L’artista Joshua Cesa,un esempio di land art nel cuore del Carso goriziano.

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Due monumentali segni rossi, dalle forme spigolose, nei quali si condensa la vocazione di un territorio. È così che l’artista Joshua Cesa rende visibile un frammento di quel confine con l’Est che lungo i secoli ha diviso le popolazioni della frontiera orientale, anche costringendole all’assunzione di identità imposte (nella storia recente, con le guerre mondiali). L’installazione sorge nel cuore del Carso goriziano, nella riserva naturale dei laghi di Doberdò: realizzata in tessuto – e perciò destinata a consumarsi gradualmente -, riprende l’aspetto cromatico del paesaggio circostante, caratterizzato dal cespuglio detto “foiarola”, cui è legata una significativa memoria storica: si dice che le sue […]

  

5 ettari di grano nel cuore di Milano. L’americana Agnes Denes impianta un’opera da Land Art, “Wheatfield”, un enorme campo seminato a grano, poi coltivato e raccolto.

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                                     E’ memoria fresca di cosa fosse Milano negli anni Cinquanta-Sessanta del Novecento, della sua trasformazione urbanistica e di cosa cantava Adriano Celentano nella canzone “Il ragazzo della via Gluck”, con quei versi che descrivono bene il cambiamento del secondo dopoguerra: “Là dove c’era l’erba ora c’è una città e quella casa in mezzo al verde ormai, dove sarà?” E di questi tempi, dei nostri giorni che a Milano succede esattamente il contrario e là dove c’era il cemento presto ci sarà addirittura un campo di grano, 5 ettari coltivati all’interno dell’area di Porta Nuova, tra grattacieli ed edifici futuristi. […]

  

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