jem4Non temere l’ignoto, segui il tuo destino e usa i tuoi doni…

 

Il mistero di un robot che non funziona, ma improvvisamente prende vita. L’avventata scommessa di una ragazzina che registra di nascosto la sorella mentre canta e manda in onda il filmato su Youtube. Il successo inaspettato ha il tacco 12. Trucco e parrucco. Tante speranze. E una caccia al tesoro fatta dai consigli di papà, che non c’è più. Ma vive grazie al quel marchingegno al quale ha affidato l’ultimo ciao alle sue bambine. È storia intrisa di cuore e sentimento quella che esce da Jem and the Holograms di Jon Chu, una commedia giovanile rivolta a un target di teen ager anche un po’ in là con gli anni. Diciamo fino ai 25. Non che gli altri – tutti – di ogni sesso ed età non possano vedere questo film, ma la platea privilegiata ha problemi di acne. Amori passeggeri. E un avvenire colorato di rosa che la vita si sforza invece di tingere di nero. E allora… Allora basta mettere da parte un po’ di pessimismo. Aprire il cuore alla vita. E non desistere. Mai. Neanche quando tutto sembra crollare addosso.

jemJem è una ragazza timida, eppure arriva al successo seppur per caso, grazie all’ingenua incoscienza di una sorellina minore più abile con computer e social forum che con la vita vera. Quella che bussa alla porta di casa. Semina insidie e minaccia scenari foschi. La zia che perde il lavoro e la casa in vendita. Conti che non quadrano, ma il sorriso non manca mai dalle labbra di una donna convinta di un futuro fatto non solo di ombre. La parabola di Jerrica-Jem arriva così fin all’empireo della musica. Il sogno irraggiungibile di giovani e giovanissimi. la dimensione del successo. Il desiderio di esserci e cantare al mondo la propria vittoria. Jem troverà anche l’amore in questo percorso un po’ edulcorato. Ma in fondo non c’è fiaba che non abbia un po’ di zucchero da qualche parte. Non sempre le streghe hanno la meglio e qui l’amore non è un principe azzurro prodigo e generoso di baci miracolosi, ma l’affetto di chi la circonda e – nonostante qualche piccolo sgarbo, non sempre voluto – preferisce ricomporre l’unità piuttosto che alimentare la disgregazione.

jem3Ne esce un film leggero e allegro con una dose di commozione che suscita tenerezza più che alimentare il melodramma. E, in fondo, è giusto così. Perché Jem and the Holograms è rivolto ai ragazzi. Parla di musica e genitori che, una volta tanto, non hanno l’aspetto burbero e severo, ma assomigliano di più a compagni di gioco distratti e pasticcioni. Tuttavia buoni. Un universo fatto di tutto e di niente. Un talent scout – anch’essa al femminile – implacabile e un papà che suggerisce alla figlia di non temere ciò che non conosce, ovvero il domani. La invita a lasciarsi cullare dal destino. A seguirlo. Accondiscendendone le decisioni. Puntando solo sui propri doni. In fin dei conti ognuno ne ha. Pochi o tanti. E sono quelli che aiutano a vivere e a saper valorizzare i punti di forza che donano sicurezza e costituiscono il passaporto per l’avvenire. Buoni sentimenti, insomma. Una morale da “larga è la foglia” riporta in bocca il sapore della gioventù che ha appena dimenticato il profumo del latte. La musica è fatta di canzoncine improvvisate e i costumi, quelli sì, meritano un cenno. È il teorema della trasformazione. Come una ragazzina acqua e sapone o suppergiù diventa una divetta dello star system. Questione di apparenze e di moda. Di essere e non essere. Al punto che il binomio è rispettato anche dal ritmo del racconto. La protagonista si confessa allo spettatore narrando la sua storia attraverso una registrazione scandita dai due formati video. Le riprese in formato tradizionale in cui la protagonista si rivolge al pubblico spiegando le sue origini e come ha deciso di tramandare ciò che prima ha sconvolto e poi ha sorpreso la sua famiglia e la sua stessa esistenza. Il formato in cinemascope invece trabocca di lustrini e paillettes. Brilla del fulgore irraggiungibile del fascino dello spettacolo. Celebrità e successo. I traguardi di ogni ragazzina e ogni ragazzino. Sogni a occhi aperti per i teen. Andate a vederlo se non siete ancora diventati grandi…

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