images77images55

 

images66untitled33untitled44

 

 

 

 

Alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, sul Canal Grande.PLESSI. LIQUID LIFE. Il flusso della memoria. 1000 progetti, l’antologica di Fabrizio Plessi sul tema dell’acqua. All’Arsenale, la grande installazione “LIQUID LIGHT” composta dalle Llaüt, le tradizionali barche delle isole Baleari. Venezia, città d’acqua, ospita “PLESSI IN VENICE”, un grande progetto, interamente dedicato a questo elemento naturale, interpretato da Fabrizio Plessi (Reggio Emilia, 1940), uno tra i maestri italiani più riconosciuti e apprezzati a livello internazionale. Proprio l’acqua è una delle cifre più caratteristiche del lavoro dell’artista. Elemento che, fin dal 1968, guida molte delle sue creazioni, siano esse installazioni, film, videotape e performance. Come ha avuto modo di ricordare lo stesso Plessi, “l’acqua è sempre stata il motivo dominante della mia vita e del mio itinerario artistico e culturale”. PLESSI IN VENICE si compone di due momenti distinti, entrambi a cura di Marco Tonelli. Il primo è l’esposizione “PLESSI. LIQUID LIFE. Il flusso della memoria. 1000 progetti”, organizzata dal Polo Museale del Veneto in collaborazione con la Fondazione Alberto Peruzzo, con il patrocino di EXPO 2015 e del Padiglione Italia EXPO 2015, fino al 22 novembre 2015 alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, palazzo di grande suggestione e ricco di storia, che si affaccia sul Canal Grande di Venezia. Alla Ca’ d’Oro Plessi ha pensato a una videoinstallazione in cui schermi, inseriti all’interno di tavoli, rimanderanno le immagini di un “flusso elettronico” di acqua, a rappresentare idealmente il flusso dei pensieri e dell’intera sua vita creativa. Le opere sono in grado di innescare visioni pittoriche di grande suggestione. “Penso che il video – afferma l’artista – formi con l’acqua un binomio perfetto: l’acqua è un elemento cangiante, antico, ancestrale primordiale, il video è un elemento della contemporaneità: entrambi sono fluidi, instabili. Entrambi emanano un bagliore azzurro”. Lo stesso bagliore che Plessi ha potuto incontrare nelle invenzioni di Tintoretto e di Tiziano, e che ebbe modo di studiare e di apprezzare proprio vivendo in una città d’acqua come Venezia. Tavoli come scultura ma anche contenitori di mille disegni che rappresentano il nucleo ideativo e progettuale dei suoi lavori. “Se la luce, pura elettricità – afferma il curatore, Marco Tonelli – è la materia primordiale che anima la tecnologia, il disegno è in Plessi memoria, vissuto personale e immaginazione che dà forza ad un altro tipo di energia, quella interiore dell’artista stesso, capace di captare le vibrazioni di una modernità che un grande sociologo del nostro tempo come Zygmunt Bauman ha definito liquida”. L’altro evento, organizzato dalla Fondazione Alberto Peruzzo, col patrocinio del Consiglio Regionale Veneto e di VENICE TO EXPO 2015, propone nelle stesse date alla Tesa 94 all’Arsenale, un’unica grande installazione, dal titolo “PLESSI. LIQUID LIGHT”, che per la prima volta da quarant’anni a questa parte non reca traccia alcuna di monitor o schermi al plasma, ma solo una tenue e misteriosa luce azzurrina (che ricorda la luce della televisione), che fuoriesce dalle chiglie di quattordici barche rovesciate, le llaüt, imbarcazioni tradizionali delle isole Baleari per la pesca a strascico e il sottofondo sonoro delle onde del mare. A seguito dell’intervento della Comunità Europea che incentivava la loro dismissione, molte llaüt furono abbandonate dai pescatori. Fabrizio Plessi, dopo una fase di minuziosa ricerca e recupero a Mallorca, ha voluto dar loro nuova vita rendendole contenuto e contenitore di questa installazione che omaggia il Mediterraneo. Il progetto PLESSI IN VENICE è accompagnato da due cataloghi Peruzzo Editoriale: uno specifico dedicato alla mostra in Ca’ d’Oro, un altro per l’installazione dell’Arsenale.

Fabrizio Plessi (Reggio Emilia, 1940), ha compiuto i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha poi insegnato per molti anni. Usando il video come strumento artistico, ha tracciato un percorso innovativo che lo ha reso celebre in tutto il mondo. Cofondatore della Kunsthochschule für Medien di Köln ha insegnato Umanizzazione delle Tecnologie e Scenografia Elettronica. Al Ludwig Museum di Köln famosa è la sua installazione Bombay-Bombay. Partecipa a 14 edizioni della Biennale di Venezia dal 1970 fino all’ultima del 2011 con Mari Verticali al Padiglione Venezia. In Italia è stato premiato dalla Quadriennale di Roma nel 1999. Nello stesso anno la Kestner Gesellschaft di Hannover lo premia come artista dell’anno con il premio NLB. Nel 2002 antologica Paradiso/Inferno alle Scuderie del Quirinale di Roma. Ha realizzato oltre 500 mostre personali, dal Centre Pompidou di Parigi (1982) al Guggenheim di New York (1998), dal Museum of Contemporary Art di San Diego (1998) al Guggenheim di Bilbao (2001). Partecipa a Documenta VIII di Kassel (1987) con la celebre installazione Roma. E’ presente a Berlino nel 2003 con una antologica al Martin Gropius Bau. Sempre a Berlino realizza una grande installazione per il Sony Center in Potzsdammer Platz. Collabora con i musei più importanti in Austria come il Kunshistoriche Museum, il Museum Ludwig e la Neue Galerie di Linz. Anche i paesi emergenti hanno in Plessi un sicuro riferimento, come dimostra l’inaugurazione del nuovo Museo d’Arte Contemporanea di Rabat nel 2006. Partecipa alla Biennale del Cairo come artista d’onore nel 2001; così come a quella di Sharjah, di Saõ Paulo e di Gwangju in Corea nel 2000. Dal 2008 collabora con il gruppo Louis Vuitton, affiancando la sua arte agli eventi della celebre casa francese, come ad esempio l’America’s Cup. Stretti i rapporti con l’industria come dimostrano i suoi legami con BMW, Dornbracht, Loewe, Swarovski, Calvin Klein. Intellettuali e musicisti come Robert Wilson, Philip Glass e Michael Nyman hanno lavorato con lui. Indimenticabili le sue scenografie elettroniche realizzate per il concerto di Luciano Pavarotti al Central Park di New York nel 1993. Monumenta ad Agrigento è la sua ultima grandiosa installazione realizzata all’interno della Valle dei Templi. Il 21 giugno 2013 inaugura al Passo del Brennero il Plessi Museum, che ospita una sede espositiva permanente dedicata alla sua arte ed è il primo esempio italiano di spazio museale in autostrada. Nel 2014 viene insignito del Premio Pino Pascali: il Museo e la Fondazione che a Polignano a Mare ricordano il grande artista pugliese gli dedicano una personale.

 Carlo Franza

 

Tag: , , , , , , , ,