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Nulla fermerà l’umana vocazione a trasformare tutto ciò che c’è, non la dialettica tra capitalismo e democrazia, né quella rivoluzione continua che il capitalismo mette in atto da secoli dove tutte le creatività precipitano, mentre la rete telematico- informatica planetaria «si avvia a diventare l’autocoscienza suprema della civiltà della tecnica, la forma attuale dell’autocoscienza divina.»

L’innovazione è  la presenza delle presenze- scrive Ivan Rizzi, direttore dello IASSP di Milano e curatore del libro “Innovazione. Tra luce e ombra”.

La parola però porta con sé molti fraintendimenti, ma noi stessi esistiamo grazie alla nostra capacità di trasformarci e innovarci.

All’interno dell’innovazione c’è anche la vocazione ontologica di una aspettativa positiva nel futuro rispetto a ciò che siamo e a ciò che c’è, oltre al suo significato pratico e tecnico.
L’innovazione riguarda quindi tutti, le nostre funzioni e attitudini, ma quelle più lussureggianti sono tecnologiche, informative e matematiche.

Qui abita l’uomo della pratica, inquieto e incapace di accontentarsi della sua stessa natura. Non chiediamo più a Dio di salvarci ma all’immenso dispositivo che raccoglie ogni speranza. Creiamo e viviamo di automatismi ai quali affidiamo tutto. Forse “bisognerebbe essere cibernetici per rimanere umanisti” cioè rinnovare noi stessi.

Rizzi raccoglie in questo libro le opinioni e le riflessioni di alcuni grandi nomi di settori di spicco del nostro Paese.

«Siamo tutti d’accordo che l’aumento di conoscenza sia un bene, sono meno d’accordo sul fatto che una certa complessità tecnologica sia un bene.»
Giulio Giorello

«Questa consapevolezza del limite si è persa nel corso dei secoli; la cultura greca, sebbene fondante, è rimasta ai margini perché troppo tragica e inadatta per una società che ha creato il diritto alla ricerca della felicità, poi diventato diritto alla felicità (che ti rende ipso facto infelice).»
Massimo Fini

«La storia recente e passata ha insegnato che il destino di chi non si aggiorna è di finire inevitabilmente nel dimenticatoio, ossia nell’ombra. L’ombra di chi non innova, di chi non si trasforma, di chi è estinto o rischia di esserlo.»
Stefano Venturi

«Permane nelle classi dirigenti italiane, a partire da quella politica, una grandissima incompetenza e una scarsissima sensibilità rispetto all’innovazione tecnologica.»
Luca Sofri

«L’innovazione è un treno che sta passando molto velocemente. Una società imprenditoriale necessita però di uno Stato imprenditoriale: il problema è quindi essenzialmente politico e dalla politica deve essere rapidamente risolto.»
Paolo Berra

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