Addio ad Alexandre Astruc, teorico della Nouvelle vague

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Se n’è andato all’alba dei 93 anni che avrebbe compiuto a luglio, come in punta di piedi aveva lasciato il cinema alla fine degli anni Sessanta, risale al 1968 Flammes sur l’Adriatique cui seguì nel ’76 un documentario su Jean Paul Sartre. Alexandre Astruc in realtà lasciò ben prima quella Settima Arte alla quale aveva dedicato i suoi sforzi più intensi. Sceneggiatore e regista – a lui si devono La tenda scarlatta (1952), Les mauvaises recontres (1955), Una vita (1958), L’educazione sentimentale (1962) e La lunga marcia(1966) – egli fu soprattutto uno studioso e un critico. Amico di Boris Vian e vicino all’esistenzialismo di Sartre, […]

  

In carcere sboccia un “Fiore”

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Ti aspetterò, fin quando uscirai. Poi andremo al mare…   Un calcio alla vita. L’odore del carcere ha il fetore di esistenze irrecuperabili. Fortezze che uccidono la libertà e l’amore. Se esiste un riscatto che la civiltà di oggi chiama recupero, esso abita dentro l’essere umano, non certo nelle istituzioni. Non c’è insomma un modo per sentirsi liberi quando liberi non si è. Né di sognare, né di amare. Né di costruire il proprio futuro. O, semplicemente, di immaginarlo. Neppure se la cella è palestra di rieducazione e non invece luogo di pura detenzione. Dietro le sbarre abita una miniera […]

  

“Whiskey Tango Foxtrot”: sesso, guerra e giornalismo in Afghanistan

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-Volevo solo liberarmi del mio lavoro. Volevo liberarmi del mio ragazzo vagamente depresso. Volevo mandare tutto all’aria. -Questa è la storia più tipicamente da donna bianca  americana che io abbia mai sentito.” I colori della guerra hanno il singhiozzo della sofferenza e la brillantezza di una speranza che le armi si sforzano di mettere in ginocchio. L’Afghanistan ha vissuto le ore tristi di un doppio invasore. Sovietico prima, americano dopo. La mancata conquista e la tentata liberazione dalla schiavitù talebana. Questa seconda esperienza si traduce in film, come molte altre guerre che gli Stati Uniti hanno condotto in varie parti del […]

  

Piume di follia ne “La pazza gioia” di una madre e un’adultera

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I confini della follia sono fragili come le piume. Come i segreti. Come due volti che si nascondo fra gli altri fra i malati di un comunità terapeutica che ha i colori di un collegio più che di un centro di cura. Beatrice e Donatella sono due donne alle prese con loro stesse. I misteri mai rivelati. Le insoddisfazioni di un passato doloroso. Sarcofaghi della memoria. Si riciclano dietro vesti che non appartengono a loro. Attimi di autonomia. Squarci di una felicità proibita dietro la sentenza di perizie psichiatriche. Nondimeno resistono a rincorrere i loro sogni così diversi eppure così […]

  

“Money monster”: i delitti del denaro

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Quanto vale la mia vita, vediamo… L’aggressione è vera, ma la bomba è un gioco. Il confine fra conoscenza e finzione è fragile. E sta tutto qui. In un attentatore che irrompe negli studi televisivi di una trasmissione di successo, minacciando di far saltare in aria la baracca. E obbligando il conduttore a indossare un giubbotto esplosivo di cui egli tiene in mano il detonatore. La paura corre sul filo, ma il motivo scatenante non è il terrorismo bensì l’ira. L’attentatore è un piccolo investitore, turlupinato dalle parole un po’ cinematografiche e un po’ ammiccanti di un anchor man superficiale. Si […]

  

“Florida”, capricci tristi da terza età

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Il nome di uno stato. E di una fuga. Dal presente. Dall’anzianità. Dalla temuta fine di tutto. E perfino dalla demenza. Trasformazione di corpi e cervelli. L’ostinazione a volerci essere anche quando tutto sembra cospirare verso il non esserci più. Abdicare alla propria memoria. Gli ultimi bagliori prima delle tenebre. Le ultime impennate di un sentimento mai sopito che gli anni non possono offuscare o cancellare. Una corsa a perdifiato dentro e fuori dai confini del tutto. E dell’unità famiglia. Florida di Philippe Le Guay, apprezzato regista di Molière in bicicletta, è un fiume cinematografico in cui confluiscono apporti eterogenei. Un po’ […]

  

“Lo schermo empatico” insegna come ci si “muove” al cinema

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Cinema e neuroscienze, ovvero come il grande schermo sollecita e solletica il corpo. È opinione ingiustamente diffusa che guardare un film sia attività rilassante e distensiva, lontanissima dal coinvolgere la corporeità nel suo insieme. Ebbene, si sappia invece che accade tutt’altro quando ci troviamo in sala. Non è soltanto la vista a essere stimolata per l’attività di vedere quanto accade di fronte a noi nella finzione cinematografica. L’intero apparato nervoso e sensoriale subisce un coinvolgimento che parte dal cervello e si allarga alla psicologia. Alle emozioni. Perfino alla muscolarità. Insomma, ben altro che una riposante pausa dall’attività fisica. A spiegare i […]

  

“Al di là delle montagne”: la Cina prepara la lunga marcia verso il 2025

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Non si fa che una parte del cammino insieme, prima o poi dovremo separarci…   Le forme triangolari dell’amore non sono direttamente proporzionali alle strade della Cina, divise tra progresso e realtà. Ma a Tao, una ventenne di fine millennio, è chiesto proprio di decidere fra un coetaneo ricco, affamato di fama e denaro, oppure un minatore. E, detto così, l’enigma sembra fin troppo banale. “Possiamo restare amici” spiega lei al povero deluso Liangzi. Un pugno non è sufficiente a stendere le ambizioni di Zhang, che gli ruba il cuore della bella Tao e perfino il futuro. Ebbene. La solita […]

  

In fuga da “10 Cloverfield lane” trovando il coraggio di uccidere

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È sempre stato così. Quando vado nel panico, scappo   Una donna in fuga. Da se stessa. Dal fidanzato e dal mondo. Storia di un incubo che prende corpo da un trillo di cellulare. Il buio che avvolge. E un presente che sa di angoscia. Michelle non conosce l’anfratto del proprio io. Il mistero di sentirsi reclusa in se stessa. A ucciderla non è un incidente stradale, ma il suo soccorritore. L’uomo, afflitto da infinite patologie e da un passato torbido in cui annega la scomparsa di moglie e figlie, racconta una storia vera. All’apparenza tuttavia paradossale. L’invasione degli alieni […]

  

“La memoria dell’acqua”: ecco il Cile fra gli amerindi e i desaparecidos

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Siamo tutti ruscelli di un unico fiume (Raùl Zurita) Un bottone di madreperla incrostato di ruggine in una rotaia in fondo al mare. L’acqua e l’uomo. Tracce di una convivenza che ha significato morte e tragedia. Ma anche vita. Da un blocco di ghiaccio, ultime vestigia restituite dal deserto di Atacama, all’acqua dell’oceano. Baratro e immensità di un dramma affogato nella memoria e in fondo al mare. E attraverso queste acque che bagnano 4.500 chilometri di costa, il Cile si racconta. E racconta i suoi fantasmi. I mostri di ieri, ancora presenti in tanti volti di oggi. Storia di popolazioni […]

  

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