L’Italia è un Paese che mette ansia per i sentimenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma di che sesso è il sentimento… Quello che comincia per a. E può essere a come amicizia. Oppure a come amore. E’ possibile che una coppia eterosessuale convinta possa vivere sotto lo stesso tetto con vesti diverse da quelle coniugali o equivalenti… Amicizia e amore hanno un denominatore in comune ed è quello che fa saltare il banco. Entrambi rappresentano un legame forte ed entrambe richiedono, per vivere e sopravvivere, il volersi bene. Al punto che l’amicizia è solo una diversa modalità di amare.

Eppure, un uomo e una donna, che non si piacciano solo interiormente, convivendo in assoluta indipendenza, sono capaci di restare soltanto ottimi amici. Il quesito vale vite. Quelle di chi ci ha provato. Quelle di chi non ci è riuscito. Quelle di chi ha visto quell’amore travalicare ogni limite. Impossessarsi del cuore. E delle mani. Dei sensi, propriamente intesi. Tutti. Tutti e cinque. Nessuno escluso. Interrogativo insoluto per chi si è amato ma ha dovuto assistere, proprio malgrado, alla rottura di quello splendido giocattolo che si è chiamato amore. E si trasforma nel cuore da non perdere. da non voler perdere. Affiancato da una mente incapace di dimenticare. Ciò che è stato. Ciò che poteva ancora essere. Ciò che un destino improbabile o capriccioso ha interrotto senza che spiegazioni chiarissero. Perché no.

Una donna per amica di Giovanni Veronesi tenta di sciogliere il rebus che ha tarlato esistenze incompiute. Francesco, uno stimato avvocato (Fabio De Luigi) che è anche consigliere comunale vive con un’amica francese, la bella Claudia (Laetitia Casta), una veterinaria inconsapevole del proprio fascino quanto esuberante nei modi e negli affetti. Quando s’innamora di una guardia forestale tocca proprio all’avvocato presiederne le nozze civili e, poco dopo, quando quei fiori d’arancio si mostreranno una corona di spine, sarà sempre lui stesso a raccoglierne le confidenze e a proteggerla. Tuttavia quell’indissolubile amicizia diventerà il tallone d’Achille quando a innamorarsi sarà lui. Alla sua innamorata egli non saprà descrivere il ruolo dell’espansiva Claudia, ritrovandosi con un cuore ferito a morte e un pugno di mosche in mano.

Solo a quel punto Claudia e Francesco si ritroveranno faccia a faccia con i propri sentimenti. Distesi sul pavimento a baciarsi come mai avevano fatto prima. Un incidente di percorso per lei, la consapevolezza di una passione che non è più solo amicizia per lui. Ma quando l’uomo spierà la sua “compagna” sorprendendola in un passionale amplesso con un suo ex, tutt’altro che rimpianto, la vita di Francesco prenderà una piega diversa. Nemmeno Claudia sarà più capace di far nulla, se non accettare che amicizia e amore non possono coesistere in due vite sotto lo stesso tetto.

Una donna per amica è un buon film che non ha velleità. Nemmeno quella di far ridere. Fin dalle prime si avverte che la finalità non è quella del film comico propriamente inteso. Stavolta esiste un tema preciso che il regista risolve a proprio modo, con un cambio di direzione improvviso quando sembra che tutto si incanali nella direzione più scontata e meno accidentata. A far da condimento al motivo di fondo che attraversa tutti i fotogrammi si sovrappone lo spunto dell’incomunicabilità appena accennato nelle scene – uniche forse – a provocare il riso.

Il confronto senza esito di Francesco con la portinaia che parla un dialetto pugliese incomprensibile e il dialogo con una surfista la quale, pur usando l’italiano, mangia le parole e le pronuncia a una velocità tanto vorticosa da risultare indecifrabile. La stessa incomunicabilità che fa da tacito sfondo ai dialoghi di Claudia e Francesco, abili a non approfondire il confronto dei loro cuori fin quando l’esame diventa non più rinviabile.

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