a1Suona il piano per me, Marianne…

 

L’amore inizia spesso sottovoce. Tra titubanze e ritrosia. La discrezione di una schermaglia che dissimula perfino se stessa, prima di uscire allo scoperto. Trasformarsi. Esplodere. Baci di passione. E, talvolta, di sfida. Il bacio del dubbio e quello del tradimento. Dell’ambiguità. L’ombra nascosta in un cuore che ama. Una donna che non esiste e un’identità che fu. Sopravvive a se stessa e alla buona fede, ma vacilla davanti ai servizi segreti che, in mancanza d’altro, indagano perfino su loro stessi. Gli alleati. Compagni di missione che diventano all’improvviso compagni di vita. Max impalma Marianne. Ma quale Marianne… Crede di sposare una donna. La sua amata. Ma va a nozze con una sconosciuta. E quando una vita tranquilla sembra ormai raggiunta scopre che la “moglie” è morta da anni. O meglio, da anni sono morte le generalità di colei che condivide il suo stesso tetto.

a3Allied – Un’ombra nascosta di Robert Zemeckis (Forrest Gump e Chi ha incastrato Roger Rabbit) è una storia di guerra dove la guerra viene sfrattata. È una storia d’amore dove l’amore perde. È una storia di imbroglio dove l’imbroglio viene smascherato. È una storia di delusione dove la delusione uccide. È una storia americana senza gli americani. Max Vatan (Brad Pitt) è una spia canadese in missione a Casablanca dove incontra Marianne Beausejour (Marion Cotillard), collega francese al suo fianco nell’operazione di decapitare il comando tedesco in Marocco. La scintilla del sentimento prende piede lentamente ma con vigore e l’inedita coppia finisce prima a letto e poi sull’altare. Il dilemma resta tra chi spia e chi viene spiato fra Max e Marianne. Il grande fratello dei servizi, per non sbagliare, li sorveglia entrambi e scopre la tresca. Marianne non è francese ma tedesca e il mandato di uccidere il gerarca nazista e i suoi fedelissimi viene direttamente dal Führer che teme un complotto di quel poco fidato luogotenente, spedito lontanissimo dal Reich. La politica non c’entra con il cuore e Marianne ama con sincerità ma è costretta a saldare un conto antico. Il finale a sorpresa convive con un tocco di agreste americanità che costituisce forse il maggior difetto di un film, debole proprio nelle ultimissime sequenze, a metà strada fra il melodramma e quel profumo di malinconia stampata su carta patinata, di cui si poteva francamente fare a meno.

a4Il thriller non è di quelli sterili e commerciali lanciati distrattamente sul mercato e svolge il tema della menzogna in una prospettiva singolare. La verità alterata dalla ragion di stato invade la privacy del singolo distruggendone l’esistenza. Marianne è donna dai due volti e ha un nome che si può leggere indistintamente in lingua francese e in tedesco. La biunivocità non rappresenta solo due nazioni in storica rivalità, ma le due anime che il personaggio tende a far sopravvivere e – al tempo stesso – dietro le quali nascondersi. Non a caso l’accompagnamento musicale della colonna sonora propone sia il motivo classico di Haydn da cui è tratto Deutschland über alles, sia la Marsigliese. La politica trova il contrappunto anche nella riproposizione dell’inno americano a chiudere il cerchio delle nazioni rappresentate ed è questo massiccio blocco a rappresentare la dinamica storica e internazionale che invade la vita privata. Al di là dello spionaggio, Marianne ha l’ambizione dell’amore. Un sogno a occhi aperti che prende corpo e vigore ma si scontra con risvolti da lei non voluti. Generalità che non le appartengono ma sono il maglio della ragion di stato per trasformare il singolo in un ingranaggio del sistema. Proprio a questo punto il meccanismo s’inceppa. Vita pubblica e privata si incrociano ponendo l’accento su ciò che sta in mezzo. L’individuo appunto.

a5Non si tratta dunque di sviluppare la classica chiave della bugia che alimenta l’intrigo e crea i presupposti per l’equivoco. In Allied prevale quell’ombra nascosta che fa bella mostra di sé nel titolo italiano ma è assente da quello originale, circoscritto appunto ad Allied. Alleati contro la ragion di stato. Sconfitti dal destino che si sono cercati, nel momento in cui la vittoria militare arride alle loro sorti. Il film soddisfa diversi palati. Suggestive ambientazioni d’epoca si aggiungono alla dinamica militare in senso spicciolo e al gusto del noir che lambisce quest’opera. La II guerra mondiale che infuria lontano dai deserti alle spalle di Casablanca viene percepita come un’eco lontana. È una tendenza che non va sottovalutata. Il secondo conflitto continua a trovare larghissimo spazio e trattazione sul grande schermo anche a distanza di oltre settant’anni. Adesso comincia a farsi strada un modo nuovo di narrarla attraverso la prospettiva di chi l’ha vissuta ai margini e ne ha avvertito solo gli aspetti deteriori.

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