FARHAN SIKI. Con “Trace” a Milano la mostra di un campione del contemporaneo.

Farhan Siki, Dirty last supper, 130 x 200cm, spray paint on canvas, 2015 Farhan Siki & Banca Generali9 - Farhan Siki8 - Farhan Siki10 - Farhan SikiFarhan Siki, Mur(war)kami_200x180 cm_201518 - Farhan Siki

La sede di Banca Generali Private Banking, in Piazza Sant’Alessandro 4 a Milano, ospita fino al 30 settembre 2016 una mostra che presenta una serie inedita di tele realizzate da Farhan Siki, street artist indonesiano, tra i più apprezzati a livello internazionale. L’esposizione “Trace”, curata da Rifky Effendi, propone un ciclo di opere appositamente pensato per questo appuntamento, in cui Farhan Siki attinge le icone più riconoscibili e famose della storia dell’arte occidentale, da L’Ultima Cena all’Uomo Vitruviano di Leonardo, da Adamo ed Eva di Michelangelo all’esperienze del Bauhaus, e le rielabora con una sensibilità e una tecnica contemporanea. Ecco […]

  

L’Aprile di Antonio Fontanesi e la rivoluzione del paesaggio. La lezione di un romantico in mostra a Milano.

Fontanesi A-AprileFontanesi A. - Aprile (Rive del lago di Bourget), olio su tela 102 x 153 cm (particolare 1)Fontanesi A. - Aprile (Rive del lago di Bourget), olio su tela 102 x 153 cm (particolare 4)Fontanesi A. - Campagna nel Delfinato, olio su tavola 26,5 x 39,6 cm

Le Gallerie Maspes di Milano (via Manzoni 45) ospitano un’esposizione dedicata a una delle opere fondamentali nell’evoluzione di Antonio Fontanesi (1818-1882) e nella storia della pittura europea di paesaggio del XIX secolo: “Aprile. Sulle rive del lago del Bourget, in Savoia” (1864). La mostra dossier, ideata da Francesco Luigi Maspes e curata da Piergiorgio Dragone, massimo esperto dell’artista reggiano e autore dei quattro volumi dedicati alla pittura piemontese dell’Ottocento, documenta la genesi di uno dei rari capolavori di Fontanesi ancora in collezione privata. Il dipinto ritorna protagonista di un appuntamento milanese, dopo l’esordio alla Promotrice di Torino nel 1864 e […]

  

Andrea Schiavone (1510-1563) artefice del Rinascimento veneziano . Una mostra a Venezia ne celebra la figura e il linguaggio pittorico.

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                                   E’ la prima mostra dedicata ad Andrea Schiavone (Zara, 1510 c. – Venezia, 1563), artista nuovo e spregiudicato del suo tempo, che divise opinione pubblica e critici per aver messo in piedi uno stile nuovo. Una pittura eruttiva e un artista controcorrente, ecco perché era ammirato da Tintoretto, da Carracci e da El Greco. Ora sull’artista veneziano, al Museo Correr di Venezia, fino al 10 aprile, si fanno vivere 140 opere provenienti da tutto il mondo, in parte del maestro e in parte di tanti artisti dell’epoca. Dello Schiavone 80 lavori mai riuniti prima, che danno uno scenario certo […]

  

“Umberto Mariani chez Capucci”. Arte e moda, capolavori in mostra a Firenze.

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A Firenze sino al 1 maggio 2016 si tiene a Villa Bardini, sede della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, la mostra personale di Umberto Mariani intitolata “Mariani chez Capucci”. Arte e moda si confrontano come non mai, e non è nuova l’intenzione e la realizzazione, vista che dai futuristi in poi l’arte ha contaminato la moda e viceversa. Così è stato anche questa volta fra Umberto Mariani e Capucci. Curato da Giuliano Serafini l’evento vede l’artista milanese, presenza tra le più significative e versatili di quasi mezzo secolo di arte italiana ed europea, “confrontarsi” con una delle più prestigiose […]

  

Giorgio Cutini. Il miracolo del tempo negli scatti del fotografo anconetano.

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Di professione chirurgo, ma vi assicuro, artista di eccellenza nel campo della fotografia. Un discorso a più capitoli che Giorgio Cutini, anconetano, segna da tempo, assiduamente, avendo lasciato il pubblico spesso sorpreso da scatti che raccontano il tempo, la memoria, la storia, il presente, la quotidianità, le architetture, le bellezze d’Italia come nella sequenza su “Roma”. Ora una sua mostra personale dal titolo “Tra tempo e racconto” si tiene a Milano ad Artestudio26, ove oltre trenta scatti fotografici in bianconero ci danno una chiara idea di quanto lavoro anzitutto di pensiero e poi di tecnica ci sia. Con Giorgio Cutini, […]

  

“2084. La fin du monde.”, il romanzo di Boualem Sansal profetizza la dittatura islamica. Un allarme che il mondo deve cogliere prima che una guerra nucleare sconvolga il pianeta.

