Voglio stare con te, non lo capisci…

 

 

 

Un’isola assolata. Secco dentro e fuori. Animi prosciugati. E una ricerca impossibile. Un padre dal passato misterioso, divenuto un mito e improvvisamente decaduto. Un padre che fu. Amore amaro di Francesco Henderson Pepe è la scomposizione dell’amore. Omosessualità ed eterosessualità. Omertà contro sincerità. Latenza contro apparenza. Colpa e redenzione. Perdoni mai concessi. Marchi incancellabili di uno ieri già cancellato.

Santino vive con la madre vedova, ignora la sua relazione con un compaesano, vive idealizzando il genitore che non ha più, ma del quale ignora un passato fatto di spine. E perfino il suo personale presente di uomo. E si scopre attratto dal suo stesso sesso quando avrebbe giurato il contrario. Altri figli sbarcano a Salina dalla lontana Francia. Sono fratelli, Camille e Andrè. Anch’essi hanno un segreto alle spalle e vogliono togliergli il velo. La loro – di madre – non è più di questo mondo, ma nel mondo di Salina aveva lasciato il cuore.

Camille scoprirà il cuore di Santino, ma Santino scoprirà che Camille è solo un corpo. Nudo. Quello di Aylin Prandi, nata in Francia da un’argentina e un italiano. Cocktail latino. Avvenenza di un’eterosessualità che il sicilianissimo Francesco Casisa scoprirà essere una truffa. Rifiuterà le profferte sentimentali di Andrè, ma ne risulterà presto succube e schiavo. Un fratello che “ruba” il fidanzato – seppur improvvisato – alla sorella. Sgarbo che costa la fuga di quest’ultima. Camille abbandona un’isola che non è mai stata sua e nella quale è stata travolta dalle onde di un mare inquinato di affetti contro natura. Amore amaro di due uomini che scoprono la loro passione ma anche di essere figli dello stesso padre. Omosessualità e incesto a un tempo. E la tragica fuga verso il mondo che li inghiottirà. Avido delle loro vite e indifferente alla loro fine.

 

 

 

 

Amaro amore di Linda (Lavinia Longhi) per Yorgo. L’uomo maturo che rifiuta il fascino seducente di una giovane pittrice, affascinata da quel viso mediterraneo solcato da rughe che sanno di mare e di iodio. Ogni corpo e ogni cuore hanno un destino. Linda non si arrende. Vuole quel pescatore che vive di barche e di una condanna scontata. Quella che la legge codificata ha estinto e quella che la legge umana non ha invece mai archiviato. Linda e Yorgo sono il sogno dal retrogusto triste. Ma sono anche l’idillio che non finisce. Il cuore che non ha età. L’amore che non si piega all’anagrafe. Il cielo di un sentimento finalmente felice, anche se l’attesa è stata dura. La costanza di saper convincere un uomo sordo alla gioventù. E l’ammissione che quell’empireo a dimensione femminile ha ora i contorni delle rocce aride di Salina. Ma è gioia. “E’ valso la pena attendere” confesserà Linda che consegna all’amore il suo trionfo. Yorgo è suo.

Amore amaro anche di Assunta (Angela Molina), la renitente madre di Santino. L’unica che conosca la verità di una storia che si dipana tra le mille lacune di una sceneggiatura con gli stessi vuoti di certi paesaggi di Salina. Ama riamata un altro uomo dopo l’abbandono di un marito che una conosciuta straniera le ha portato via. Ama nell’ombra di un silenzio che non deve tormentare il figlio, cullato nel mito di quell’uomo che lei per prima ancora detesta. Come detesta la donna che lo ha sedotto. Come detesta Yorgo perché è un ex galeotto. Come detesta forse anche se stessa. E come detesta soprattutto la verità. Quella che nasconde al figlio. E quella che tenta di nascondere anche a lei stessa. Fin quando il segreto perde la maschera. Fin quando il sole accecante di quell’isola, lontana dalle coscienze, illuminerà con i suoi raggi penetranti l’omertà – questa sì galeotta – di uomini e donne, servi di una sicilianità irredenta..

Il film di Henderson Pepe, alla sua prima ambiziosa regia, ricalca quello più noto di Florestano Vancini che raccontò il sentimento impossibile di uno studente per una vedova trentacinquenne con figli, ma rende omaggio a tematiche difficili da affrontare. Omosessualità. Incesto. Bugia. Inganno. Superficialità. Convenzioni. Percorsi che si fondono e si confondono. Come il mare e il cielo di Salina, pur non avendone lo stesso fascino. Un tentativo che si arena sugli scogli battuti dalle mareggiate cui nemmeno le calde notti d’estate riescono a restituire il fascino di amori favoriti da un chiaro di luna su una spiaggia deserta.

 

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