La Polverini se ne va, come era inevitabile. E se ne nel peggiore dei modi, minacciando, ora, di raccontare tutto quello che sa: “Da domani – dice Polverini – ciò che ho visto lo dirò. Le ostriche viaggiavano comodamente già nella giunta prima di me, quindi io non ci sto, non ci sto alle similitudini e nessuno si permetta di dire una parola su me e i miei collaboratori”. La domanda che mi sorge spontanea è: perché solo adesso? Se il marciume era evidente, palese, palpabile andava denunciato prima, durante, dimostrando coraggio e senso civico. Invece la Polverini si è […]