“The war – Il pianeta delle scimmie”: parafrasi di dittatura e guerra santa

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Ape-ocalypse: questa è una guerra santa… Evoluzione è termine infido. Porta con sé i cromosomi della positività che non sempre si rivela tale. E la connessione tra l’uomo e la scimmia, che data molto addietro nel tempo – collegando scienza ed etologia, zoologia e teologia – non dirada i dubbi e lascia accesa quella lampadina che spinge a riflettere, portando a comprendere che talvolta l’evoluzione si chiama involuzione. Ossia il suo contrario, quasi totalmente assente dal lessico comune rispetto al lemma simile dal significato opposto. Il confine tra progresso e regresso, che in tanti casi coprono la medesima area semantica […]

  

“L’infanzia di un capo”: metafora di come nasce e cresce un dittatore

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Non puoi lasciare che comandi lui…   Prescott non è un nome da arcobaleno. E nemmeno odora di tacchi sbattuti all’improvviso. O plotoni sull’attenti. Ha tratti femminili e la sua natura è spesso fraintesa. È lui il primo ad adombrarsene, ma tant’è. La pena del contrappasso per l’esibire grazia dietro i boccoli biondi è essere confuso. Prescott è nome da ambasciatore californiano di hamburger ma diventa eponimo di un leader. Quello che forse non sarebbe mai. Un dittatore nato dal nulla, dal ventre di una madre che ha rischiato la sua stessa vita per darne una a lui. Destino non raro […]

  

“Il tuo ultimo sguardo”: ecco l’Africa vista da Sean Penn e Javier Bardem

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Molte persone sono state separate e divise dai loro sogni   L’Africa sotto scacco di se stessa. La guerra civile, quella che non guarda in faccia nessuno, vista dagli occhi delle missioni umanitarie. Medici senza frontiere, la più pacifista delle spedizioni non politiche nei luoghi dove la pace è un concetto senza tempo e senza tetto. Senza vita né peccato. Mutilazioni fisiche e morali. Oltraggi alla dignità. Prevaricazioni, condite da irrisioni al diritto di vivere. Sudan. Sierra Leone. Liberia. Nomi noti alle cronache. Nomi da disperati. Tredici anni di sofferenze, alternati all’Occidente composito e azzimato di giacche e cravatte e […]

  

“Io danzerò”: il corpo di Loie Fuller sogno e illusione da Belle Epoque

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Spenderò tutto il mio oro per regalarle un teatro.   Il confine di una donna è il corpo. Nascosto. Esposto. Preteso. S-velato. Un perimetro discusso che suscita concupiscenza. Emulazione. Disprezzo. Dolore. Estasi. È paradiso e inferno al tempo stesso, opposti coincidenti come un’alchimia di laboratorio. Il corpo di Loïe Fuller è uno dei più sognati. Si agitava sotto tessuti trasparenti e non importava quello che traspariva. Non doveva essere sensualità ma gioco. Luci e ombre che si fondevano e si svillaneggiavano. Schermaglie di una notte artificiale  solcata da raggi che ne dilaniano i tessuti. Loïe era figlia di un ubriacone, che […]

  

“Quando un padre” cambia strada Così la famiglia batte il lavoro

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Il progetto più grande è scaldare il cuore.   La malattia di un figlio e un lavoro che assomiglia a una quotidiana guerra. L’inferno in terra che si coniuga a tutti i malesseri e i malanni che questi due diavoli portano con loro. Conseguenze infami di un disagio che avvelena lentamente. Corrode i cuori. Ossida relazioni collaudate. Incrina matrimoni. Uccide. Ma costringe, al contempo, a restare sotto pressione. Misura la resistenza. Rosicchia la vita che intanto sparisce dietro concitate telefonate per strappare un contratto. Accorcia le ore e i giorni. Tende, come corde di violino, pazienze assassinate dai sospetti. La […]

  

“Sognare è vivere”: Natalie Portman racconta il piccolo Amos Oz

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L’unico modo per vivere un sogno è non realizzarlo mai. Un sogno realizzato è delusione.   Fania viveva di parole. Erano il suo nutrimento e la sua speranza. Quando ebbe un bambino lo alimentò con la stessa linfa. Succo filologico dell’immaginazione. Essenza di sogni e viaggi. Con la mente. Attraverso il presente e il desiderio. Di essere. Lontani. Fania era una mamma. E rincorreva le farfalle della felicità. Ma il volo del lepidottero era più sinuoso dei suoi pensieri e quel bimbo, il suo piccolo Amos, respirava favole e racconti che uscivano dalla bocca di quella donna. Biberon di poesia. […]

  

Gianni Amelio: “Non temo gli altri Ho paura soltanto di me stesso”

Il «poeta degli umili». Dalla filmografia di Gianni Amelio non spuntano eroi. Nemmeno nella quotidianità. Gente comune che lotta. Per Lamerica che ogni tanto si chiama Italia. Un lavoro che non c’è, a patto di non essere L’intrepido che li accetta tutti. Il terrorismo capace di Colpire al cuore anche in famiglia. E ora La tenerezza di un anziano del Duemila e dintorni, più affezionato ai confusi dirimpettai che ai propri congiunti malati di menefreghismo. Personaggi comunque immersi intimamente in una geografia a cui risultano visceralmente legati. E allora, se Milano fosse un film a quale genere apparterrebbe. «Drammatico, direi. E non per offendere. […]

  

Cannes 2017: “La novia del desierto” La sfida dell’io alla solitudine

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La prigione senza sbarre del nulla sconfinato. Liberi. Solo all’apparenza, liberi di muoversi. In realtà ingabbiati nello spazio senza limiti, come in un carcere di cui la coscienza arriva con il passare dei giorni. Consapevolezza di una fuga impossibile in cui l’unica forma di affrancamento è la resistenza. La riflessione su ciò che si è. L’appello alle ultime forze che spingono a farcela. A scoprire nel profondo dell’animo umano quelle armi spesso nemmeno note. La novia del deserto di Cecilia Atàn e Valeria Pivato, registe argentine di ultima generazione, regala questo piccolo dono attraverso gli occhi e la vita di Teresa che, dopo […]

  

Cannes 2017: “The beguiled” riadattato Un remake con l’inganno

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Guerra e amore conteso. L’uomo ostaggio dei sensi – più che del cuore – di tre donne contemporaneamente. E l’irreparabile che lascia tutti senza l’oggetto delle proprie attenzioni. Il teorema di The beguiled di Sofia Coppola sta proprio in un interrogativo che ha il sapore dei primi anni Settanta, quelli del femminismo implacabile che tentata di sottrarre la donna dal ruolo di succube rispetto alla figura maschile. Il film non chiarisce chi sia oggetto dell’altro e le prove a favore di entrambe le tesi sono sostenibili. Tanto il soldato John Mc Burney dipende dalle cure mediche e dall’ospitalità del collegio femminile, tanto […]

  

Cannes 2017: “Rodin” va alla berlina Lo scultore sembra un erotomane

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Auguste Rodin, gloria di Francia nell’arte della scultura, finisce alla berlina. A beffarlo, “dipingendolo” sul grande schermo per quello che non fu, è Jacques Doillon, conterraneo del prestigioso artista, vissuto tra il 1840 e il 1917. Cannes tiene dunque a battesimo uno dei film più discutibili per le sue incongruenze storiche che lasciano ampio margine a una critica ben più che serrata. Quello che appariva in teoria come uno dei film più dotti e culturalmente impegnati si rivela una miniera di errori ed esagerazioni. Rodin parte già molto avanti nel tempo, quando il protagonista – interpretato da Vincent Lindon, già visto […]

  

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