Quando mi capita di osservare persone che litigano, allora dico… sì, questa è una vera coppia.

 

 

 

 

 

Amore che semina. E raccoglie a metà.

Amore salato.

Amore piccante.

Amore salace.

Amore logorroico.

Quando a venir travolti sono loro, i baci. Sommersi da un’alluvione di parole. Torrentizio fiume in piena fatto di verbi audaci. Sostantivi paradossali. Frasi ironiche, ma avvelenate. E significati contesi. Lame  che affondano nelle carni dilaniate del passato. Nel sangue del presente. Nell’angoscia del futuro.

Before midnight di Richard Linklater è la terza puntata di una serie iniziata molto tempo addietro, precisamente nel 1995 con Prima dell’Alba e successivamente con Before sunset – Prima del tramonto, nel 2004, tutti per mano dello stesso regista. Un Linklater che fa della coppia Jesse-Celine il suo personale Antoine Doinel, protagonista per Truffaut di un ciclo di film ( I 400 colpi, Baci rubati, l’episodio “Antoine e Colette” nell’Amore a vent’anni, Non drammatizziamo… è solo questione di corna, L’amore fugge). Il duo, interpretato da Ethan Hawke e Julie Delpy, si è ripetuta a lunghi intervalli e ora il prossimo appare ancora fosco perfino negli orizzonti dello stesso cineasta.

Tuttavia l’amore resta al centro delle attenzioni e dell’osservazione. Jesse e Celine si erano conosciuti su un treno diretto a Vienna quando erano giovanissimi e tra loro era sbocciato qualcosa più di una semplice simpatia. Era sentimento. I due si danno appuntamento dopo sei mesi allo stesso binario, ma sarà solo quando Jesse torna a Parigi per presentare il suo nuovo libro che i due si incontreranno nuovamente nella seconda puntata del ciclo. Per Jesse e Celine è amore vero. Lui ha descritto la sua passione per lei in un romanzo, lei si lascia sedurre e scappano insieme. Per il suo cuore, Jesse lascia la moglie e si trasferisce in Francia. Ora, felicemente approdati alla maturità dei quarant’anni, li ritroviamo in Grecia dove stanno trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza insieme alle loro gemelline, dopo aver ospitato il figlio di Jesse. Dovrebbero essere giorni distensivi. Relax assoluto. Viene loro regalata perfino una notte soli nell’albergo più raffinato di Kelèmata, ma dove dovrebbe essere il regno dei sensi, prendono il predominio invece le parole.

Jesse e Celine guardano al loro passato. Scavano in tanti gesti della loro quotidianità. In mille frasi. In infiniti dubbi. In sconcertanti perplessità. In ipotetiche inclinazioni. E sfiorano la rottura. Complice di tanta tristezza sono le martirizzate ambizioni di Celine, ambientalista tentata di cambiare lavoro, e la tristezza di Jesse che sembra soffrire la lontananza del bimbo nato dal precedente matrimonio, con il quale va d’accordo ma che vede di rado. Celine non vuol saperne di tornare negli Stati Uniti, Chicago le va stretta e non fa per lei. Jesse vuole tutto. In particolare non vuol perdere l’afflato di quella musa, compagna e amore che presidia senza alternative e stabilmente il suo cuore.

La crisi di mezz’età non poteva non avere come teatro un luogo non luogo come la Messenia, dove il mare e il sole canicolare di Kelèmata sembrano ustionare perfino i sentimenti più radicati. Ma il vero protagonista di Before midnight è il tempo, grande assente dal primo piano, ma vivo – anzi vivissimo – in ogni scontro fra Jesse e Celine. Che si immaginano vecchi. E arrivano a chiedersi se fossero disposti ad andare al funerale dell’altro. Ma al contempo guardano a un domani più vicino. L’ipotesi di tornare in America. E addirittura al presente, fatto di insofferenze piccole e grandi. Scoppi di intolleranza. E mani tese. Naturalmente sulla scorta di uno ieri che ha la sua storia. Dalla memoria al balzo in avanti. Dall’oggi a come potrebbe essere. Prima di mezzanotte si consuma il dramma della coppia. Ma, prima di mezzanotte, quella stessa coppia ritrova il profumo di un futuro. Tra retrospezione e previsioni, la frattura dettata dal combattuto presente, sembra scongiurata. Se lo sarà, lo dirà il prossimo film. A occhio e croce, una decina d’anni. Sono i tempi di Jesse e Celine. Forse, ora di allora, posati ultracinquantenni con ridotte velleità conflittuali. O forse innamorati stagionati con accresciuta acidità. Se, come insegnano Jesse e Celine, il futuro non è ipotizzabile, il presente – cioè Before midnight – è un film logorroico e claustrofobico, adatto a chi ama dialoghi semplici, ma torrentizi. A chi non chiede azione, né suggestione. A chi si trova a suo agio al chiuso di qualche stanza a litigare con il compagno. Perché forse è proprio quella la spia di un’unione perfetta.

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