Salgado, una vita mettendo a fuoco “Il sale della terra”, cioè l’uomo

Il sale della terra? Gli esseri umani.                   Sebastião Salgado ha girato il mondo con una moglie, un bambino e una macchina fotografica. La differenza fra lui e tutti gli altri uomini che hanno solcato i continenti con una donna e un bimbo al seguito è che Salgado il “suo” mondo lo ha fatto vedere a tutti. Fotografo tra i più universalmente apprezzati, stimati e acclamati le sue immagini hanno fatto il giro del mondo. Esattamente come lui. Divisi per temi. Quelli che di volta in volta si è imposto di osservare ...

“Cristiada”, il massacro dimenticato al grido di “Viva Cristo Re!”

Le campane non sono un suono di festa, ma un invito a raccolta           Fu un triennio folle, quello tra il 1926  e il 1929. Morirono in novantamila. Laggiù in Messico. Morirono in nome di Cristo Re e per mano di un dittatore, Plutarco Elìas Calles, convinto che la Chiesa fosse troppo influente negli affari interni. Così varò provvedimenti restrittivi per l’esercizio della fede. Ci furono risposte pacifiche. Boicottaggio di tasse. E raccolta di firme. Ma alle norme si aggiunsero le persecuzioni. E fu guerra. I Cristeros erano poveracci, ma con tanta fede in Dio. E ...

Grande guerra tra “Fango e gloria” Ma chi era davvero il milite ignoto…

Le promesse si mantengono. Anche da morti.             Guardando Roma dal Gianicolo svettano due chiazze bianche. Una è San Pietro e si sa tutto. L’altra, dietro piazza Venezia, è il mausoleo del Milite ignoto. L’altare della patria. Un soldato riposa lì dal 1921. Vi arrivò il 4 novembre. In treno. Da Aquileia. Terzo anniversario della fine del conflitto. Era uno dei tantissimi giovani, con buona approssimazione di certezza italiano, ad essere caduto al fronte. Ma non aveva un nome. Qualche leggenda, frutto di fantasia goliardica, è anche fiorita. Perfino recentemente. Tra libri dotti e azzardi ...

Cosa hanno in comune anima e muri Facile: “Piccole crepe, grossi guai”

Le bugie di chi si ama sono la più bella dichiarazione d’amore           Rue de… Periferia est di Parigi. Periferia di qualsiasi periferia. Un palazzo come mille altri. Crepe che sanno di fenditure psicologiche più che nervature su muri fragili. O terreni cedevoli. Sussulti instabili. Scosse occulte. Interne agli animi. E brandelli di muri che ritraggono inquietudini. Lacerazioni striscianti. Un uomo contro il suo passato. Un altro contro il suo presente. Una donna malata di ansia. Un marito incapace di sopportarne gli sbalzi. Un ex calciatore cocainomane. Un ex musicista, anch’esso drogato. Un mondo… stupefacente. Piccole ...

Il fascino indiscusso di Leopardi e quello del “Giovane favoloso”

La Grotta in fondo alla quale, in un paese di luce, dorme, da cento anni, il giovane favoloso         Calco di una definizione della scrittrice Anna Maria Ortese, Il giovane favoloso  è il poeta italiano per eccellenza. Giacomo Leopardi. Alla sua vita è dedicato ora questo film di Mario Martone, un “biopic” come si ama dire di questi tempi. Presentato alla Mostra del cinema di Venezia, la pellicola spazia sull’intera esistenza del recanatese, dalla nascita alla morte. Una parabola che utilizza diversi filtri. Silvia, l’amata tessitrice che muore di tisi “quando beltà splendea”. Il conte Monaldo che ...

Dietro “I due volti di gennaio” stanno i tre volti dell’ambiguità

Mio papà era un glottologo e mi ha insegnato molte lingue. E’ stata l’unica cosa buona che ha fatto.         Rydal è un’umile guida turistica, Chester un facoltoso ed elegante uomo d’affari. Entrambi americani. Entrambi in trasferta. In Grecia. Uno per lavoro, l’altro in vacanza. In mezzo, una donna bellissima che ha il volto e la voce di Kirsten Dunst, contesa per l’occasione da Oscar Isaac e Viggo Mortensen. Premesso questo è già chiaro tutto il resto e ciò non depone a favore del film, I due volti di gennaio di Hossein Amini, che non è disprezzabile ...

“Amore, cucina e curry”: la Francia cucina la xenofobia a prima vista

Gli indiani non diventeranno mai francesi e i francesi non diventeranno mai indiani”.     L’intollleranza è un male strisciante che all’improvviso esplode. Ha l’urlo del ribelle. La violenza del vigliacco che trova il coraggio del branco. Ha l’invadenza del fuoco. E intosssica come il fumo nero che invade i polmoni. Sa di chiuso la xenofobia. E della paura di esserci. Sa di monopolio arrogante e di pigrizia della competizione. Amore, cucina e curry di Lasse Hallstroem, acclamato autore delle Regole della casa del sidro che gli valse l’Oscar e Chocolat, non tradisce la passione e l’inclinazione gastronomica di un regista ...

“Il regno d’inverno” in Cappadocia: l’arroganza va in scena in albergo

Un uomo di chiesa dovrebbe essere di esempio, anche in una comunità rurale     L’inverno in Cappadocia non perdona. I camini delle fate si vestono di neve. Il freddo sprizza le guance ed entra nelle ossa. Solo una lepre resiste. Può resistere. Finché uno sparo nell’atmosfera ovattata… Ricorda il proiettile del Sospetto, questa fucilata. Ma, rispetto al film di Vinterberg, è diversa. Là era il pregiudizio. Il colpo a vuoto. Lo zero al quoto. Ne Il regno d’inverno del turco Nuri Bilge Ceylan, palma d’oro a Cannes, è la soppressione dell’innocente. La protervia. L’arroganza dell’uomo con l’arma. E sono ...

“Perez”, azzeccagarbugli da camorra

Ma perché ti impegni così… Tanto al primo posto c’è papà.         Forse non era stata una scelta. Forse era stata la natura. E Perez non era un cialtrone, semplicemente aveva voluto diventarlo. Perché Demetrio Perez era un avvocato d’ufficio. Uno di quelli che taceva. Uno di quelli imposti. Senza ruolo né nerbo. Un parvenu dei codici. Un pavido nella vita. Per questo aveva scelto di defilarsi. Di non fare discorsi. Di incassare gli insulti degli inquisiti. Perfino quando erano indifendibili. In breve Perez era un perdente perché aveva deciso di perdere. Non perché la vita lo ...

“Una promessa” fra due innamorati, pilotati dal grande burattinaio

Un amore tenuto segreto. Che gesto di immensa eleganza galante…           L’età del sentimento. I volti dell’amore. Cuore legato. Sposato. Cuore slegato. Innamorato. I confini del sentimento. E i confini del tempo. Un’età che fugge. Un’età che arriva. Un’età senza età. Tre protagonisti di un amore. Tre facce. Tre volti. Nessun triangolo. Non c’è competizione. Esiste complicità. Insondabile. Subliminale. Sottile. Congruenza, non esclusione. Anche se è la biologia, o forse il destino, a escludere. Entro questi steccati si muove Una promessa di Patrice Leconte. Siamo a inizio secolo. Ventesimo, s’intende. Anno del Signore 1912. E il ...
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