IM4Non credere che il mondo non possieda alcunché di te. Non è vero.

 

 

Casalinghe tutt’altro che disperate. Fantasiose, piuttosto. E creative. Il senso di Joy Mangano per le invenzioni inizia presto. Prestissimo. Quando era ancora una bimba che giocava con la carta e costruiva castelli abitati da principi. Principesse. E animali. Aveva una nonna che nutriva in lei una fiducia cieca e totale. E una mamma che trascorreva le giornate ciondolando da una telenovela all’altra. Una vita incartocciata sul piccolo schermo dopo la separazione da un marito, stanco di lei. Joy è figlia di italo americani e cresce a New York, dove tutto si crea e tutto si inventa. E questa è la sua storia. Una vita che David O. Russell, dopo Il lato positivoAmerican hustle, porta al cinema con la sua ultima fatica. Joy, appunto. Un biopic, come si usa definirlo oggi. Un’avventura umana intrisa di modernità.

IM3Il film è il racconto di quella bambina che un giorno scoprì il modo per costruire stampelle antiscivolo. Ma non le bastò. E dalla sua mente nacque il “Miracle mop”. La chiamarono scopa rotante, ma di avveniristico non aveva nulla. E in Italia fu ribattezzata con un termine buffo e un po’ modesto. Uno di quelli che poco accendono la fantasia, ma molto fascino esercitano su chi, le scope, le usa davvero. Cioè le casalinghe disperate. Fu chiamato – e tuttora si chiama – Mocio. Nessuno si doveva più bagnare le mani per strizzare lo straccio, lavando per terra. L’invenzione avrebbe cambiato per sempre il modo di lavare i pavimenti di casa. E Joy Mangano divenne ricca. Ricchissima. Ma il prezzo di quell’insolita forma di celebrità furono acerrime liti in famiglia. Poi piovvero i milioni sulla testa di quella strana donna, single con tre figli.

IM5Joy rievoca la vita di una persona qualunque, improvvisamente diventata miliardaria. Nei panni della protagonista c’è l’attrice feticcio di Russell, quella Jennifer Lawrence, presente nelle ultime pellicole del regista al pari di Bradley Cooper, nei panni di un amico della giovane inventrice. Al loro fianco un Robert De Niro che veste il ruolo dell’inquieto padre di Joy. Tuttavia è una realtà fortemente matriarcale quella che esce dai fotogrammi di Russell. E lo è in una doppia chiave. Quella di una nonna che tiene le redini di una famiglia acefala – il padre si è separato da una moglie inetta e insignificante – e, più tardi, quella di una giovane donna che si oppone al fallimento finanziario imposto da un padre e relativa compagna (Isabella Rossellini) che non nutrono fiducia in lei. Il successo sarà insomma la soluzione alle contraddizioni che pervadono i caratteri di molti personaggi cari al regista. Colori che traspaiono anche dalla figura di Rudy, papà di Joy, che riesce a unire un temperamento fiero a un fascino romantico. L’etica di un artigiano all’amore per l’eleganza. Rimpianti paterni all’amore verso la figlia.

IM6Opposti che si rincorrono come in una sorta di fiaba. Una Cenerentola di fine secolo e millennio – l’invenzione del Mocio risale ai primi anni Novanta – che riesce ad affermare il proprio prestigio professionale affidandosi soltanto al proprio intuito e alle proprie strategie economiche. Non ci sono sorellastre a insidiare gli occhi di un principe azzurro, ma c’è il riscatto e l’affermazione di una bambina – poi ragazza e donna – che non accetta la sottomissione. Rifiuta la resa. E obbedisce agli istinti che la portano a diventare l’idolo della casalinghe, da quel momento molto meno disperate. Il film è una storia di vita, dunque. Tra le pieghe della normalità che ha il sapore di una mediocrità senza limiti in alcune scialbe figure come la madre di Joy. Oggi, la signora Mangano è alle soglie della sessantina e ha investito parte delle sue ricchezze in un ristorante di prestigio a Huntington ed è considerata la regina delle self made woman. Imprenditrici che non devono chiedere nulla a nessuno. Un po’ come Jennifer Lawrence che la interpreta, candidata a un Oscar in un’edizione decisamente sottotono rispetto a un anno fa quando erano in corsa capolavori quest’anno tristemente assenti.

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