Cloud… La nuvola… Nessuno sa realmente che cosa sia.

 

 

 

 

 

Computer e passione. Attenzione, non computer che passione. Anche se in un certo senso quella di Annie e Jay passione lo è davvero. Non quella di stampo erotico in cui i due protagonisti hanno ben poco da imparare, ma in quella che fa rima con sofferenza. Unita, anzi fortemente determinata, da una conoscenza mai completa dei misteri informatici. Perché i due sposini di cui sopra, che hanno il corpo affascinante di Cameron Diaz e quello più posato di Jason Segel in Sex tape di Jake Kasdan, coniugano oltre alle loro vite, anche una focosità insaziabile che tuttavia non va a braccetto con perizia e dimestichezza in fatto di nuovi media. Inteso sia come vettori di comunicazione, sia come potenzialità tecnologiche. E, dopo aver parcheggiato i bambini dalla solita provvidenziale nonnetta, si danno allo sfogo più fantasioso, condito stavolta dall’occhio indiscreto di una webcam a scopo personale. Mal gliene incoglie però perché l’I-pad li tradisce.

Così la tavoletta che Jay usa come archivio per le sue musiche diffonde le evoluzioni erotiche dei due gaudenti coniugi. Con una sorpresa. Il pilota dello scandalo è un ragazzino amico di famiglia che li tiene sotto scacco, minacciandoli di inondare Youporn con le loro gesta. Finisce che ogni cosa va al suo posto nonostante momenti di autentico panico. Annie-Cameron Diaz è infatti una mammina perfetta, con un applaudito blog in rete, che rischia di trovarsi devastata nelle inedite vesti di diva del porno. La conclusione è a tarallucci e whisky, trovandoci nell’America perbenista e onesta più profonda, come ogni favola stile terzo millennio che si rispetti.

Sex tape, peraltro senza alcuna velleità se non quella di divagare lo spettatore perché non vanta battute folgoranti e riserva la comicità a situazioni curiose e paradossali, sottolinea l’ignoranza diffusa in fatto di computer. Ad emergere sono le infinite potenzialità delle nuove macchine di cui ognuno di noi conosce solo i versanti applicativi che costituiscono l’uso soggettivo del marchingegno. Occorrerebbe farne tesoro pur se non si hanno velleità cinematografiche, neppur dilettanti, sotto il lato pornografico di tante notti insonni. Quello che accade ad Annie e Jay è solo un piccolo e volgare esempio di quello che può accadere a qualche fuoriclasse dei sensi tanto abile in posizione orizzontale – varianti annesse – quanto maldestro con bit, download. E soprattutto “inoltra”. La rete pesca anche pesci ingenui e abboccare è veramente un attimo.

Tuttavia, ridurre il film a un confronto uomo o donna contro computer è esattamente l’unica operazione proponibile. Il prezzo del biglietto di un titolo che non entrerà nella memoria collettiva della storia del cinema vale l’appeal di una Cameron Diaz che passa con disinvoltura attraverso i ruoli più diversi. La scanzonata e disinibita Mary che fa diventare tutti pazzi. La maliarda che regge le fila in The counselor di Ridley Scott. La sorellina di In her shoes di Curtis Hansen. L’affascinante Juliana che fece innamorare – di nome e di fatto – Tom Cruise sul set di Vanilla Sky di Cameron Crowe. La truffatrice di Gambit, scritto dai fratelli Coen. Oltre a Bad teacher, recitato a fianco dello stesso Segel di oggi per la regia del medesimo Kasdan. Un terzetto collaudato, insomma. E via elencando. Si potrebbe continuare. E se, obiettivamente, tutti questi film sono sbarcati anche nel pianeta home video, benché pochissimi abbiano qualità, c’è da credere che anche Sex tape seguirà le orme. Però una serata diversa con due birbanti a letto e con il computer si può trascorrerla. Decisamente. Si è visto di peggio.

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