Sukhoi-Su27-Russian-Air-Force-WallpaperLa Turchia abbatte un aereo russo sui cieli della Siria, accusandolo di aver violato il proprio spazio aereo. Ovviamente l’accusa desta forti perplessità visti i precedenti del governo Erdogan nei confronti dei jihadisti dell’Isis e di Jabhat al-Nusra: comandanti barbuti curati negli ospedali turchi nei pressi del confine siriano; strani carichi di armi per i jihadisti intercettati dalla polizia, con conseguenti “purghe” nei confronti degli agenti responsabili dei controlli; noti terroristi che camminano liberamente per le strade di Istanbul, città diventata principale luogo di transito per i foreign fighters diretti in Siria; militari turchi al confine che scambiano quattro chiacchiere con i jihadisti.

Una cosa è certa, i bombardamenti russi in Siria hanno sistematicamente bersagliato i jihadisti, sia dell’Isis che i qaedisti, frantumando così i sogni del governo turco filo-Fratelli Musulmani di far cadere Assad e spezzare l’asse sciita. Del resto furono proprio i Fratelli Musulmani siriani, poco dopo l’inizio dell’intervento russo in Siria, a invocare la “guerra santa” contro Mosca, trovando tra l’altro il sostegno dell’organizzazione internazionale dei Fratelli Musulmani che pubblicò sul proprio sito in inglese un eloquente comunicato. [1] [2] [3]

Altro fatto interessante: subito dopo l’abbattimento del velivolo russo, Erdogan ha immediatamente fatto appello alla NATO, invece di prendere contatti con la Russia per chiarire la vicenda. Sembra quasi che Erdogan stia cercando di coinvolgere la Nato in un’azione militare contro la Russia, facendo così gli interessi dei jihadisti. Un fatto che avviene poi subito dopo gli attentati di Parigi e in seguito alla costituzione di un asse Russia-Francia contro l’Isis.

E’ poi di ieri la notizia secondo cui in 24 ore i jet russi hanno distrutto 472 obiettivi dei terroristi e un migliaio di autocisterne di petrolio dell’Isis; potrebbe essere stato proprio questo il reale motivo dell’abbattimento del jet russo. Sorge allora spontaneo porre una serie di domande:

1- chi gestisce il traffico di petrolio da quelle parti?

2- Chi sono i principali beneficiari?

3- A chi appartenevano i carichi distrutti?

Chissà dove si potrebbe arrivare indagando in tale direzione…….

Una cosa è certa, l’abbattimento del jet russo potrebbe essere l’errore più grande mai fatto dal governo islamista AKP. Vladimir Putin è stato chiarissimo:  “questo fatto avrà conseguenze molto serie sui rapporti Russia-Turchia”……..E la “linea rossa” di Putin non è certo come quella di Obama.

[1] http://www.ikhwanweb.com/article.php?id=32295

[2] http://english.alarabiya.net/en/News/middle-east/2015/10/06/Syrian-insurgent-groups-vow-to-attack-Russian-forces.html

[3] http://www.theguardian.com/world/2015/oct/05/syrian-insurgent-groups-vow-to-attack-russian-forces

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