“Easy”, viaggio da ridere con la bara

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Take it… Easy       La battuta può sembrare scontata. Ma Easy non è la parola più facile della lingua inglese, bensì un diminutivo. È un modo buffo per abbreviare un nome insolito. Isidoro. Un’extralarge che si fa beffe del quintale e non solo lo passa allegramente, ma vi aggiunge chili su chili con un’alimentazione che, definire scriteriata, è poco. Isidoro ha un cuore che fa rima con il suo nome. Ed è un perdente. Uno di quelli che arriverebbe secondo anche se fosse l’unico a partecipare. Non è un caso se indossa una maglietta con quel numero. Si ferma […]

  

Locarno 17 / L’Alabama razzista in “Did you wonder who fired the gun”

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Due famiglie. Una era morta, l’altra filmava   Un delitto nero nell’Alabama razzista di metà Novecento rimasto senza colpevoli apparenti. A distanza di oltre mezzo secolo la memoria di chi sparò non è mai stata violata e la vittima giace in una tomba anonima in qualche cimitero sperduto dello stato americano. Travis Wilkerson, discendente di S.E. Branch, sospettato di aver ucciso il nero Bill Spann nel suo negozio di alimentari, fruga tra le pieghe della sua famiglia nella certezza di trovare la verità dopo decenni di mistero. E invece. La giustizia che mai punì – e nemmeno accertò – la […]

  

Locarno 17/David diventa “Goliath”, gigante drogato di steroidi

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Mi hanno aggredita e non sei stato capace di difendermi   Tutto cominciò casualmente, come del resto ogni disgrazia. O, forse meglio, ogni sciagura. Trattasi però di quelle che non capitano accidentalmente, ma per determinazione ad autodistruggersi da parte del protagonista. E David, buon ragazzo di provincia, che mette incinta la fidanzata e le promette di diventare il miglior padre del mondo, si trasforma nella peggior copia di se stesso. La parabola discendente che precipita l’uomo verso l’abisso è una china senza fine, dall’incedere angoscioso e interminabile. La faccia presentabile e accattivante della droga, nel suo subliminale introdursi nei giorni, […]

  

Locarno 17 / “Le buone maniere” per educare un lupo mannaro

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Dice la leggenda: i lupi mannari nascono dall’unione fra una donna e un prete o fra una persona sposata e un’altra libera   Notti di luna piena. Notti di trasformazioni. Carni dilaniate. Ululati e angosce. Il lupo che non ti aspetti nasce al colmo di una gravidanza che coinvolge in un tutt’uno due donne disperate. La prima, abbandonata dall’uomo che la sta per rendere madre, la seconda – senza lavoro – “sbranata” da un’affittacamere che non lascia tregua ai suoi debiti. Il bigotto cattolicismo brasileiro è la cornice di un dramma che potrebbe risultare goffo e invece riscatta uno status […]

  

Locarno 17 / Il sogno vivo di “Lucky” tra la solitudine e il deserto

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Io, fortunato, perché in guerra facevo il lavoro meno pericoloso   Lucky è fatto così, un uomo ritroso quanto determinato. Uno che vive del suo e poco si interessa ai casi degli altri. Vive al confine con il deserto e non ha lo sguardo perso nel vuoto, ma è alato di solitudine. Di quell’essere soli che non confina con la nostalgia o con la malinconia ma con l’amarezza di una routine che non protegge e annienta le ore. Le corrode. Le uccide. È assenza di vita nella stessa misura di cui rende i giorni identici come se fossero coniati da uno […]

  

“The war – Il pianeta delle scimmie”: parafrasi di dittatura e guerra santa

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Ape-ocalypse: questa è una guerra santa… Evoluzione è termine infido. Porta con sé i cromosomi della positività che non sempre si rivela tale. E la connessione tra l’uomo e la scimmia, che data molto addietro nel tempo – collegando scienza ed etologia, zoologia e teologia – non dirada i dubbi e lascia accesa quella lampadina che spinge a riflettere, portando a comprendere che talvolta l’evoluzione si chiama involuzione. Ossia il suo contrario, quasi totalmente assente dal lessico comune rispetto al lemma simile dal significato opposto. Il confine tra progresso e regresso, che in tanti casi coprono la medesima area semantica […]

  

“L’infanzia di un capo”: metafora di come nasce e cresce un dittatore

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Non puoi lasciare che comandi lui…   Prescott non è un nome da arcobaleno. E nemmeno odora di tacchi sbattuti all’improvviso. O plotoni sull’attenti. Ha tratti femminili e la sua natura è spesso fraintesa. È lui il primo ad adombrarsene, ma tant’è. La pena del contrappasso per l’esibire grazia dietro i boccoli biondi è essere confuso. Prescott è nome da ambasciatore californiano di hamburger ma diventa eponimo di un leader. Quello che forse non sarebbe mai. Un dittatore nato dal nulla, dal ventre di una madre che ha rischiato la sua stessa vita per darne una a lui. Destino non raro […]

  

“Il tuo ultimo sguardo”: ecco l’Africa vista da Sean Penn e Javier Bardem

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Molte persone sono state separate e divise dai loro sogni   L’Africa sotto scacco di se stessa. La guerra civile, quella che non guarda in faccia nessuno, vista dagli occhi delle missioni umanitarie. Medici senza frontiere, la più pacifista delle spedizioni non politiche nei luoghi dove la pace è un concetto senza tempo e senza tetto. Senza vita né peccato. Mutilazioni fisiche e morali. Oltraggi alla dignità. Prevaricazioni, condite da irrisioni al diritto di vivere. Sudan. Sierra Leone. Liberia. Nomi noti alle cronache. Nomi da disperati. Tredici anni di sofferenze, alternati all’Occidente composito e azzimato di giacche e cravatte e […]

  

“Io danzerò”: il corpo di Loie Fuller sogno e illusione da Belle Epoque

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Spenderò tutto il mio oro per regalarle un teatro.   Il confine di una donna è il corpo. Nascosto. Esposto. Preteso. S-velato. Un perimetro discusso che suscita concupiscenza. Emulazione. Disprezzo. Dolore. Estasi. È paradiso e inferno al tempo stesso, opposti coincidenti come un’alchimia di laboratorio. Il corpo di Loïe Fuller è uno dei più sognati. Si agitava sotto tessuti trasparenti e non importava quello che traspariva. Non doveva essere sensualità ma gioco. Luci e ombre che si fondevano e si svillaneggiavano. Schermaglie di una notte artificiale  solcata da raggi che ne dilaniano i tessuti. Loïe era figlia di un ubriacone, che […]

  

“Quando un padre” cambia strada Così la famiglia batte il lavoro

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Il progetto più grande è scaldare il cuore.   La malattia di un figlio e un lavoro che assomiglia a una quotidiana guerra. L’inferno in terra che si coniuga a tutti i malesseri e i malanni che questi due diavoli portano con loro. Conseguenze infami di un disagio che avvelena lentamente. Corrode i cuori. Ossida relazioni collaudate. Incrina matrimoni. Uccide. Ma costringe, al contempo, a restare sotto pressione. Misura la resistenza. Rosicchia la vita che intanto sparisce dietro concitate telefonate per strappare un contratto. Accorcia le ore e i giorni. Tende, come corde di violino, pazienze assassinate dai sospetti. La […]

  

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