UnknownGli ultimi saranno i primi, dice il Vangelo. Ma talvolta restano ultimi.

E’ una geografia strana quella di chi sopravvive. Non ha successo. Lotta con i giorni. Un lunario sempre difficile da sbarcare. Un padrone di casa, sempre a batter cassa. Un marito sfaccendato. Un poliziotto maltrattato. E affari di cuore, sempre sul filo di cardiogramma piatti. E’ lo spaccato dei meno fortunati che, pur nelle pieghe delle loro tristezze, si sforzano di vivere. Normalmente. Come i primi. Quegli eletti ai quali è inevitabile guardare con l’occhio del desiderio. Essere al loro posto.

Unknown-1Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno, al quale si devono titoli esilaranti come Notte prima degli esami nella sua doppia versione,  è un film che alterna qualche risata a un quadro fosco ma non privo di speranza per chi vive nella difficoltà. Luciana (Paola Cortellesi) si dà un gran daffare per mantenere anche il compagno, un perdigiorno che lavora a giornata, solo quando proprio è costretto dalle ristrettezze. Antonio, che non vuole essere chiamato Toni è un poliziotto bonario e cupo. Non si è mai ripreso dall’aver assistito inerme al collega ucciso durante un presidio. Viene scaraventato al Sud. Allo sbaraglio. Dove si innamora di una donna che tradisce cromosomi maschili.

Unknown-2Sono gli ultimi. Vittime di loro stessi. Tra un lavoro che non c’è e un altro da cercare con il lanternino. Fra i sotterfugi. E le delazioni della nuova arrivata, che spiffera l’imminente maternità della collega, alla quale l’azienda non rinnova il contratto per non perdere soldi e personale in congedo retribuito.  “Coltellate” femminili. Ne esce una coralità di persone e personaggi che, a loro modo, compongono un piccolo universo di vite. Animi e aspirazioni. Traguardi che vengono delusi. Speranze da coltivare e alimentare. Angherie da subire. Vendette da ricambiare. Piccole e grandi falsità. Insomma, i giorni.

images-1Il film di Bruno si rivela per quello che ci si aspetta solo in parte. E’ una commedia ma non c’è molto da ridere. Anche dietro situazioni paradossali si nasconde un fondo amaro, non facile da digerire. E scade nell’inverosimile quando una donna – incinta e sull’orlo delle doglie – fa irruzione nell’azienda da cui è stata estromessa e punta una rivoltella contro il suo ex datore di lavoro per farsi riassumere. E ancor meno credibile risulta la reazione del poliziotto. Spara. La colpisce al cuore, senza farla morire. Cose che veramente si vedono solo al… cinema. Tuttavia fanno scadere il tono e il rilievo di un’opera che finisce per rivelarsi il contrario di se stessa.

imagesCriticabile è anche il particolare delle messe, amplificate dal gabinetto. Una caduta di stile che francamente poteva essere evitata anche di fronte alla considerazione che non porta un più cospicuo tasso di risa esilaranti. Criticare la religione e la fede è possibile, nell’ambito del rispetto e dei buoni costumi. Gli ultimi saranno gli ultimi tradisce il gusto di una smentita delle parole evangeliche in una conclusione che sembra non lasciare speranze nel titolo, salvo smentirsi nell’epilogo della trama. Luciana non diventa ricchissima, tuttavia quella vita da ultimi non resta tale. E’ la reazione. E’ la svolta. Non si diventerà forse i primi, ma non si resta nel perpetuo nelle retrovie. Senza speranza.

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