Il cuore soffre di solitudine: “L’amore secondo Isabelle”,

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Vivi per te stessa. Cerca il tuo sole interiore. L’attesa ha in sé qualcosa di misterioso, nessuno sa mai quando finirà. E forse è proprio questo a renderla affascinante. I suoi contorni sfumati. L’alone indecifrabile. La speranza che talvolta si trasforma in angoscia. Sembra delusa, aprendo baratri di profondità irreversibili. Poi è un nonnulla a resuscitare sorrisi. Perché, in fondo, si può sempre tornare da tutto. Fuorché dall’Aldilà. E Isabelle è viva. Ma sola. Dopo il divorzio, le è rimasta la figlia di dieci anni e un universo di sconosciuti con le loro storie e le loro verità. Un banchiere eccentrico […]

  

“Molly’s game”: il ko della Bloom, principessa onesta del poker

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Ho un nome soltanto, Charlie, e non voglio buttarlo via. Sono colpevole.   Quella di Molly Bloom è una storia vera e nemmeno granché datata. Correva l’aprile del 2013 quando la donna fu arrestata da 17 uomini armati fino ai denti nel letto della propria casa. Ed erano più di due anni da quando era stata chiusa la bisca clandestina del poker, gestita da lei. Ex sciatrice, ritiratasi dalle gare per un grave incidente, aveva cercato fortuna a Los Angeles finendo però nel giro del gioco illegale. O meglio. Ai limiti del lecito. Quando Molly Bloom litigò con il volgare […]

  

“Doppio amore”, l’ininterrotto assedio di una follia normale

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L’immaginazione uccide. Il dedalo della fantasia nelle praterie della suggestione diventa ossessione e follia. Gemellare. Come il lato di un’umanità che ha sempre un riscontro. Perfino nei cromosomi di chi non ha un sé al di fuori di sé. È il doppio che fa parte di ogni vivente. Il versante che manca. Biochimica impazzita d’amore. Ricerca di una metà sparita. Perentoriamente riapparsa a evocare quel lato perduto. E inevitabilmente ritrovato. Doppio amore di François Ozon è la traduzione complicatissima dell’originale L’amant double che forse, un corrispettivo esatto, in italiano, non lo ha. Chloè (Marine Vacth che aveva già recitato per Ozon in Giovane […]

  

“The happy prince”, Oscar Wilde L’ultimo dandy, sconfitto dall’amore

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Perché l’uomo corre verso la rovina… Perché ne è così irresistibilmente affascinato…   Lo scherno generale avvolse Oscar Wilde non appena si seppe dell’omosessualità di uno scrittore – all’epoca il più noto al mondo – che aveva già una moglie e due figli. Forse fu la nemesi. Il padre, oculista dei sovrani di mezza Europa, finì nel fango per le accuse di abusi sessuali su una ragazza. Condannato, se la cavò con un risarcimento e una fama alle ortiche. Oscar, secondogenito di tre figli, non assomigliava al padre. Piuttosto, si sentiva – e tutti ne riconobbero le somiglianze – più […]

  

“La casa sul mare”, nostalgia di ieri nell’oggi intrappolato dal domani

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Lo sguardo verso il passato ha sapori di nostalgia. Tra tempo e stati d’animo cristallizzati. Ammutoliti. La baia di Mejan, in Provenza, profuma di gioventù perduta. A metà del cammino terreno scocca l’ora di riflettere. Ha il sapore dell’oggi malato. Rimpianto di uno ieri che non tornerà. Imbarazzo interrogativo su un futuro dai lineamenti indecifrabili. Ma è il mare l’imprevedibile volto di un destino che cambia per sempre i giorni. Il loro scorrere apparentemente sempre uguale. Inarrestabile dominio di normalità forzata. Tre fratelli – due uomini e una donna – si ritrovano al capezzale dell’anziano padre colpito da un ictus […]

  

“Io sono Tempesta”, l’impossibile equazione tra il ricco e i poveri

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Ora vi posso davvero chiamare fratelli. Siete diventati tutti dei gran figli di…   Un imprenditore condannato per evasione fiscale e assegnato ai servizi sociali. Dubbi… E invece si chiama Numa Tempesta, ha un accento romanesco, fa il finanziere e non è mai sceso in campo. L’unico terreno che conosce è quello del Kazakistan dove è deciso a far crescere addirittura una città. Ma siccome i suoi mezzi non sono sempre limpidissimi, finisce nel ciclone e si salva prestando la propria collaborazione in un istituto che ospita poveri e diseredati di varie età, sesso e provenienza. L’approccio è difficoltoso, ma […]

  

“Il prigioniero coreano”: inquiete analogie comunismo-capitalismo

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Non voglio guardare. Così nessuno mi potrà incolpare di essere una spia… Di attenzione, il prigioniero ne aveva sempre messa molta, ma per la verità era ancora un uomo libero quando si guardava bene dal finire in acque territoriali straniere. All’epoca era solo un pescatore. E la mattina in cui, ancora assonnato, si svegliò e si concesse solo un attimo di sensualità con la moglie prima di prendere la barca, mai avrebbe pensato che tanta accortezza sarebbe svanita nel nulla per un incidente. Il motore s’ingolfa all’improvviso e la corrente lo trascina al largo, lasciandolo oltre confine. Tra la Corea […]

  

“Bob & Marys” due criminali finti che mettono fuori gioco i criminali veri

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L’”accuppatura”, per chi non lo sapesse, è un trucco dell’onorata società. Una squadra di picciotti capita all’uscio all’improvviso e scarica in salotto una serie di pacchi sigillati di cui è fatto divieto di apertura agli ignari residenti. Si tratta di qualcosa di ingombrante che non viene svelato. Anzi. Saltuariamente il gruppetto si ripresenta alla porta per verificare di persona che il malloppo – non necessariamente denaro, più spesso droga o altro materiale sporco – non sia stato nemmeno spostato. L’”accuppatura”, per chi non lo avesse intuito, è una sciagura perché, per leggera o pesante che sia, ovvero per pochi o […]

  

“Il mistero di Donald C.”, il velista che fu sconfitto dalle sue paure

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Donald Crowhurst era un velista amatoriale. Lo definirono inesperto e nessuno andò molto lontano dal vero. Ma il nemico che non riuscì a sconfiggere fu se stesso. La solitudine. E quegli imprevisti legati a un’imbarcazione fatta costruire per l’occasione ma carente in più di una parte. Era il Sessantotto e la Gran Bretagna aveva ormai perso domini e impero. Nei ragazzi che ne avevano vissuto l’epopea era subentrato un desiderio insopprimibile di eroismo da trovare a tutti i costi. L’ingegnere Donald C., inquieto sul lavoro, con la passione di inventare dispositivi elettronici, aveva messo a punto un apparecchio radiogoniometrico per […]

  

“I segreti di Wind river”, le donne scomparse nel nulla in Wyoming

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La frontiera americana esiste. È un confine aleatorio, purtuttavia vero, progressivamente cancellato dalle guerre indiane che spinsero le popolazioni dei nativi in aree circoscritte. Oggi si chiamano riserve e hanno il sapore amaro di ghetti più o meno estesi, dove i discendenti dei primi abitatori del continente sono stati trasferiti. Il limite resta. Nei fatti e nei cuori. E molti, al di fuori di quelle aree hanno vanamente tentato un’integrazione impossibile. Sono rimasti segregati in libertà. Schiavi di indifferenza. Disinteresse. Il nulla. A tanto valgono le vite in certi angoli del Wyoming ancora ai giorni nostri. Il corpo di una […]

  

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