“French connection”: mafia e droga come nei vecchi film anni ’70

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“La vera forza di un intoccabile è il silenzio che impone agli altri”   Sarà stata la nostalgia. Gli anni Settanta furono roba per stomaci forti. Di violenza ce n’era per tutti i gusti e tutte le specie. Politica. Li ribattezzarono gli anni di piombo e proprio allora si cominciò a sparare nelle strade. Uccidere giudici, giornalisti, industriali, docenti universitari. Criminalità organizzata. E disorganizzata. La mala cominciava a perdere lo statuto che in fondo ha sempre avuto in passato. Una sorta di codice etico che proibiva di rivalersi sui più deboli. Mogli e bambini di picciotti vittime o aspiranti tali […]

  

“La famiglia Bélier”: il sentire conteso

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“Ti amo come non hai mai sognato”.   In francese Bélier significa montone. La campagna con i suoi ruspanti segreti e le sue piatte verità. Nel sentimento. Nella quotidianità. Nel parlare e nel parlarsi. Nella mediata e articolata capacità di comunicare. Le scarpe grosse del contadino e la lingua di chi può articolare i suoni. Non ci sono diversità a casa Bélier. Troppo facile nascondersi dietro questa etichetta, mai tanto a sproposito come in quest’occasione. Benché se ne sia abusato. Diversità è tale quando impone un diaframma che impedisca di interagire. Il contrario di quanto avviene tra quelle mura. La […]

  

Dalle “Lettere di uno sconosciuto” parole che cancellano amnesie

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“Lei non è mio marito. Lei è… è.. è…”   L’amore ai tempi della Rivoluzione culturale. L’angosciante poesia di una memoria che impallidisce. Fino a scomparire. L’amore ai tempi di una dittatura contesa. L’ortodossia marxista-leninista sotto le insegne della quale nasce la repressione maoista. E il progressismo rosso che sa di prove tecniche di un futuro tutto da scrivere. E da intuire. In mezzo sta la paura. La delazione. L’obbedienza all’astratto. Il capo chino davanti all’ombra. Lettere di uno sconosciuto di Zhang Yimou è la storia di un amore bersagliato dalla malasorte. Prima politica. Poi patologica. Una madre (Gong Li) […]

  

“Latin lover” e donne da strapazzo

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“Bene, andiamo in scena. Ho la sensazione che non se ne sia mai andato. E ci controlli”. Saverio era un tipo un po’ così. E la vita la viveva come un gioco. “Bisogna giocare e giocarsela” soleva ripetere, ma in fondo a quelle parole non ci aveva creduto lui per primo. Faceva il brillante senza esserlo davvero. Insomma, si dava un tono. Poi alla controfigura – sempre la stessa da anni – toccava il “lavoro sporco”. Intanto lui, a tempo perso, seduceva qualche fanciulla. Poi tornava a “casa”. Ovvero fra le braccia di quel tizio con le cicatrici. Quello che […]

  

“Vergine giurata” o donna perduta…

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“Non è bene guardare un uomo pensando che non abbia ragione”.   Donne come uomini. Ipotesi di parità. O parità equivalente. Cambio di sesso a metà. Tra il reale e il virtuale. Rimanere donna senza esserlo davvero. Diventare uomo senza esserlo davvero. E allora come si chiama questo status indefinibile che nulla ha a che fare con abitudini e gusti sessuali. Quali confini ha un’apparenza malcelata eppure, allo stesso tempo, tanto nitidamente riconosciuta. E soprattutto chi è quella donna che non è un uomo e simultaneamente quell’uomo che non è una donna. Vergine giurata di Laura Bispuri è il racconto […]

  

Il “Cloro” dei cambiamenti

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Hegel sosteneva che l’unica cosa che non cambia sia il cambiamento. E sul teorema – nel confutarlo oppure nel sostenerlo – si sono spesi in molti. Il cinema mostra esistenze e, in questa prospettiva, ha finito per confermare ora una tesi ora l’altra. Ad aggiungere una parola in proposito arriva adesso Cloro, opera prima di Lamberto Sanfelice, passato prima al Sundance film festival e recentemente alla Berlinale. Un tuffo nell’adolescenza e uno, appunto, nell’immutabilità del mutare le chiavi di questo film cupo, che tuttavia offre qualità a un cinema italiano piuttosto sofferente nel costruire opere di spessore in ambiti tanto […]

  

“Foxcatcher”: quanto vale il valore

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“Un allenatore è un padre. Un mentore. Un fratello. Un amico. Un confidente. E io voglio che siate ottimi atleti e perfetti cittadini”.   Il valore dei valori. L’imperscrutabile costo di un’emozione. Una sensazione. Sentirsi davvero proprietario. Perché possedere persone non è come possedere oggetti. E’ un confine. Un limite. Una soglia non oltrepassabile. E’ ciò che non si può ottenere. E’ ciò per cui forse vale la pena combattere. E morire. Ma non uccidere. E’ responsabilità e vertigine. E’ il capogiro di un’altezza troppo bassa per non guardarsi oltre la punta delle scarpe e accorgersi che in fondo è […]

  

“Suite francese”, sinfonia struggente di emozioni fra oppressi e oppressori

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“Crede nella guerra?” “Diciamo che credo in uno spirito comune.”     Il conflitto mondiale raccontato dalle donne. L’assenza. Vuoti da riempire con affetti diversi. Ed effetti diversi. Un excursus letterario che approda al cinema, dopo aver raccontato la storia in presa diretta e averla lasciata decantare decenni. Inconoscibili forme di oblìo prima di tornare a galla. E raccontare una bufera dai mille spiragli della sensibilità femminile. Con i suoi rancori. E le sue speranze. Le sue invidie. E ingiustizie pretese. I suoi rimedi. Timori. E imbrogli. Suite francese di Saul Dibb, poco prolifico regista inglese al quale si deve […]

  

“Nessuno si salva da solo”, souvenir di un matrimonio finito o forse no

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“E se fossimo pensieri che qualcuno pensa. O sogni che qualcuno sogna. Ehi ragazzi, nessuno si salva da solo. Dite una preghiera per me”.     Un matrimonio terminato. Una cena tra una donna sul crinale dell’anoressia e l’uomo dal quale ha avuto due figli. L’ex marito. Un ex amore. Un ex pasto. Una raffica di ricordi proiettati sulla tavola di un ristorante dove progressivamente si abbassano le luci. Come su quel dramma sentimentale, iniziato nella passione e concluso nella sofferenza che, a conti fatti, è un altro modo di intendere la passione stessa. Fino a quell’epigrafe. A luci ormai […]

  

“The search”: la guerra in Cecenia è stata una fabbrica di uomini mostro

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Proverbio ceceno: quando un’orsa decide di divorare il suo cucciolo, prima lo rigira nel fango. Ecco, con noi, i russi hanno fatto lo stesso.     Spesso, la guerra smette perfino di essere se stessa. Ne ha troppo orrore. E ripugnanza. Si allontana dallo specchio. Rifiuta di guardarsi. E di riflettersi. Di osservare una realtà più brutta dei peggiori lineamenti di se stessa. Odora di ripulsa al vedere in che cosa è capace di trasformare un uomo e in che cosa invece la sopravvivenza è capace di rendere gli esseri umani. The search di Michel Hazanavicius è un film di […]

  

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