Scusami, ma non ho il coraggio di baciarti…

 

 

 

 

 

 

Destini incrociati. Una vedovanza voluta da un destino cattivo. Un marito vigliacco e ambiguo. Ingannatore senza ritegno. Una donna sola con due figli. Un uomo solo con tre figlie. E sempre quel destino, al di là delle stelle, a guardare. A vedere. Forse, a provvedere. E a far incontrare due cuori orfani che scoprono però di non piacersi. Almeno sulle prime. Troppo fresche le delusioni. Troppo recente il male. Troppo intenso il dolore di un’assenza che la morte ha provocato. Troppo di tutto. Eppure il destino birbante diventa mite e vuole combinare fiori d’arancio che lui e lei si sforzano di respingere con decisione. Convincendo e convincendosi  che no, quello non è l’uomo giusto per dimenticare… E che no, quella non è la donna giusta per dimenticare…

E venne un viaggio malandrino. Nato da un equivoco. Da una complicità. Da un intersecarsi di contingenze. Opportunità. Vantaggi. E come recita il titolo del film, i due cuori solitari si ritrovano Insieme per forza. La volontà umana può più delle magie volute dalla vita. Ritrovarsi nello stesso albergo, condannati alle stesse cene. Agli stessi respiri. Ai medesimi svaghi. A giorni in comune. A figli che, inizialmente, su trincee diverse, finiscono per complottare affinché quei due cuori finalmente capiscano di avere un sentiero unico da percorrere. Ma di mezzo ci si mette una volontà che non accetta la resa. E sul più bello… “Scusami ma non sono pronto a baciarti…”. E’ il crollo di un castello incantato. Il dissolversi di un incantesimo. Cuori in tenda ad ossigeno.

Un ingannatore che ricompare a sparigliare le carte di un gioco d’amore e di sguardi che ha intuito e vuole boicottare. Sarà il baseball la metafora di un nuovo imbroglio. La palla in casa. In gergo, il punto. E da lontano le facce dei cinque figli che dopo un tifo infinito vedono due cuori riabbracciarsi. Insieme per forza di Frank Coraci è una commedia leggera e allegra. Si ride e si sorride. Si svuota l’animo dalle tensioni. Si entra in una dimensione che appare scontata. In una situazione che sembra di aver già vissuto. Sui giorni degli altri se non sui propri. Ma è una favola lieta che non vuol lasciare alcuna paludata morale rivenduta a basso costo da improvvisati soloni dell’esistenza. E per questo può sembrare più vuoto, ma allo stesso tempo arricchisce maggiormente grazie a un dono che non si impacchetta ma vale tantissimo. La serenità.

Se un messaggio si vuol trovare ad ogni costo, si racchiude in una parola sola. La speranza. Perché se è vero che la vita può offrire mariti fedifraghi e cattivi, ambigui e truffaldini. E se è vero che la morte può portarsi via la moglie ideale e la madre perfetta. E’ vero che la vita può restituire dietro i volti di altri uomini e altre donne la gioia che un’angoscia vigliacca ha inflitto senza pietà agli incolpevoli di turno.

 

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