immagini.quotidiano.netNessun cambiamento per l’Esame di Stato di quest’anno. Ma la vera novità è che anche i maturandi del 2018 non saranno coinvolti nel nuovo assetto dell’esame di Maturità. Nessuna prova Invalsi che certifichi le competenze degli studenti, dunque, e nessuna esclusione della terza prova. Negli ultimi mesi aveva fatto discutere la decisione del ministro Valeria Fedeli, che sembrava decisa ad applicare le modifiche dell’esame – eliminando una prova scritta e introducendo le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese – già dal prossimo anno. Ma il cambio di rotta di queste ore, che arriva direttamente dal Ministero dell’Istruzione, conferma che il nuovo esame entrerà in vigore dal 2019, ovvero tra due anni. E l’ondata di dissenso corre sui social come fra i banchi di scuola. Tanti gli insegnanti e gli studenti colpiti da questo ‘cambio di rotta’, quando sembrava che le modifiche all’esame di stato sarebbero entrate in vigore proprio dal 2018.

Che cosa cambia dal 2018

Dal 2018 entreranno in vigore le modifiche all’Esame del primo ciclo, per la scuola secondaria di primo grado. Le prove scritte diventeranno tre, seguite da un colloquio orale. Per quest’anno le prove resteranno cinque più il colloquio. Dal 2018 i candidati dovranno sostenere una prova di italiano, una di matematica e una sulle lingue straniere. Il test Invalsi non viene eliminato, ma si svolgerà durante l’anno scolastico.

 

Che cosa cambia dal 2019

LA PROVA

Dal 2019 la Maturità sarà composta da due prove scritte (italiano e materia di indirizzo) e un colloquio orale, che includerà l’esposizione delle attività svolte in alternanza scuola-lavoro. Mentre per quest’anno e per l’esame del 2018 le prove scritte resteranno tre, insieme all’orale. Lo svolgimento delle attività di alternanza Scuola-Lavoro diventerà requisito di ammissione, come lo svolgimento della Prova Invalsi di italiano, matematica e inglese (in un periodo diverso da quello dell’esame). L’ammissione all’Esame sarà con tutti sei. Il Consiglio di classe potrà tuttavia ammettere chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina, presentando un’adeguata motivazione e penalizzando il numero di crediti formativi. Il discorso cambia per il voto di condotta: se non sufficiente comporterà la mancata ammissione all’esame.

LA VALUTAZIONE

Attualmente, il voto dell’esame di Maturità è espresso in centesimi. Vengono nello specifico attribuiti fino a 25 punti per il credito scolastico, fino a 15 per ciascuna delle tre prove scritte, fino a 30 punti per il colloquio orale. Dal 2019 il voto finale resterà in centesimi, ma si darà maggior peso al percorso del triennio: il credito scolastico inciderà fino a 40 punti, le due prove scritte fino a 20 punti ciascuna, il colloquio fino a 20 punti. La commissione resterà invariata. La prova Invalsi diventa requisito di ammissione, ma non influirà sul voto finale.

Tag: ,