Cannes 2017: “L’atelier” della parola che divide l’Islam dall’Occidente

UnknownUnknown-1

Il perimetro delle parole. I confini. La solitudine. Il pensiero. Uno contro tutti e il teorema sofferto dei nostri giorni. Islam e cristianità nello scacco delle loro molteplici sfumature. Musulmani di terza generazione. Neri d’Europa, veri o presunti. Bianchi di Francia. E da una grandeur, ripetutamente colpita dalla cronaca del terrorismo internazionale, arriva L’atelier di Laurent Cantet che – senza troppi preamboli – mette l’accento su questo toccante tasto. È l’anno delle arti e – dopo la regista che si sforza di confezionare film per ciechi in Vers la lumière di Naomi Kawase – spunta anche la scrittrice decisa a insegnare le […]

  

Cannes 2017: “Vers la lumière” Odissea di sfumature tra luce e buio

86c360a9902bf7de8b72e0d2ca1869df64b474c6-1images

Non esiste niente di più bello di ciò che si dissolve sotto i tuoi occhi.   L’evanescenza è per chi vede ciò che il buio è per un cieco. Dissolvenza. Scricchiolio di immagini e corpi. Scultura di sabbia che si scioglie con l’onda. Velo di donna inghiottito dal mare. Ricordi. Suggestioni. Il lato oscuro di un passato. Appunto. Illanguidito. Dal pallore dei giorni. E trasferito nel non luogo della non rimembranza che si chiama oblio. Spontaneo come ciò che passa e di cui non ci si accorge. Come ciò che è stato. Transeunte traccia della normalità. Vers la lumière, già […]

  

Cannes 2017: “Le redoutable” Godard tra Mao, contestazione e affetti

thumb_52281_film_film_bigthumb_51678_film_film_bigthumb_52280_film_film_big

Jean Luc Godard in dieci stazioni. Via crucis di un amore che si accompagna a un film – La cinese – e al nascere della contestazione giovanile, agli albori del Sessantotto parigino ed europeo. Le redoutable, ovvero il “formidabile”, di Michel Hazanavicius ripercorre con leggerezza e ironia una stagione particolare della vita professionale e umana di un regista che ha impresso una svolta, come icona della Nouvelle vague. Cinema autoreferenziale che incontra la Storia e anticipa gli avvenimenti. La pellicola godardiana esce infatti nel ’67 e anticipa quell’afflato maoista che avrebbe pervaso larga parte del movimento studentesco, alla base degli scontri di […]

  

Cannes 2017: Las hijas de Abril Dramma di famiglia alla messicana

thumb_51870_film_film_bigthumb_51867_film_film_bigthumb_51869_film_main_big

Dramma di una singolare forma di “adozione” all’interno di una stessa famiglia. Il regista messicano Michel Franco è un vecchio amico di Cannes, dove aveva esordito nel 2009. Nel 2012 con Despues de Lucia aveva addirittura vinto la sezione “Un certain regard”, nella quale ha presentato il suo ultimo lavoro, Las hijas de Abril. Una storia triste e tormentata di una ragazza madre, Valeria (Valeria Becerril), che a soli 17 anni si ritrova con una figlia in grembo e una madre (Emma Suarez già vista in Julieta di Pedro Almodòvar) con la quale ha rotto i rapporti da tempo. Vive con […]

  

“Sette minuti dopo la mezzanotte” L’albero è un mostro di psicologia

211 CLIP 208.tif_MG_5971.CR2315 CLIP 311.tif

Le persone non sopportano ciò che non riescono a capire.   Il lato mostruoso dell’esistenza non sono i fantasmi che affollano i giorni, ma le tragedie cui è impossibile sottrarsi. L’irreversibile malattia di una madre, avviata prematuramente al tramonto. Più in generale, l’inspiegabile. Ciò che non ha motivazione né logica. Ciò che si è costretti a subire. L’imposizione cui si deve sottostare. L’inconoscibile. Sette minuti dopo la mezzanotte di Juan Antonio Bayona – regista di The orfanage – è una favola per adulti, una fetta di pubblico normalmente esclusa dal mondo della fiaba. A grandi e piccini il film offre il […]

