Tra omicidi, bustarelle e vendette brucia “Una folle passione”

Scappavo. Per non sentirli urlare. E mi fermai solo quando le loro voci non giunsero più alle mie orecchie.     Ogni amore ha due volti. La faccia che tutti vogliamo. E quella del pericolo. Il brivido che seduce. Tanto quanto atterrisce l’incertezza della riuscita. Per questo, forse, da millenni, gli amori più rischiosi sono i più impegnativi ma sono quelli che fanno salire la febbre. E, per chi è bravo, prendersi le proprie soddisfazioni. C’è anche chi muore ma, si sa, c’è sempre chi muore. E ora della fine, tutti muoiono. Presto o tardi. Tremare d’amore. O amare tremando. ...

“Boyhood”, un film lungo 12 anni

Dodici anni di vita. Dodici anni qualsiasi. Come tanti. Il bello e il brutto dei giorni. Delle sorprese. Delle sensazioni. Dei mutamenti. I propri e quelli degli altri. Vita e vite. Normali. Forse troppo normali. Forse troppo straordinarie. Eppure Boyhood di Richard Linklater è film di livello alto. Apprezzato dai cinefili, forse meno da qualcun altro che al cinema chiede solo lo stupore. O mondi soprannaturali. Galassie e Mazinga senza Dio armati per la guerra contro altri universi. In Boyhood i mostri sono i fidanzati troppo sbagliati. Perché sbagliare si può, ma guai eccedere. E ne sa qualcosa Patricia Arquette, ...

Salgado, una vita mettendo a fuoco “Il sale della terra”, cioè l’uomo

Il sale della terra? Gli esseri umani.                   Sebastião Salgado ha girato il mondo con una moglie, un bambino e una macchina fotografica. La differenza fra lui e tutti gli altri uomini che hanno solcato i continenti con una donna e un bimbo al seguito è che Salgado il “suo” mondo lo ha fatto vedere a tutti. Fotografo tra i più universalmente apprezzati, stimati e acclamati le sue immagini hanno fatto il giro del mondo. Esattamente come lui. Divisi per temi. Quelli che di volta in volta si è imposto di osservare ...

“Cristiada”, il massacro dimenticato al grido di “Viva Cristo Re!”

Le campane non sono un suono di festa, ma un invito a raccolta           Fu un triennio folle, quello tra il 1926  e il 1929. Morirono in novantamila. Laggiù in Messico. Morirono in nome di Cristo Re e per mano di un dittatore, Plutarco Elìas Calles, convinto che la Chiesa fosse troppo influente negli affari interni. Così varò provvedimenti restrittivi per l’esercizio della fede. Ci furono risposte pacifiche. Boicottaggio di tasse. E raccolta di firme. Ma alle norme si aggiunsero le persecuzioni. E fu guerra. I Cristeros erano poveracci, ma con tanta fede in Dio. E ...

Grande guerra tra “Fango e gloria” Ma chi era davvero il milite ignoto…

Le promesse si mantengono. Anche da morti.             Guardando Roma dal Gianicolo svettano due chiazze bianche. Una è San Pietro e si sa tutto. L’altra, dietro piazza Venezia, è il mausoleo del Milite ignoto. L’altare della patria. Un soldato riposa lì dal 1921. Vi arrivò il 4 novembre. In treno. Da Aquileia. Terzo anniversario della fine del conflitto. Era uno dei tantissimi giovani, con buona approssimazione di certezza italiano, ad essere caduto al fronte. Ma non aveva un nome. Qualche leggenda, frutto di fantasia goliardica, è anche fiorita. Perfino recentemente. Tra libri dotti e azzardi ...

Cosa hanno in comune anima e muri Facile: “Piccole crepe, grossi guai”

Le bugie di chi si ama sono la più bella dichiarazione d’amore           Rue de… Periferia est di Parigi. Periferia di qualsiasi periferia. Un palazzo come mille altri. Crepe che sanno di fenditure psicologiche più che nervature su muri fragili. O terreni cedevoli. Sussulti instabili. Scosse occulte. Interne agli animi. E brandelli di muri che ritraggono inquietudini. Lacerazioni striscianti. Un uomo contro il suo passato. Un altro contro il suo presente. Una donna malata di ansia. Un marito incapace di sopportarne gli sbalzi. Un ex calciatore cocainomane. Un ex musicista, anch’esso drogato. Un mondo… stupefacente. Piccole ...

Il fascino indiscusso di Leopardi e quello del “Giovane favoloso”

La Grotta in fondo alla quale, in un paese di luce, dorme, da cento anni, il giovane favoloso         Calco di una definizione della scrittrice Anna Maria Ortese, Il giovane favoloso  è il poeta italiano per eccellenza. Giacomo Leopardi. Alla sua vita è dedicato ora questo film di Mario Martone, un “biopic” come si ama dire di questi tempi. Presentato alla Mostra del cinema di Venezia, la pellicola spazia sull’intera esistenza del recanatese, dalla nascita alla morte. Una parabola che utilizza diversi filtri. Silvia, l’amata tessitrice che muore di tisi “quando beltà splendea”. Il conte Monaldo che ...

Dietro “I due volti di gennaio” stanno i tre volti dell’ambiguità

Mio papà era un glottologo e mi ha insegnato molte lingue. E’ stata l’unica cosa buona che ha fatto.         Rydal è un’umile guida turistica, Chester un facoltoso ed elegante uomo d’affari. Entrambi americani. Entrambi in trasferta. In Grecia. Uno per lavoro, l’altro in vacanza. In mezzo, una donna bellissima che ha il volto e la voce di Kirsten Dunst, contesa per l’occasione da Oscar Isaac e Viggo Mortensen. Premesso questo è già chiaro tutto il resto e ciò non depone a favore del film, I due volti di gennaio di Hossein Amini, che non è disprezzabile ...

“Amore, cucina e curry”: la Francia cucina la xenofobia a prima vista

Gli indiani non diventeranno mai francesi e i francesi non diventeranno mai indiani”.     L’intollleranza è un male strisciante che all’improvviso esplode. Ha l’urlo del ribelle. La violenza del vigliacco che trova il coraggio del branco. Ha l’invadenza del fuoco. E intosssica come il fumo nero che invade i polmoni. Sa di chiuso la xenofobia. E della paura di esserci. Sa di monopolio arrogante e di pigrizia della competizione. Amore, cucina e curry di Lasse Hallstroem, acclamato autore delle Regole della casa del sidro che gli valse l’Oscar e Chocolat, non tradisce la passione e l’inclinazione gastronomica di un regista ...

“Il regno d’inverno” in Cappadocia: l’arroganza va in scena in albergo

Un uomo di chiesa dovrebbe essere di esempio, anche in una comunità rurale     L’inverno in Cappadocia non perdona. I camini delle fate si vestono di neve. Il freddo sprizza le guance ed entra nelle ossa. Solo una lepre resiste. Può resistere. Finché uno sparo nell’atmosfera ovattata… Ricorda il proiettile del Sospetto, questa fucilata. Ma, rispetto al film di Vinterberg, è diversa. Là era il pregiudizio. Il colpo a vuoto. Lo zero al quoto. Ne Il regno d’inverno del turco Nuri Bilge Ceylan, palma d’oro a Cannes, è la soppressione dell’innocente. La protervia. L’arroganza dell’uomo con l’arma. E sono ...
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