“Blood”, il Mystic river dei poveri

incorporato da Embedded Video Una ragazza scannata nel giardino del college. E un sospettato troppo sospetto per non essere l’autore del misfatto. Il capro espiatorio perfetto per essere appunto… capro espiatorio. Ma, si sa, al destino non si sottrae talvolta nemmeno l’evidenza. E il delinquente per statuto diventa la seconda vittima. Questa però viene assassinata da due belve, loro sì insospettabili, ma allo spettatore non si toglie suspence nel rivelarlo perché è il regista stesso di Blood, Nick Murphy che già diresse 1921 – Mistero a Roockford e Occupation, a svelarlo già nella prima parte del film. A questo punto […]

  

…E il teatro va al cinema

-Dimmi, cosa ti regalava papà: rose, dolci, diamanti… -No, solo corna       Teatro. Vita. Cinema. Realtà incompatibili al crocevia. Artificio e quotidianità. Quando la macchina da presa gira tra quinte e palcoscenico il prodotto è fatica. Tra cinque minuti in scena dell’esordiente Laura Chiossone conferma il sapore acre della claustrofobia da cui esce Gianna – una Gianna Coletti dalla sorprendente rassomiglianza fisiognomica e vocale con Mariangela Melato – in ballottaggio tra un’esistenza giornaliera intrisa delle difficoltà dell’assistenza umana, morale e sanitaria all’anziana madre ormai cieca, giunta alla fine dei suoi giorni, e il suo mestiere di attrice. La […]

  

I rumorosi silenzi di “Salvo”

incorporato da Embedded Video Parole centellinate. Distillate. Piccoli scogli, sparsi dal caso nel mare magnum delle immagini. E dei suoni. Forse perché con la mafia molte parole non servono. Bastano le azioni. Fatte di rivoltelle che sparano. Mitragliette che vomitano proiettili a raffica. Auto usate per uccidere e poi fuggire. Raffinerie come luoghi di segregazione, non di produzione. Cave che si rivelano cimiteri clandestini. Perché anche le sepolture hanno una differente modulazione. Alle tombe classiche si affiancano quelle fantasma. Salvo di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza è un film unico nel suo genere. Trama lineare, ancorché priva di originalità – […]

  

Se la creatività batte il marketing

Non solo marketing. La creatività è potere e a insegnarlo è il cinema, industria di tutte le industrie, figlia, non madre, di tutte le industrie. A dimostrare una tesi che sembra essere l’antitesi di conti che non sempre quadrano, investimenti multimilionari, operazioni cosiddette di merchandising per creare indotti di incassi paralleli e invasioni del mercato dell’home video è un libro che prende il lettore per mano e lo conduce “dietro le quinte” della celluloide, laddove diventa evidente con quali dinamiche e per quale motivo la fantasia e l’importanza di inventare storie e personaggi sia direttamente connessa al successo finale del […]

  

Il cinepanettone è morto davvero…

Alla chetichella. Il cinepanettone finisce come era cominciato. Erano i primi anni Ottanta, quelli degli yuppie e della Milano da bere. Quelli che Cortina… è qui dietro l’angolo. Quelli che… il sole ai Caraibi. Quelli che… l’Africa e l’amichetta un po’ così. Bella, soda e tutto pepe. Quelli che… la famiglia è sacra, ma s’inventano una fuitina off side nella stanza di fianco alla moglie ignara. Che poi così ignara resta per poco e immancabilmente scopre l’inghippo, mandando a gambe all’aria colei che le gambe all’aria ha già. Quelli che… la gag la fa da padrona. La costruiscono. La fabbricano. […]

  

Come va a pezzi il principe azzurro

Vissero tutti felici e contenti. E si tradirono molto           Confessa che anche tu, bambina di un tempo che fu, il principe azzurro te lo sei immaginato così. Perfettamente idiota in quella tuta di raso scintillante. A suo finto agio su un cavallo bianco lavato con Dash, ma in realtà con una voglia matta di tirare giù tutti i santi dell’empireo. E quel sorriso vuoto appiccicato sulle labbra, neanche fosse la miglior pubblicità di un collante per dentiere. Effeminato più che maschio. Anni luce dal macho spaccatutto. E confessa che sì, quel cretino, un po’ di […]

  

Gorby racconta 50 anni di Urss

Ha un fascino vintage il profumo di un’autobiografia. Sa di stralci di vita vissuta. Sa di bilanci. Sa di esperienza. E’ storia. Reale e fantastica al tempo stesso. E’ un misto di sogno e accadimento. Di traguardi mirati e obiettivi centrati, accanto ad altri falliti. Non sempre per proprio demerito. Quando muore Raissa Maksimovna è il 20 settembre 1999. La fine di un secolo. E la fine di un uomo. Quello che le rimase legato dai teneri anni dell’università. Le prese quella mano che non lasciò più. Quell’uomo, Sergei Michailovic Gorbaciov, sarebbe diventato lo statista che avrebbe imposto la sterzata […]

  

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