“The great wall” e il monito cinese: all’Occidente conviene trattarci bene

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Questa guerra mi ha fatto capire che, in fondo, siamo simili… Anche i mercenari hanno un cuore. O almeno ce l’ha Garin, un occidentale un po’ sbandato, in compagnia del tutt’altro che fedele Tovar, i quali si ritrovano ai piedi della Grande muraglia, inconsapevoli di ciò che sta per accadere loro. I sentimenti di chi combatte per denaro sotto mille bandiere hanno la stabilità di una piuma in balia del vento, nondimeno Garin sembra una provocazione e in parte, forse, lo è. D’altra parte la vicenda è frutto di fantasia e l’intero racconto è una delle mille leggende sepolte sotto […]

  

“Jackie”, il mistero della first lady che regalò la maestà agli Stati Uniti

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E l’abito rosa confetto si macchio di sangue. Era il 22 novembre 1963, Dallas. Jfk era in visita di stato e alla moglie, Jacqueline, prima della partenza confidò: “Andiamo nella terra dei pazzi”. Lei non si volle convincere. Riceveva mazzi di fiori gialli. Applausi. Sorrisi. Strette di mano. E complimenti. Non volle rendersene conto finché quei due proiettili maledetti distrussero il cranio del presidente. Il primo attraversandogli il collo, il secondo distruggendogli metà della testa. La dinamica di quel delitto è universalmente nota. Come tutto ciò che ne seguì. Nell’ombra rimase il mistero di come una donna di 34 anni, […]

  

“Silence”, preti apostati e martiri nell’ultimo capolavoro di Scorsese

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“Io prego, ma sono perduto e la mia preghiera risponde al silenzio” Il silenzio dei martiri. Cristiani costretti al supplizio della crocefissione. Missionari sottoposti alle torture nell’esercizio di evangelizzazione del Giappone. E preti apostati. La fede non rinnegata da molti credenti diventa il voltafaccia di sacerdoti, divisi dall’assurda scelta di salvare innocenti sul patibolo girando le spalle alla Bibbia oppure persistere nella professione di fede lasciando morire innocenti. Una guerra taciturna portata dall’inquisitore ai danni dei poveri. Dei professanti. Di coloro che cercano conforto nella parola divina, attraverso l’anelito al paradiso come liberazione dalle sofferenze terrene. Silence, l’ultimo capolavoro di Martin […]

  

“Moonlight”, non c’è luce nel buio L’oscurità luminosa dei ghetti neri

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Un giorno saprai chi vorrai essere. Non lasciare che altri decidano per te. Il confine tra l’uomo e il mondo è la sottile linea rossa che divide l’adolescente introverso dal bullismo. Violenza e tolleranza. Droga e spaccio. Liberty city e una Miami da Baywatch. Il confine tra l’uomo e il mondo è la china del precipizio cui conduce la disperazione. La mancanza della speranza. La fine dei giorni. L’irreversibilità  di un modo di essere. Chiaro di luna, ovvero Moonlight, titolo del film di Barry Jenkins, non ha nulla di chiaro, ma il buio in pieno giorno. Cupa quotidianità da banlieu, […]

  

“La battaglia di Hacksaw Ridge”: la guerra senz’armi di un pacifista

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In pace i figli piangono i padri, in tempo di guerra a piangere sono i padri   Uno sperone di roccia, di quelli dove il nemico aspetta al varco e colpisce infido. Il fronte giapponese di una guerra già finita – il secondo conflitto mondiale – si rivela il più duraturo e ostinato. L’esercito nipponico non si arrende. Anche se nel resto del mondo la bufera è cessata. Il pericolo nazista è stato annientato e l’Europa conta i danni e lecca ferite ancora sanguinanti. Sogna una ricostruzione prematura ma imminente. Maggio 1945, Okinawa. Le radici dell’atomica che l’agosto di quell’anno […]

  

“La La Land”, sfida ad amore e lavoro in una lotta all’ultimo sogno

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Chi ama con il cuore non si separa mai. Se ne va solo chi ama con gli occhi.   L’ambizione è un fuoco che divora. Una sirena che ammalia. E il confine tra l’irrealizzabile chimera e il traguardo da abbrancare con le mani diventa labilissimo. La differenza sta in un’entità astratta che abita nell’animo. Nel cervello. Nei nervi. La convinzione di crederci. Quando tutto sembra irrimediabilmente perduto. Il destino si oppone. Le circostanze sono sfavorevoli. E gli ostacoli aumentano a vista d’occhio, al punto che perfino il passo più semplice appare come una montagna da scalare a piedi nudi. La tenacia, […]

  

“Dalida”, l’angoscia della gioia invade il piccolo e il grande schermo

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Non sono d’accordo con Heidegger. La cosa più importante è andare verso l’amore Innamorarsi dell’Amore. E cantarlo. Viverlo. Sentirlo vibrare nelle corde del cuore. Poi morirne. Come erano morti tutti i suoi affetti. A partire dal padre, primo violino all’Opera del Cairo, rapito dietro il sospetto di essere una spia nazista e mai più ritornato a casa. E, via via elencando, gli uomini ai quali si legò. Sentimenti perduti in un vicolo cieco. Strozzature dell’infinito. Dalida attraversò tre vite e molti amori, ma non trovò mai se stessa né l’equilibrio delle sue ambizioni. Non riuscì a coronare studi universitari. Non […]

  

“Manchester by the sea”, incubi del cuore

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Non sono un tutore, ma ci sarò sempre   La sbornia del disperato sa di solitudine. Quella forma di lontananza che non è una scelta ma una conseguenza. Si vive soli non perché lo si voglia né perché sia capitato. Si è soli per vergogna. E angoscia.  Si è soli perché la comunità dei vivi ha un credito. E non c’è nulla che possa ripagarlo. Il destino però non ha cuore. Anzi. Lo ferisce a morte. Lacera quello del fratello di Lee e restituisce il protagonista alla città natale dalla quale era fuggito. Si ritrova tutore del nipote sedicenne e […]

  

“Dopo l’amore” cominciate a contare

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Quando l’amore è al capolinea restano i conti. Di un sentimento. Una condivisione che fu. Un bilancio che non torna mai. Sprazzi di una felicità ossidata. E uno sterco del demonio che mette a nudo, sul banco dei pegni, chi ha dato e chi ha preso. Sotto la voce ammanchi, ricchi e poveri in cerca d’autore e di se stessi. Dopo l’amore di Joachim Lafosse  racconta la coppia che scoppia e come scoppia la coppia. Boris (Cédric Kahn) e Marie (Berenice Béjo) sono sul punto di separarsi, ma i due rappresentano le facce opposte della società. La povertà dell’uomo rispetto […]

  

Lo squalo che sbranava hamburger “The founder”: piccole storie yankee

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Ray Kroc non è un nome da tango. E nemmeno da frullatori. Puzza di battaglie sotterranee e sorrisi finti. Pugnali sottotraccia che feriscono a tradimento. Il mite ma ambizioso venditore di centrifughe che non faceva affari neppure con se stesso si trasforma in uno squalo dalle fauci spalancate. In attesa che qualcuno vi precipiti. Ignaro della sicura morte che lo attende. Perché Ray Kroc non è un nome da tango, ma da corrida. Dove c’è sempre qualcuno che muore. Quella di Dick e Mac McDonald è una fine ovattata. Avvolta nel soffice profumo dei dollari. Addolcita dai milioni, ma resa […]

  

Il blog di Stefano Giani © 2017