Un anno di film. E un anno di attese. Perché l’Oscar sarà pure un premio tutto americano, ma chi lo vince si ritrova addosso un fascino speciale. Di quelli che non se ne vanno più via. Per film, nel bene e nel male, destinati a diventare memorabili. Perché in fin dei conti sono indimenticabili certe vittorie come lo sono certe sconfitte. E i verdetti, in fatto di premi soprattutto, di rado mettono tutti d’accordo. Siccome la curiosità è molta e il toto è un giochino sempre intrigante, proviamoci, ma senza azzardi paradossali per il gusto della provocazione fine a sé stessa. Giudichiamo il giusto. E, per chi vuol dire la sua, c’è spazio…

E allora cominciamo.

Miglior film

C’è solo l’imbarazzo della scelta, ma tre film spiccano su tutti. 12 anni schiavo,  Dallas buyers club e Nebraska, che qualche Oscar lo merita ma rischia di restare a secco. Personalmente vorrei che vincesse quest’ultimo ma credo che la spunterà l’opera di Steve McQueen, niente a che spartire con il celebre omonimo.

Miglior regia

Non voglio considerare Cuaròn perché ritengo Gravity, uno dei film più brutti ma più “raccomandati” del 2013 e scelgo Steve McQueen. Lo merita. Vietato escludere l’oustider Russell che stavolta un premio potrebbe intascarselo in proprio. Troppo prolisso Scorsese. Troppo per amatori l’ottimo Payne.

Miglior attore protagonista

La scelta è di altissimo livello. Voto per l’inglese di origini nigeriane, Chiwetel Ejiofor, che pur avendo alle spalle film eccellenti come Amistad di Spielberg, Melinda e Melinda di Woody Allen, Lei mi odia di Spike Lee e Love actually di Richard Curtis, è però digiuno in fatto di riconoscimenti. Per onestà va detto che tutti i suoi contendenti sono top class.

Miglior attrice protagonista

Pollice verso sull’improbabile Sandra Bullock che riuscirebbe a togliersi una tuta da astronauta negli abissi per riemergere in costume. Voto, zero. Ottime le altre, la conturbante Amy Adams di nascita italiana, l’ex agente segreto Judi Dench, o la sempreverde Maryl Streep. Ma la migliore in assoluto è Cate Blanchett che nobilita un film già bello.

Miglior attore non protagonista

Scelgo Jared Leto, convinto di scontentare molti e di trovare il disaccordo di critici politically correct. Se come cantante (30 seconds to Mars) non ha lasciato il segno – perlomeno per ora – come attore è di gran lunga un’altra storia. Perfetto nei panni di un omosessuale drogato, ma raffinato e mai offensivo. Per nulla volgare. Dietro di lui un altro esordiente, Barkhad Abdi, il ribelle somalo che tenne in scacco una nave americana. Un citazione anche per Fassbender, perfetto nei panni del negriero molto più che in quelli dell’avvocato titubante di The counselor.

Migliore attrice non protagonista

Esclusa Jennifer Lawrence che l’ha già vinto un anno fa nella stessa categoria e non è così eccelsa da meritare il bis, scelgo June Squibb in onore anche ai suoi 84 anni. Forse non avrà molte altre occasioni e in Nebraska è bravissima a ritrarre la moglie che nessuno vorrebbe. Lupita Nyong’o, messicana naturalizzata kenyota, avrà sicuramente altre chance, dati i suoi trent’anni.

Migliore sceneggiatura originale

Scelgo Dallas buyers club dopo un testa a testa con Nebraska perché non è mai facile costruire un film sulla lotta contro l’establishment della chimica e delle medicine. Ci aveva provato anche Effetti collaterali di Steve Soderbergh ma Dallas buyers club è di livello più alto, nonostante lievissime sbavature.

Migliore sceneggiatura non originale

Propendo per Captain Phillips, in quanto – a differenza degli altri – porta sullo schermo un fatto reale che l’oblio ha sepolto nella memoria. E’ stata per tanti l’occasione di ripercorrere eventi importanti sfuggiti nel tempo. Eppure meriterebbe una citazione almeno il film di McQueen.

Miglior film straniero

Voto per Il sospetto perché oggettivamente e obiettivamente è uno splendido film. Molto più bello della pompatissima La grande bellezza con cui sembra che l’Italia baratti il parlar male di sè stessa pur di vincere un premio. Questo Paese avrà pur molte difficoltà ma per fortuna non è l’orrore “dipinto” da Sorrentino.

Miglior film d’animazione

Scelgo Cattivissimo me 2 perchè è più divertente e allegro di altri. Deludentissmo Frozen che arriva nel quintetto per il buon nome Disney.

Migliore fotografia

Il bianco e nero cinematografico ha un fascino struggente e poetico. La fotografia di Nebraska ha pochi rivali, uno di questi è A proposito di Davis, il meno coeniano dei film di Coen, ma con simili atmosfere e suggestioni. Molto migliore il profumo d’antico di questi due film che l’odissea idiota negli spazi di Gravity.

Miglior scenografia

Oscar al Grande Gatsby,  obiettivamente senza troppi rivali negli allestimenti. Forse soltanto il film di McQueen rischia di eguagliare la qualità di certe location.

Miglior montaggio

Darei il premio ad American hustle, perchè non ha le sbavature di Gravity e Dallas buyers club e al contempo è più complesso degli altri due suoi avversari di turno.

Migliori effetti speciali

Ottima la trimensionalità di Gravity, unico pregio di un film tutto sommato scadente.

Migliori costumi

In mancanza di film in costume, particolarmente appariscenti in questa categoria, scelgo la normalità di American Hustle perché la ricostruzione di abiti, ambienti e acconciature tipiche degli anni Settanta è affascinante.

Miglior trucco e acconciatura

Scelgo Dallas Buyers Club per la ricchezza di pettinature e trucchi che portano in direzioni opposte. La sofferenza sul volto di Mathhew Mc Conaughey e l’omosessualità cinematografica di Leto, oltre a normalità di doppio petto e trasandati cowboy texani. Eccellente.

Naturalmente questo è solo un gioco. Tutto da dimostrare che le cose andranno effettivamente così. Ma questi Oscar in proprio sono più che probabili, avendo visto i film in questione. A voi cosa ve ne sembra. Se volete provarci prendete carta e penna.  E’ solo un gioco…

Tag: , , ,