suf1L’eloquenza migliore? E’ quella che serve per migliorare le cose

 

Allora – ed erano i primi del Novecento – era normale subire le avance del capo. E nella lavanderia dove lavorava Maud era la regola. Nessuna si ribellava. Tutte subivano angherie e soprusi. Storia di diritti calpestati perché, in realtà, mai ricnosciuti. Eppure. Eppure la civilissima Gran Bretagna che per secoli ha voluto dare lezioni di civiltà al mondo era incivile quanto gli altri. Tutti gli altri. E nel 1903 le donne non avevano uno spessore. Non votavano. Lavoravano per tredici ore e facevano figli. Finché una ribellione, fatta di insuccessi e battaglie, tentò di modificare assetti ritenuti inossidabili. Come sempre occorse tempo, ma il voto fu allargato anche al gentil sesso. Suffragette di Sarah Gavron festeggia così l’8 marzo e mette n luce un’angolo buio della storia inglese, messa a tacere per secoli.

suf2Suffragette era il termine con il quale la stampa britannica aveva denominato quelle che all’epoca erano considerate a tutti gli effetti vere e proprie reazionarie. Protestarono per ottenere il suffragio elettorale e si dedicavano ad atti ritenuti terrorismo. Interrompevano le comunicazioni tagliando i fili del telegrafo. Facevano saltare in aria le cassette della posta. Attaccavano le proprietà private. Quando finivano in prigione iniziavano scioperi della fame che oggi fanno sorridere ma cent’anni e rotti fa appartenevano a una strategia – appunto – del terrore. Quello stralcio di storia emerge ora in un film affatto becero, come nella tradizione anglosassone, ma anzi utile benché in certi punti sia totalmente privo di fondamenta storiche. Il personaggio di Maud, ad esempio, non è mai vissuto realmente, ma la sceneggiatrice Abi Morgan lo ha letteralmente forgiato con la fantasia sulla falsariga di un substrato documentato. Ha passato in rassegna una vasta documentazione ricavandone le indicazioni per plasmare un ritratto verosimile. D’altronde poco importa se Maud (Carey Mulligan) sia il riflesso di una donna realmente vissuta, di gran lunga più significativo è ciò che intende tramandare. Tanto è vero che all’ispettore risponde la frase più ovvia, ma di gran lunga più significativa. “Cosa faresti con il tuo voto?” le viene chiesto. “Eserciterei i miei diritti” risponde.

suf3E l’essenza del film è in definitiva tutta qui. Parte dalle donne ma non finisce con esse. L’interrogativo rischia di rivelarsi angosciante. Forse che possiamo dirci sicuri che il voto, anche oggi, sia realmente uno strumento per difendere i propri diritti… “Se votare fosse davvero importante non ce lo farebbero fare” scriveva Mark Twain con una punta di ironia. E il dubbio, legittimo, esiste. Oggi quella che a tutti sembra una noiosa routine, forzata o forse forzosa, allora è una questione di rispetto che distingueva l’essere umano da un altro, privo totalmente di rispettabilità. Sia come sia, se Maud nasce dalla fantasia, ma non da una realtà che vide la protesta di decine di comunissime Maud, Emmeline Pankhurst – interpretata da Meryl Streep – è figura effettivamente esistita. Fu l’ideologa delle suffragette, nacque nel 1858 a Manchester e morì nel ’28, dieci anni dopo aver visto il trionfo di quel movimento che guadagnò alle donne la possibilità di recarsi alle urne. Una vocazione che Emmeline si ritrovò appiccicata addosso fin da quando aveva sette anni e una sera, ricevendo il bacio di papà in tardivo rientro notturno, lo sentì mormorare con rimpianto: “Se solo tu fossi un maschio”. Capì da quell’istante che cosa volesse dire appartenere al sesso femminile e tentò di correre ai ripari.

suf5Nel film appare di sbieco e incidentalmente, ma la sua ombra aleggia su tutte le sequenze. Un nume tutelare che non risparmia né si risparmia. Come altre figure realmente appartenute agli albori del XIX secolo, su tutti il primo ministro David Lloyd George. Uno spaccato che merita il rilievo dato da quest’opera della Gavron, più utile di quanto si possa immaginare. Perché poi venne la Grande Guerra ad interrompere gli attriti. Un conflitto (mondiale) imponeva una tregua a un altro conflitto (sociale). Nel 1914 le Suffragette si dedicarono al sostegno dello sforzo bellico della loro nazione, ma non desistettero mai dai loro scopi e, quando fu firmata la pace, nel 1918 ripresero a far valere i loro principi ottenendo proprio quell’anno il suffragio femminile alla Camera dei Comuni per le donne con almeno trent’anni di età.

incorporato da Embedded Video

Tag: , , , , ,