f3Non mi considero né migliore né peggiore di chiunque altro

 

Non è questione di marxismo. Di presunte attualità comuniste. Di piramidi sociali da ribaltare, rivoluzionando gli assetti. Vetero preconcetti tradizionalisti, piuttosto. E ognuno al suo posto. Per una società occidentale ed europea che da tempo attenua progressivamente attriti e modifica pregiudizi e differenze, il terzo mondo emergente, il cosiddetto Bric economico – Brasile, Russia, India, Cina – al quale molti altri nomi potrebbero aggiungersi a cominciare dall’Argentina, ebbene il terzo mondo emergente resta ancora preda del virus che separa ricchi e poveri. Bianchi e neri, ma sarebbe meglio dire mulatti. Potenti e sottomessi.

f2Uno spaccato esce dal film E’ arrivata mia figlia! della brasiliana Anna Muylaert dalla trama esile ma dai contenuti quanto mai profondi, sul tema di un’apparente ma inesistente uguaglianza sociale. Val è infatti una governante a tempo pieno che si è guadagnata la stima e l’affetto della famiglia nella quale lavora ormai da decenni. La conquistata confidenza non le consente tuttavia di sentirsi allo stesso livello di madre, padre e figlio presso i quali presta servizio. A sconvolgere una routine consolidata ci pensa Jessica, figlia di Val che non vede la mamma da moltissimi anni dopo la separazione dal marito. Quando giunge a San Paolo per motivi di studio e vene ospitata in casa, sperimenta in prima persona la differenza fra chi serve e chi è servito. E diventa il fattore di rottura degli equilibri.

f5Così, un assetto faticosamente conquistato viene messo in crisi e obbliga a riflessioni circostanziate. Dietro le pieghe dei sorrisi e della gentilezza, Val scopre di essere subalterna rispetto ai suoi “padroni”. Jessica invece non si sorprende nel trovarsi al centro delle attenzioni sentimentali e fisiche da parte del datore di lavoro della madre. Infine la verità della ragazza che, oltre allo studio, ammette di aver avuto un figlio da un uomo imprecisato, crea una nuova e differente costruzione di piani inediti. In questa cornice, le domande più semplici riflettono l’incancrenirsi di situazioni consolidate, che mostrano tutte le loro pecche e le loro ingiustizie.  Così la piscina della villa è appannaggio dei proprietari e non della governante, neppure se invitata. E la stessa Jessica, buttata in acqua dal coetaneo, figlio della proprietaria, viene rimproverata. Alla stessa stregua di chi ha diritto a uscire dalla cucina. O di sedersi in certi tavoli. E perfino al momento di dare precise risposte.

f4Ne consegue che un invito a fare il bagno va declinato con la scusa “Non ho il costume”. Non offende e scongiura l’invadenza. Steccati, insomma. Recinti. Posti assegnati. Privilegiati e sottomessi. Jessica è invece l’emblema del rifiuto. Un rinnegare certi status, prima di voler sconfiggere piccole proibizioni. Questione di mentalità. Questione di uguaglianza. Quell’equivalenza sbandierata, ma cancellata quando Val compra un regalo di compleanno per la sua signora e si accorge che il sorriso di compiacimento con cui viene accolta, nasconde in realtà un malcelato disprezzo. Anche il dono, in fondo, può essere simbolo di classe. Inferiore. Ceti diversi. E con un prezzo chiaro. Le dimissioni di Val vengono accolte con una richiesta economica. “Vuoi un aumento?”. Il denaro è il collante di questa piramide che non è tanto sociale quanto pregiudiziale. Tradizionalista. Bianchi contro mulatti. Il Brasile di ieri e in parte di oggi è costruito ancora una volta su colori differenti.

f1Anna Muylaert ha riflettuto a lungo sulla trama di E’ arrivata mia figlia!, entrato in gestazione vent’anni fa, quando era ancora forte e sentita questa distinzione tra chi serve e chi è servito. Una frontiera che ha giustificato per anni un Brasile diviso, che solo un annetto fa ha iniziato a stemperarsi. Colpa e merito coincide con gli effetti dell’elezione di Dilma Rousseff alla presidenza. Nonostante la provenienza dal partito dei lavoratori della presidentessa in carica, lunga è ancora la strada da percorrere. Il Brasile resta fortemente ancorato all’universo dei pregiudizi. Quelli dei quali si libera Val, dopo che Jessica le mostra la sua schiavitù. Prigionia edulcorata dai sorrisi. Ma comunque cella ed emarginazione. Anche se di zucchero.

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