“Epic”: tu sei foglia o scarafaggio?

Mai fu più appropriato il detto. Larga è la foglia, stretta la via… Questa la sintesi più stringata di Epic, il cartone animato nato dalla fantasia di Chris Wedge, Oscar 1999 per Bunny ma indimenticato creatore dell’Era glaciale, imperniato sulle avventure di un eterogeneo branco di animali, agli albori della formazione del pianeta. Epic non ha nulla dell’indimenticata serie d’animazione che lo ha preceduto, paga una più scarsa originalità e non mostra la scintillante freschezza delle battute e delle circostanze che hanno reso celebri la tigre Diego, il mammut Manny e lo scoiattolo Scrat. Tracce del bradipo Sidney, detto Sid, ...

Il grande Gatsby tra Amore e sogno

Tutte le cose belle a questo mondo spariscono e non tornano più… Sapevo che quel bacio avrebbe cambiato per sempre il nostro destino   Jay Gatsby è e resta un uomo solo. Dopo quell’amore travolgente è solo. Solo con quell’amore travolgente che cinque anni di guerra non hanno cancellato. E nemmeno il matrimonio vigliacco con cui lei ha cercato consolazione a un’attesa snervante. Eppure quel bacio aveva cambiato per sempre il destino. Il denaro era solo un mezzo. Un artificio. Per Jay Gatsby i soldi servivano a organizzare serate fantasmagoriche, perché “le grandi feste sono così intime. Nelle feste piccole ...

I giorni del No cileno a Pinochet

 Era il 1988 quando cadde la dittatura di Pinochet in Cile. Bastò un referendum, indetto dal generale in accordo con le norme transitorie della nuova Costituzione da lui stesso stilata. Convinto di un plebiscitario assenso nei suoi confronti, il presidente diede un peso relativo ai suoi oppositori ma si ritrovò soltanto con il 44 per cento dei favorevoli e il 56 per cento di contrari, i quali firmarono – con quelle schede – il tramonto del dittatore.  L’anno successivo vennero così indette libere elezioni ma Pinochet abbandonò il potere solo l’11 marzo 1990, quando arrivò a scadenza il mandato presidenziale. ...

“Sta per piovere” sui nuovi italiani

Tornare… Un termine che non comprendo. Perché io, in Algeria, non ci sono mai stato.       Volto da magrebino. Nome arabo. Carnagione olivastra. Ma un inconfondibile accento fiorentino. Puro. Purissimo. Perché lui, Said Mahran, a Firenze ci è nato. E’ italiano insomma. Di seconda generazione, ma non di seconda categoria. Un confine dimenticato. Sorpassato. Triturato dagli animi degli italiani doc. Quelli che hanno un papà che si chiama Mario. Carlo. Giulio. Paolo. Quelli veri, insomma. La storia di Said è quella di un ragazzino, figlio di algerini regolari, trapiantati in Toscana nei primi anni Ottanta. Storie di emigrazione. ...

Il puro amore ha “20 anni di meno”

Dobbiamo essere immaginazione. Oltre la fantasia, che è immobilità. Siamo donne, siamo il divenire.   Metti vent’anni di scarto con il tuo lui. Ed è paura. Devi tirar fuori gli artigli, altrimenti ti mangia. Altrimenti il boccino resta in mano sua. E, senza artigli, che pantera sei… Anche se sei nata in vitro. Il frutto di un laboratorio. Il risultato di un’alchimia. Insomma, mai avresti pensato a quei… vent’anni di meno. Quattro lustri. Una generazione diversa. Epoche. Musiche. Cartoni animati. Giochi. Diversi. Anche il romanticismo. Diverso. Ma fascino impazzito. Sganciato dai canoni. Al di qua delle linee. Al di là ...

E “Il cecchino” sbagliò mira

  I mali della guerra – qualunque guerra – non finiscono neppure in tempo di pace. Ne sa qualcosa l’ispettore Mattei, instancabile acchiappa-delinquenti in più o meno accertate banlieue francesi, ma mai arreso alla misteriosa morte del figlio in Afghanistan. La verità ha un sapore amaro che spesso non giustifica ma sempre spiega e, nella sua sconcertante affermazione, insegna addirittura a comprimere odi e rancori, seppur senza cancellarli. Mattei lo sperimenta sulla propria pelle in quella forsennata rincorsa a un crudele e infallibile cecchino che sembra incarnare tutti i peggiori attributi del mondo. Anche una volta assicurato alla giustizia, quel ...

Benur e i gladi-attori clandestini

…Ma tra i bielorussi c’è qualcuno che ha la “quinta elementare”…           Minsk-Roma. Centinaia di migliaia di chilometri e due città. Una qualsiasi e una Eterna. E gira proprio attorno a questo aggettivo il valore, il significato e lo spessore di Benur, tutto attaccato, ultimo film del regista napoletano Massimo Andrei che approda sul grande schermo con gli stessi interpreti (Nicola Pistoia, Paolo Triestino, Elisabetta De Vito) che danno vita alla rappresentazione teatrale dello stesso Andrei da cui la sceneggiatura è ricavata. Un sottotitolo, “Un gladiatore in affitto”, che la dice lunga, perché un tempo quegli ...

Hansel & Gretel, rock anti streghe

Hansel e Gretel dei fratelli Grimm è lento. Hansel e Gretel – Cacciatori di streghe è rock.   Per chi non lo sapesse, i fratellini sono cresciuti. Il parto dei Grimm è lontano anni luce e oggi i due bambini di un tempo  hanno le sembianze macho di Jeremy Renner e il glamour di Gemma Aterton, giovanissima co-protagonista di Prince of Persia e 007 – Quantum of solace. Ebbene, loro non tornarono mai a casa da mamma e papà, dopo l’avventura nella casa fatta di dolciumi, dove si nascondeva un’infida strega, ma venne dato loro a credere che, quel giorno ...

Quando la morte sa di… “Miele”

Non sono un sicario, né un assassino. Ma nessuno di quelli che ho visto morire, lo voleva davvero. Tutti, seppur disperati, erano attaccati alla vita.   Miele è un nom de plume. Un soprannome, diremmo oggi. All’anagrafe è Irene e di mestiere assiste i malati terminali. Non con lo spirito della crocerossina, ma con quello di chi vuol abbreviare sofferenze. Accelerare le tappe che patologie sbagliate hanno imposto a innocenti. Irene è Jasmine Trinca. E ricorda la mamma, spentasi fra atroci tormenti. Vuole che quelle angosce non siano più di nessuno. Sulla sua strada il caso le mette un anziano ...

Treno di notte per… attimi di vita

Lasciamo sempre qualcosa di noi quando ce ne andiamo da un posto. Rimaniamo lì anche una volta andati via. E ci sono cose di noi che possiamo ritrovare solo tornando in quei luoghi… Una notte di pioggia. Diluvio interminabile sui fantasmi. Una sconosciuta in piedi sulla balaustra di un ponte. E un ombrello che vola via all’improvviso. Decine di metri di capitombolo nel vuoto prima che le acque correnti ne pieghino la corsa. E disarticolino le membra di quel parapioggia perduto. Un professore di latino agguanta la giovane donna e la scaraventa per terra al di qua della ringhiera. “Avete ...
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