“Io danzerò”: il corpo di Loie Fuller sogno e illusione da Belle Epoque

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Spenderò tutto il mio oro per regalarle un teatro.   Il confine di una donna è il corpo. Nascosto. Esposto. Preteso. S-velato. Un perimetro discusso che suscita concupiscenza. Emulazione. Disprezzo. Dolore. Estasi. È paradiso e inferno al tempo stesso, opposti coincidenti come un’alchimia di laboratorio. Il corpo di Loïe Fuller è uno dei più sognati. Si agitava sotto tessuti trasparenti e non importava quello che traspariva. Non doveva essere sensualità ma gioco. Luci e ombre che si fondevano e si svillaneggiavano. Schermaglie di una notte artificiale  solcata da raggi che ne dilaniano i tessuti. Loïe era figlia di un ubriacone, che […]

  

“Quando un padre” cambia strada Così la famiglia batte il lavoro

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Il progetto più grande è scaldare il cuore.   La malattia di un figlio e un lavoro che assomiglia a una quotidiana guerra. L’inferno in terra che si coniuga a tutti i malesseri e i malanni che questi due diavoli portano con loro. Conseguenze infami di un disagio che avvelena lentamente. Corrode i cuori. Ossida relazioni collaudate. Incrina matrimoni. Uccide. Ma costringe, al contempo, a restare sotto pressione. Misura la resistenza. Rosicchia la vita che intanto sparisce dietro concitate telefonate per strappare un contratto. Accorcia le ore e i giorni. Tende, come corde di violino, pazienze assassinate dai sospetti. La […]

  

“Sognare è vivere”: Natalie Portman racconta il piccolo Amos Oz

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L’unico modo per vivere un sogno è non realizzarlo mai. Un sogno realizzato è delusione.   Fania viveva di parole. Erano il suo nutrimento e la sua speranza. Quando ebbe un bambino lo alimentò con la stessa linfa. Succo filologico dell’immaginazione. Essenza di sogni e viaggi. Con la mente. Attraverso il presente e il desiderio. Di essere. Lontani. Fania era una mamma. E rincorreva le farfalle della felicità. Ma il volo del lepidottero era più sinuoso dei suoi pensieri e quel bimbo, il suo piccolo Amos, respirava favole e racconti che uscivano dalla bocca di quella donna. Biberon di poesia. […]

  

Gianni Amelio: “Non temo gli altri Ho paura soltanto di me stesso”

Il «poeta degli umili». Dalla filmografia di Gianni Amelio non spuntano eroi. Nemmeno nella quotidianità. Gente comune che lotta. Per Lamerica che ogni tanto si chiama Italia. Un lavoro che non c’è, a patto di non essere L’intrepido che li accetta tutti. Il terrorismo capace di Colpire al cuore anche in famiglia. E ora La tenerezza di un anziano del Duemila e dintorni, più affezionato ai confusi dirimpettai che ai propri congiunti malati di menefreghismo. Personaggi comunque immersi intimamente in una geografia a cui risultano visceralmente legati. E allora, se Milano fosse un film a quale genere apparterrebbe. «Drammatico, direi. E non per offendere. […]

  

Cannes 2017: “La novia del desierto” La sfida dell’io alla solitudine

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La prigione senza sbarre del nulla sconfinato. Liberi. Solo all’apparenza, liberi di muoversi. In realtà ingabbiati nello spazio senza limiti, come in un carcere di cui la coscienza arriva con il passare dei giorni. Consapevolezza di una fuga impossibile in cui l’unica forma di affrancamento è la resistenza. La riflessione su ciò che si è. L’appello alle ultime forze che spingono a farcela. A scoprire nel profondo dell’animo umano quelle armi spesso nemmeno note. La novia del deserto di Cecilia Atàn e Valeria Pivato, registe argentine di ultima generazione, regala questo piccolo dono attraverso gli occhi e la vita di Teresa che, dopo […]

  

Cannes 2017: “The beguiled” riadattato Un remake con l’inganno

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Guerra e amore conteso. L’uomo ostaggio dei sensi – più che del cuore – di tre donne contemporaneamente. E l’irreparabile che lascia tutti senza l’oggetto delle proprie attenzioni. Il teorema di The beguiled di Sofia Coppola sta proprio in un interrogativo che ha il sapore dei primi anni Settanta, quelli del femminismo implacabile che tentata di sottrarre la donna dal ruolo di succube rispetto alla figura maschile. Il film non chiarisce chi sia oggetto dell’altro e le prove a favore di entrambe le tesi sono sostenibili. Tanto il soldato John Mc Burney dipende dalle cure mediche e dall’ospitalità del collegio femminile, tanto […]

  

Cannes 2017: “Rodin” va alla berlina Lo scultore sembra un erotomane

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Auguste Rodin, gloria di Francia nell’arte della scultura, finisce alla berlina. A beffarlo, “dipingendolo” sul grande schermo per quello che non fu, è Jacques Doillon, conterraneo del prestigioso artista, vissuto tra il 1840 e il 1917. Cannes tiene dunque a battesimo uno dei film più discutibili per le sue incongruenze storiche che lasciano ampio margine a una critica ben più che serrata. Quello che appariva in teoria come uno dei film più dotti e culturalmente impegnati si rivela una miniera di errori ed esagerazioni. Rodin parte già molto avanti nel tempo, quando il protagonista – interpretato da Vincent Lindon, già visto […]

  

Cannes 2017: “L’atelier” della parola che divide l’Islam dall’Occidente

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Il perimetro delle parole. I confini. La solitudine. Il pensiero. Uno contro tutti e il teorema sofferto dei nostri giorni. Islam e cristianità nello scacco delle loro molteplici sfumature. Musulmani di terza generazione. Neri d’Europa, veri o presunti. Bianchi di Francia. E da una grandeur, ripetutamente colpita dalla cronaca del terrorismo internazionale, arriva L’atelier di Laurent Cantet che – senza troppi preamboli – mette l’accento su questo toccante tasto. È l’anno delle arti e – dopo la regista che si sforza di confezionare film per ciechi in Vers la lumière di Naomi Kawase – spunta anche la scrittrice decisa a insegnare le […]

  

Cannes 2017: “Vers la lumière” Odissea di sfumature tra luce e buio

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Non esiste niente di più bello di ciò che si dissolve sotto i tuoi occhi.   L’evanescenza è per chi vede ciò che il buio è per un cieco. Dissolvenza. Scricchiolio di immagini e corpi. Scultura di sabbia che si scioglie con l’onda. Velo di donna inghiottito dal mare. Ricordi. Suggestioni. Il lato oscuro di un passato. Appunto. Illanguidito. Dal pallore dei giorni. E trasferito nel non luogo della non rimembranza che si chiama oblio. Spontaneo come ciò che passa e di cui non ci si accorge. Come ciò che è stato. Transeunte traccia della normalità. Vers la lumière, già […]

  

Cannes 2017: “Le redoutable” Godard tra Mao, contestazione e affetti

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Jean Luc Godard in dieci stazioni. Via crucis di un amore che si accompagna a un film – La cinese – e al nascere della contestazione giovanile, agli albori del Sessantotto parigino ed europeo. Le redoutable, ovvero il “formidabile”, di Michel Hazanavicius ripercorre con leggerezza e ironia una stagione particolare della vita professionale e umana di un regista che ha impresso una svolta, come icona della Nouvelle vague. Cinema autoreferenziale che incontra la Storia e anticipa gli avvenimenti. La pellicola godardiana esce infatti nel ’67 e anticipa quell’afflato maoista che avrebbe pervaso larga parte del movimento studentesco, alla base degli scontri di […]

  

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