  

“Una settimana e un giorno” in Israele Lutto da “sballo” in chiave ebraica

setset

La perdita di un figlio. Il lutto. L’odio. La reazione. La tradizione ebraica e la sofferenza legata alla morte. Otto giorni – tanto si prolunga la Shiv’ah – durante la quale, chi resta viene aiutato e sostenuto da parenti e amici in visita nella sua casa. È l’elaborazione del dolore. La realizzazione della solitudine imposta da una disgrazia. Il dramma che la morte porta con sé e lascia in eredità a chi sopravvive. Una settimana e un giorno, presentato nella “Settimana della critica” al festival di Cannes 2016, è un’opera provocatoria firmata da Asaph Polonsky e totalmente israeliana nei connotati e non […]

  

“Song to song”, le sette note di Malick

S1DSC_2102.NEF

Musica e sentimento con un denominatore comune. La passione. E non significa solo innamoramento, ma anche il desiderio di spendersi senza riserve per ciò che si ama fare. Il risultato è il prodotto di vite che sfidano i giorni e il loro mutevole cambiare e cambiare. Trasformarsi in qualcosa e arrivare a sfiorare la metamorfosi nel loro opposto. Song to song di Terrence Malick è la sintesi di una trama imperniata sulla figura centrale di BV (Ryan Gosling di La La Land), un musicista che cerca fortuna con l’aiuto di Cook (Michael Fassbender  di 12 anni schiavo e Knight of cups […]

  

“Ritratto di famiglia con tempesta”: a lezione dal figlio per fare il padre

ri1ri2

Le due facce della tempesta. Meteorologica e metaforica. Flagello dell’ambiente e dell’animo umano. Coniugazione multipla dell’esterno e dell’interno. Fuori e dentro, come due mondi che trovano una spontanea unidirezionalità nella quotidianità. Ritratto di famiglia con tempesta di Kore-Eda Hirokazu, regista già conosciuto per Little sister e Father and son, è il teorema di questa duplicità, applicata all’individualità. Non a caso, al centro del film sta una famiglia in dissoluzione per la separazione di una coppia, che nemmeno un’imprevista coabitazione per la furia degli elementi riesce a ricondurre alla pace. La donna è esasperata dal marito, un giocatore d’azzardo, e fatica a […]

  

“Gold”, storia di una grande truffa: il lupo del Borneo divorato dall’oro

UnknownUnknown-1

Illusione. Speranza. Riscatto. Scommessa. La sfida comprendeva un pizzico di ognuno di questi ingredienti per la sua riuscita. L’orlo del baratro di un fallimento professionale accende la paura e la disperazione, ma alimenta la rivalsa. L’affermazione. Conquistata a suon di cazzotti al denigrante ludibrio, confezionato dagli invidiosi. Da una congiuntura economica sfavorevole. Dai rovesci di una Fortuna da interpretarsi alla latina. Caso. Sorte. Destino. Quasi sempre rabbioso. Quasi sempre beffardo. E allora la ricetta è di quelle tanto frequentate quanto lo è il mondo. Una truffa bella e buona e tanti saluti a ogni barlume di onestà e credibilità. Presunta […]

  

“Insospettabili sospetti”: tutti da ridere

sosp1sosp2

La chiamano acquiescenza che, in altre parole, significa anche rassegnazione. Trattasi, più volgarmente, della pensione. O vitalizio che dir si voglia. Un assegno rincorso e inseguito che diventa realtà solo nella fase senile. O almeno, così normalmente accade. Fatta eccezione per i “baby” anziani. Quelli che a 45 anni hanno già dato tutto e sono mantenuti a spese dello Stato. Non è il caso dei tre terribili e furbissimi nonnetti di Insospettabili sospetti, il film di Zach Braff. Non si danno per vinti nel vedersi defraudare del compenso, duramente sudato in oltre quarant’anni di lavoro e tanto meno si adeguano ai […]

  

Il blog di Stefano Giani © 2017