pets1A Max la sorte ha detto male. Pronti, via. Abbandonato. Max è un cagnolino, ma anche la malasorte talvolta ha un cuore e rimedia subito. E sulla strada del piccolo mette lo sguardo dolce di una donna. Le due anime gemelle – a quattro e a due zampe – si riconoscono subito. E Max trova casa. La generosità di Katie però è un’arma a doppio taglio. Max lo dovrebbe intuire, ma forse preferisce non pensarci e ci sbatte il muso, quando la fanciulla torna a casa con un altro trovatello, tale Duke, molto più prestante di lui. Inutile dire che fra i due s’innesca una sfida per stabilire chi è il padrone di casa, ma a metterli d’accordo è l’uomo, nella sua versione meno avvenente. L’accalappiacani. I due vengono infatti catturati durante una passeggiata in coppia solitaria e litigiosa. Una volta nel furgone, non resta che stringere amicizia e il patto presto si allarga a Nevosetto, un coniglietto che a dispetto della sua natura è coraggioso assai. Al punto che è il capo della banda degli “Animali abbandonati” e irrompe nel furgone per liberare uno dei suoi. Il piccolo accetta di aiutare i cani, ma – in cambio – pretende che loro si uniscano al gruppo, per fare la guerra ai perfidi umani, inclini a liberarsi di loro con troppa leggerezza. Max e Duke accettano e si spacciano per randagi, nascondendo così la loro reale provenienza. Ma siccome la verità, presto o tardi, viene sempre a galla, la guerra senza quartiere scoppia quando Nevosetto scopre di essere stato ingannato. I due cagnolini sono tutt’altro che soli e vivono in casa, avvolti da ogni cura. Manhattan si trasforma in una giungla metropolitana in cui Max e Duke scopriranno che l’unico rifugio è casa, dolce casa. Al rientro, Katie si accorge di qualche marachella senza immaginare la turbolenta giornata dei suoi amici, ma Max e Duke ormai sono un unico branco con Katie.

pets3Pets di Chris Renaud e della squadra di collaboratori ai quali si deve Cattivissimo me è un film che serviva, ma non è il genere di cartoni animati adatti anche ai maggiori. Niente da paragonare all’Era glaciale, o a Inside out, solo per citare due recenti titoli. Questo cartoon è diretto ai più piccini e il tentativo – tutt’altro che nascosto – è quello di fare scuola su un tema scottante e pericoloso, oggi diventato un reato penale. L’abbandono degli animali. L’argomento è svuotato da ogni colore drammatico e dai toni strappalacrime e commoventi di tante pubblicità progresso, utili quanto sempre purtroppo insufficienti. Se è fondamentale educare e dissuadere dall’adottare animali se poi si rischia di non saperli trattare e poterli mantenere con il dovuto rispetto finendo per lasciarli in balìa di loro stessi, è altrettanto angosciante il tono di molte immagini, disgraziatamente familiari a tutti. Pets si nasconde così dietro un interrogativo divertente, rivolto proprio agli umani e in particolare ai possessori di amici a quattro zampe o a due ali e altrettante branchie. Indovinate che cosa fanno i vostri amichetti durante la vostra assenza. E già qui il problema non è dei più semplici. Esistono amichetti che non amano la solitudine. E, forse, tutti rientrano in questa categoria. In fondo, chi mai è felice di rimanere solo… Anche sotto questo aspetto il film non risparmi frecciate di educazione. Fido vuol stare con il suo compagno di vita. E, per quanto possa essere bella la sua eventuale pensione, è sempre meglio il proprio branco in un brutto posto che la solitudine in un grand hotel a cinque… ossi.

pets2Max e Duke vanno in crisi proprio quando Katie si assenta e fanno gruppo proprio davanti alla prima difficoltà. Non a caso, la cattiveria umana di catturare chi si suppone essere un senzatetto. La base di partenza, insomma, è pronta. Il resto lo fanno le immagini e la guerra a colpi di sberleffi in cui il mondo animale sembra essere decisamente superiore ai modi bruschi e senza cuore dell'”essere superiore” dotato di parola e presunto raziocinio. Serve dunque una correzione e questo cartone tocca uno dei tasti più dolenti della crudeltà senza passaporto. Una ragione per amare Pets è esattamente questa. Ma ce n’è un’altra di segno contrario. Disprezzare Pets è possibile nella stessa misura con cui lo si elogia. La fauna del film è capace di prevaricazioni e bugie. Rancori e vendette. Fingersi buoni e risultare ambigui. Caratteristiche lontanissime dai nostri pelosi di qualsiasi razza e tipo. In primo luogo, i cagnolini. E che vive in casa con qualcuno di loro lo sa bene. Resta tuttavia l’idea di partenza. Non abbandonare i più deboli. Nessuno merita un cartone vicino a un cesto di rifiuti. A due o a quattro zampe. E trasferire questa etica ai più piccoli fin dall’età più tenera significa costruire un futuro dove i canili saranno vuoti. E l’uomo avrà vinto la sua partita di civiltà.

incorporato da Embedded Video

Tag: , , , ,