Le cromostrutture di Gianfranco Bonomi esposte ad Artestudio 26 a Milano. Un paradiso di geometrie che vivono come “primary structures”.

Senza_titolo-27-156246-13Senza_titolo-4-146184-13Senza_titolo-2-13Senza_titolo-1-15

Finalmente il bresciano Gianfranco Bonomi (Lumezzane S. Sebastiano/Brescia 1939) è uscito allo scoperto, nel senso che mostra in pubblico i suoi lavori, i suoi dipinti, le sue geometrie, le sue cromostrutture. Ne esce un grande campione, e soprattutto pare  che questo suo rigoroso procedere in arte gli appartenga da tempi remoti. Non è così, perche prima che artista Bonomi è stato gran collezionista, anzi è nato come collezionista dell’arte costruita, dell’arte cinetica, dell’arte che spesso ha potuto vedere in mostra in quella storica galleria sita in Via Mercato  a Milano e che era “Artestruktura” di Anna Canali, gemella della parigina […]

  

Kenneth Noland alla Cardi Gallery di Milano. Artefice delle campiture piatte, dell’espressionismo astratto e del minimalismo.

      Immenso l’interesse dei collezionisti per la rivisitazione e l’approfondimento del lavoro artistico di taluni maestri dell’arte mondiale del Novecento, com’è il caso della mostra di “Kenneth Noland. Opere 1958-1980”, artefice dell’espressionismo astratto, in corso nella Cardi Gallery, punta di diamante fra le gallerie milanesi. Di grande efficacia paiono i lavori a campitura “piatta” ,che vanno bene a significare quel rapporto che legava Noland a Clement Greenberg critico statunitense di spessore (1916-1994)- appoggiava infatti il “colour field” ovvero pittura a campi di colore- ; quest’ultimo sostenne fin da subito il valore di queste sperimentazioni, faticava tuttavia a trovare […]

  

Gino Luggi con l’arte ricostruisce l’universo. Artista del movimento Madì, lavora su forme in tensione, eleganti e in libertà, capaci di interagire con l’infinito, con nuovi mondi.

Gino Luggi (Bisenti-Teramo 1935) è un artista al di fuori della mischia, appartiene cioè a un manipolo nutrito di artisti che in tutto il mondo si sono votati al “Madì”. Madì (Materialismo dialettico) vuol dire costruire, fare l’arte senza significarla, ne basta l’estetica, il gioco della bellezza, al di fuori di geometrie contornate, di significanti filosofie. Dagli anni Novanta ormai si sono formati i gruppi madì in Belgio, Italia, Ungheria, Francia, e Stati Uniti, anche se il movimento è nato ufficialmente nell’istituto francese di Buenos Aires nel 1946, ad opera di Arden Quin. Luggi si è portato fin dagli anni […]

  

Il blog di Carlo Franza © 2018