: felicità è vivere senza la Fed. Ovvero: il North Dakota dipende da una Banca centrale indipendente, la quale, anziché rincorrere e propagare le chimere dei mercati finanziari, opera dal 1920 al servizio della comunità con risultati strepitosi: crescita sostenuta, nessun deficit, disoccupazione bassissima. Al punto che […]

  

Basta sciocchezze sul Veneto egoista…

Per giorni la grande stampa ha ignorato la tragedia in Veneto, poi ha iniziato a occuparsene, ma svogliatamente, come se si trattasse di un dramma marginale. E da qualche giorno, a sinistra, fioccano commenti strampalati o scioccamente provocatori. Ad esempio, Michele Serra, ieri su Repubblica, ha scritto: “Se oggi viene percepito come “cosa dei veneti” un dramma che fino a pochi anni fa sarebbe stato condiviso da tutta la nazione, è anche colpa del localismo cieco e masochista che ha avvelenato il Nord. La forsennata speranza di fare da soli, di non avere bisogno degli altri, di potersi chiamare fuori […]

  

La voce (commovente) dell’Italia migliore

Del Giornale del mio maestro Indro Montanelli mi piacevano da un lato l’anticonformismo ideologico in un’epoca in cui tutti gli intellettuali andavano a sinistra, dall’altro la capacità di essere autenticamente, splendidamente umano e altruista anche in questo caso controcorrente, smentendo il luogo comune, anche quello di sinistra, secondo cui la destra era cinica, spietata, egocentrica. Rileggetevi gli elzeviri di Pampaloni, Arpino, Carlo Laurenzi, i racconti di Dino Buzzati, che partecipò alla fondazione del Giornale, prima che la malattia lo portasse via, i reportage di Egisto Corradi, la saga familiare di Giorgio Torelli, i ritratti dello stesso Montanelli: tramandano la sensibilità […]

  

Riforme strutturali? Un mistero buffo (o tragico)

Ci risiamo: l’Unione europea invita l’Italia a varare le “riforme strutturali”, idem l’opposizione, naturalmente la Banca d’Italia dell’immancabile Draghi, e il Fondo monetario internazionale, persino alcuni sindacalisti. Già, ma quali riforme? In uno splendido volumetto di qualche anno fa, Antonio G. Calafati,  docente di Analisi delle politiche pubbliche all’Università Giorgio Fuà di Ancona, dimostrò un difetto ricorrente della grande stampa italiana, quello di proclamare una verità assoluta su un argomento di attualità, senza però spiegarne mai le ragioni. Lo studio di Calafati Dove sono le ragioni del sì?, (2006, ed Laissez Passer) si soffermava sul principio secondo cui la Tav era […]

  

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