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Ho appena finito di leggere “2084. La fine del mondo” il romanzo dello scrittore franco- algerino Boualem Sansal (nato ad Algeri nel 1949) che va per la maggiore nelle librerie transalpine( edizioni Gaillmard (pp. 288, euro 19,50), uscito per le Edizioni Neri Pozza (pp.256, euro 17, traduzione di Margherita Botto). Lo potremmo definire il sequel di «Soumission» di Houellebecq, e a detta di questi ancora più drammatico e vero. Vi confesso che sono rimasto inorridito dinanzi a questo romanzo a tesi ( Mi sono chiesto se preti e vescovi italiani e del mondo lo abbiano letto o leggono solo il […]

  

Ryan McGinley e Rashid Johnson alla GAMeC di Bergamo. Per la prima volta in mostra in una istituzione italiana due maestri dell’arte americana.

Ryan McGinley_Ivy (Minnewaska), 2015Ryan McGinley_Big Leaf Maple, 2015Ryan McGinley_Plotter Kill Storm, 2015Ryan McGinley_Wet Blaze, 2013Ryan McGinley_Peepers, 2015Rashid-Johnson_Positions-2015_0-470x600Rashid-Johnson_Bowie-2015-486x600Rashid-Johnson_Between-Heaven-and-Hell-2012_0-1000x600Ryan McGinley_Crimson & Clover, 2015

Si dice ai tanti artisti italiani, guardare, vedere, confrontarsi, conoscere, acculturarsi visivamente su quanto capita nel mondo, e soprattutto capire in che direzione sta andando l’arte contemporanea. Ecco, una operazione di grande portata in tal senso la conduce da tempo il Gamec di Bergamo, istituzione museale egregiamente diretta da uno storico dell’arte italiano, senza il bisogno -come ha fatto da poco il Ministro Franceschini- di scomodare direttori stranieri come di questi tempi se ne trovano in gran parte delle istituzioni museali italiane. Alla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, per la cura di Stefano Raimondi, ecco la […]

  

Belle Époque.La Parigi di Boldini, De Nittis e Zandomeneghi in mostra alla Gam di Milano.

06 – Giuseppe De Nittis02- Giuseppe De Nittis03 - Giuseppe De Nittis16 – Edoardo Tofano18 - Zandomeneghi F. - Visita in camerino, olio su tela 53 x 34 cm07 – Giovanni Boldini_MG_1539boldini19 - Zandomeneghi F. - Il violoncellista, olio su tela 82 x 72 cm

Una affascinante carrellata di opere, ben trentacinque, documentano l’attività dei tre principali protagonisti della pittura italiana dell’Ottocento nella Parigi della Belle Époque, mettendola a confronto con altri importanti artisti italiani attivi negli stessi anni nella capitale francese, quali Vittorio Matteo Corcos, Antonio Mancini, Edoardo Tofano e altri ancora. Giovanni Boldini (Ferrara 1842 – Parigi 1931), Giuseppe De Nittis (Barletta, 1846 -Saint-Germain-en-Laye, 1884), Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917), luminosi esponenti della pittura italiana e internazionale di fine Ottocento, sono i protagonisti della mostra alla GAM Manzoni. Centro Studi per l’arte Moderna e Contemporanea (via Manzoni 45), fino al 21 […]

  

Gli alberi di Irene Kung, meraviglie del mondo.

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“Per me gli alberi sono sempre stati i predicatori più persuasivi.”Così ha scritto Hermann Hesse ne “Il Canto degli alberi”(1919) . Contrasto ha pubblicato “Trees”, il nuovo libro di Irene Kung, che dopo aver fotografato i monumenti più famosi del mondo e le città più belle della Terra, ha puntato ora il suo obiettivo sulle meraviglie della natura. Ulivi, cactus, alberi di melograno e mele, perché affascinata dalle loro forme e dal loro significato simbolico. Né voglio dimenticare il lavoro fatto da Federica Galli su “gli alberi monumentali d’Italia”, fogli incisi, un capitolo di perizia tecnica e di storia botanica. […]

  

Giovanni Fattori, maestro della macchia e del realismo. A Padova l’antologica sul caposcuola toscano che dipinse paesaggio, umanità e battaglie risorgimentali.

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Giovanni Fattori (Livorno, 1825 – Firenze, 1908) è stato artefice e caposcuola della “macchia” in Toscana, maestro di una illustre scuola regionale quale si argomentava e si svolgeva nel secondo Ottocento l’intera pittura italiana -divisa per scuole regionali- , esecutore di una pittura potente, capace di interpretare, lungo tutta la seconda metà del XIX secolo, le trasformazioni della visione moderna. Ecco, promossa dalla Fondazione Bano e dal Comune di Padova, un’antologica a Palazzo Zabarella, visitabile fino al 28 marzo 2016, che ripropone al grande pubblico l’immagine di uno dei maggiori protagonisti dell’arte europea. La mostra, curata dai colleghi maggiormente esperti […]

  

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