clo4È sempre stato così. Quando vado nel panico, scappo

 

clo1Una donna in fuga. Da se stessa. Dal fidanzato e dal mondo. Storia di un incubo che prende corpo da un trillo di cellulare. Il buio che avvolge. E un presente che sa di angoscia. Michelle non conosce l’anfratto del proprio io. Il mistero di sentirsi reclusa in se stessa. A ucciderla non è un incidente stradale, ma il suo soccorritore. L’uomo, afflitto da infinite patologie e da un passato torbido in cui annega la scomparsa di moglie e figlie, racconta una storia vera. All’apparenza tuttavia paradossale. L’invasione degli alieni che giustifica l’asserragliarsi nel bunker sotto la propria fattoria per evitare la contaminazione dell’aria e lo strapotere degli extra terrestri. Una storia poco attendibile agli occhi di Michelle e del suo compagno di sventura, finito anch’egli in quel rifugio sotterraneo, convinto che davvero non si possa respirare al di fuori di lì. A cancellare queste visioni oniriche che hanno dell’incredibile sarà il fuoco appiccato dalla fuggitiva Michelle, alla quale manca tutto ma non il coraggio per correre. Lontano. Una volta uscita dalla sua improvvisata prigione, la ragazza si accorge che non erano tutte bugie quelle raccontate dal suo ambiguo carceriere. Ad attenderla c’è il nemico che non sospettava. Un mostro ultraterreno contro il quale dovrà combattere per avere il diritto a una nuova fuga. Stavolta non più verso la solitudine salvatrice ma verso il soccorso a chi rischia di soccombere.

10 CLOVERFIELD LANELouisiana. Ai nostri giorni, uguali a tanti altri che furono. E che saranno. Storie di vita che diventano storie di una vita. 10 Cloverfield lane di Dan Trachtenberg è un film di contaminazione. Non tanto perché l’inquinamento atmosferico dovuto alle radiazioni nucleari sembra essere il motivo scatenante della multipla reclusione dei protagonisti, quanto per l’incrocio dei generi che vi convergono. Si parte con toni drammatici che si protraggono per larga parte dell’intreccio, destinato poi a svoltare verso i ritmi da thriller quando l’impeto claustrofobico all’interno del bunker inizia a diventare allarmante facendo le prime vittime. L’epilogo si trasforma in un puro film di fantascienza con tanto di “Creatura” che volteggia tra cielo e terra a seminare panico e morte. Tutte e tre queste diverse nature si mescolano e si fondono finendo per ricordare da vicino i film di exploitation, lontani precursori di quest’opera in cui avvenirismo e retrospezione si coniugano in un unico intreccio.  10 Cloverfield lane è anche un film d’azione, al di là di quello che si può pensare visto che per larga parte risulta estremamente soffocante nell’angusta ambientazione di quattro mura squallide e poco ospitali. A tutto ciò va ad aggiungersi un aspetto tematico che non si discosta molto da questa falsariga.

clo2Michelle è donna che fugge, incapace di fronteggiare i problemi. E anche quando questi sono di modesta entità, le appaiono insormontabili. Si dilegua da un diverbio con il fidanzato che la invita inutilmente a tornare, spiegandole quanto sia comune uno scontro di opinioni fra due persone. Anche da reclusa, Michelle è un tigre in gabbia. Pensa solo a fuggire in ogni modo possibile. Una sorta di claustrofobia psicologica le rende impossibile la sopravvivenza in un luogo che la circoscriva. Ma proprio nel rifugio in cui non riesce a sentire protezione, ma solo costrizione e detenzione, comprende e apprende l’utilità del combattimento faccia a faccia. Se la deve vedere con l’uomo che l’ha soccorsa dopo un incidente stradale e l’ha ricoverata nella sua casa trattandola però da prigioniera, seppur senza violenza. Avere a che fare con questo energumeno di buone maniere, ma deciso nel dominare le vite altrui, le insegna che l’arte della fuga non paga. Anche una volta uscita dal bunker in cui era confinata, si trova davanti a un mostro. La fuga non è sufficiente. Abbozza una corsa per chiedere soccorso, mostrando il lato debole della propria mancanza di autonomia. Ma solo in quel momento Michelle sembra maturare davvero. Capisce che l’Altro – o l’ostacolo – va affrontato e superato. La fuga non serve più, occorre l’intelligenza. Nella fattispecie, la protagonista non dovrà attingere a risorse particolarmente sottili. Basterà poco, ma non è quello che conta. Conta invece che dalle ceneri di Michelle in fuga nasce una nuova Michelle. E al bivio fra la quiete di una salvezza raggiunta e il combattimento per raggiungere la salvezza sceglie quest’ultima strada. Al crocevia che divide Louisiana e Texas, Michelle inforcherà la strada dell’aiuto a chi si trova ancora sotto scacco. Il coraggio ha seminato i suoi germi prolifici e la donna in fuga perenne ha lasciato il posto all’eroina.

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