z4Il cuore lo aveva sempre interessato profondamente. Lo aveva indagato come meglio ne era stato capace. Senza negare un sorriso. Sdrammatizzando anche ciò che poteva sembrare sentimentalmente un dramma senza fine. Ma il cuore che tanto lo aveva incuriosito e che aveva studiato, nel suo versante intimo e non patologico, lo ha tradito prematuramente. E un male incurabile si è portato via a soli 54 anni Pascal Chaumeil, talento della regia francese, che negli ultimi anni ha firmato commedie di grande popolarità.

Al lavoro fino all’ultimo giorno, se n’è andato in silenzio solo dopo aver completato la post produzione della sua ultima fatica, Un petit boulot, che arriverà sul grande schermo solo nel 2016. Chaumeil era un lavoratore infaticabile, dalla inesauribile vena ironico-umoristica, che traspariva con eleganza dalle sue pellicole. Nato a Parigi nel 1961, aveva iniziato la carriera nel mondo della celluloide come assistente di Regis Wargnier prima e Luc Besson poi. Alla scuola di quest’ultimo, un vero mostro sacro del cinema francese di questi anni, Chaumeil aveva appreso tutti i segreti della regia che aveva saputo trasferire nelle sue opere.

z7L’esordio ufficiale risale al 2010 con Il truffacuori, interpretato da Romain Duris e dalla ex compagna di Johnny Depp, Vanessa Paradis. Il film va decisamente controcorrente rispetto alla maniera tradizionale di affrontare il tema della crisi di coppia, perché Alex gestisce a modo suo una società specializzata nel salvataggio di donne sfortunate in amore. In realtà si rivela uno “sfasciacuori” e si limita a sedurre la fanciulla in difficoltà con il fidanzato di turno. Gli affari precipitano perché la voce si diffonde e Alex, ormai in rosso, è costretto a passare dall’altra parte della barricata. Così le circostanze lo costringono ad accettare per la prima volta il caso di Juliette, prossima alle nozze con l’amato Jonathan.

z5Tuttavia gli amori a pezzi hanno incontrato sempre la curiosità di Chaumeil e, due anni dopo, nel 2012, arriva Un piano perfetto, divertente commedia in cui una famiglia ha la strana maledizione del puntuale fallimento del primo matrimonio. Con un trucco, Isabelle cerca allora di imbrogliare il destino, accasandosi con il primo sconosciuto, uno scrittore di guide turistiche, senza però riuscire a farsi abbandonare da lui per convolare alle sospirate nozze, nonostante tutti i capricci che gli avesse imposto. Il film ride sull’amore e soprattutto su alcuni luoghi comuni, tra i quali raccomandazioni e ripetitività di gesti routinari. Proprio quelli che Isabelle finirà per fare a pezzi.

z6Il sentimento è lo sfondo su cui si agita anche Non buttiamoci giù, una pellicola in cui quattro sconosciuti decidono di buttarsi dall’ultimo piano della casa dei suicidi, nella notte di Capodanno. In realtà sarà il dialogo a salvarli dal loro sciagurato progetto, decidendo di comune accordo di ritrovarsi dopo sei settimane nello stesso luogo per accertarsi che le loro vite non siano migliorate e giustifichino quella tragica decisione. Non buttiamoci giù è il più debole dei film del regista francese, nonostante nel cast figurino attori del calibro dell’ex 007 Pierce Brosnan e Toni Collette. Nella sua filmografia ristretta a quattro titoli, i maggiori consensi sono andati all’opera prima, Il truffacuori, irraggiungibile negli indici di gradimento perfino dall’esilarante Un piano perfetto, con Diane Kruger e Dany Boon.

Alla prima esperienza dietro la macchina da presa, Chaumeil si era ricollegato nella scelta dell’attore, protagonista di Un petit boulot, da poco ultimato. Il regista, già malato, aveva scelto di voler ritrovare Romain Duris, dopo la fortunatissima collaborazione ai tempi de Il truffacuori. Quest’ultima opera è ispirata a un romanzo di Iain Levinson dove torna di scena la coppia. Un uomo infatti si ritrova solo dopo aver perso tutto, compresa la propria autostima e non gli resta che accettare qualsiasi lavoro. La vita allora mette a sorpresa sul suo cammino un allibratore mafioso che gli chiede di uccidere sua moglie.

Dopo aver completato il lavoro che vedremo sugli schermi nel 2016, Pascal Chaumeil se n’è andato. In punta di piedi, come era sempre vissuto. E la donna con cui ha diviso i giorni ha rispettato quel silenzio. Quella ritrosia. Quella privacy. Chaumeil è morto il 27 agosto, ma la notizia è stata diffusa solo dopo alcuni giorni, perché Christophe Carrière, un giornalista dell’Express, ne aveva annunciato la scomparsa con un tweet. E alla donna non è rimasto che confermare. Tra le lacrime.